Di Tolve dice che Alfano vuole contagiare i gay per far soldi, poi ringrazia i gesuiti che comprano il suo libro per imparare a "curare" i gay



Pare proprio che Riccardo Cascioli voglia che i gay sino visti come dei malati, motivo per cui attraverso i suoi giorni (La Nuova Bussola Quotidiana e Il Timone) sta facendo di tutto per promuovere le fantomatiche "terapie riparative" che mirano a sostenere che l'omosessualità non sarebbe una naturale variante della sessualità come sancito dall'Oms ma una gravissima perversione sgradita a Dio come sostenuto dalle lobby internazionali di estrema destra.
Ci sarebbe anche da osservare che se quelle fantomatiche "cure" sono vietate dall'Ordine degli Psicologi perché prive di fondamento scientifico e molto pericolose per la vita delle vittime vi vengono sottoposti (il rischio è che i sensi di colpa inculcati dai sedicenti "terapisti" provochino atti di autolesionismo se non suicidi), ne dovremmo dedurre un semplice sillogismo: se quelle "cure" provocano morte e se La Nuova Bussola Quotidiana promuove quelle "cure", allora La Nuova Bussola Quotidiana sta colpevolmente provocando la morte di adolescenti sgraditi a Cascioli. Se avessimo un ministro della Salute (purtroppo la Lorenzin pare troppo impegnata a imporre gravidanze alle donne per occuparsene), quel semplice sillogismo dovrebbe portare ad accertamenti per proteggere i minori da quei predatori cattolici che sono pronti a sacrificare la loro vita pur di condannare la loro natura. Ma siamo in Italia e se si creano lesioni volontarie a qualcuno nel nome di Dio, l'impunità pare garantita.

Fatto sta che Cascioli è tornato a promuovere Luca Di Tolve attraverso una vergognosa intervista firmato da Andrea Zambrano. Il tenore è quello tipico della propaganda, con un intervistatore che si lamenta che non si possa dire che «omosessuale lo si diventa» ed un intervistato che parla a nome di tutti i gay senza averne alcun titolo. Il tutto con l'evidente conflitto di interessi del fatto che Di Tolve fa soldi proprio vendendo quelle fantomatiche "cure" dell'omosessualità. Si sta dunque santificando un imbonitore che sta venendo il suo prodotto a danno di quei poveri adolescenti che genitori bigotti potrebbero spedire nelle sue mani per subire pratiche che sono ritenute dannose dalla scienza ufficiale. Forse manco Hitler sarebbe arrivato a tanto.

L'intervista esordisce descrivendo di Tolve come una figura quasi mitologica:

Il sole che sorge dalle tenebre è l’immagine biblica che si specchia nella vita di Luca Di Tolve. Luca è diventato celebre per quel libro così politicamente scorretto, un pugno in faccia al perbenismo omosessualista: “Ero gay, a Medjugorje ho ritrovato me stesso”, editrice Città ideale, che il 19 ottobre tornerà in libreria con la V edizione. Ma di lui si è parlato per l’ancor più celebre canzone di Povia portata a Sanremo nel 2009 con “Luca era gay”. La sua storia è la prova che omosessuali non si nasce, che si può, attraverso un percorso di rinascita psicologica e spirituale, riprendere in mano i fili del proprio destino e riorientarsi a quello che è il progetto originario e specifico della natura umana.

Paragonato Di Tolve alla verità della Bibbia, il testo propone già la prima bugia nel sostenere che Povia parlasse di Di Tolve: i legali del cantante hanno più volte diffidato ufficialmente Di Tolve dall'auto-proclamarsi protagonista del brano, anche se il sedicente guaritore di gay va ancora in giro a cercare di trarre visibilità dalle polemiche nate dinnanzi a quell'orribile brano. E se è pur vero che oggi Povia si è ridotto ad esibirsi durante i convegni omofobi di Gianfranco Amato, restano le prove documentali in cui parlava di «notizie false e millantatorie» dinnanzi alle asserzioni di Di Tolve.

La parte più drammatica restano però le parole di Di Tolve (qui trovate la sua storia). Si parte dallo sfruttare la figura del Papa nel sostenere che il suo dire che gli «omosessuali vanno accompagnati» sia da intendersi come un invito a trattare i gay some persone malate che non sanno che cosa sono. Con i classici toni da verità rivelata, Di Tolve dice:

L’omosessualità è un abuso subito, ci sono varie cause, ma alla fine si tratta di bambini che non sono cresciuti e chiedono sempre di più, lo chiedono come dei bambini perché vogliono questa soddisfazione che è un’invidia. Sono dei bambini cresciuti che non riescono a riempire il vuoto e cercano sempre nel mondo sbagliato mettendosi delle maschere.

Non male detto da un uomo che si è messo la maschera dell'eterosessuale per compiacere chi gli diceva che non doveva essere gay. Il tutto aggravato da come la sua "miracolosa conversino" sia nata dalla sua volontà di non assumersi le proprie responsabilità nell'aver contratto l'hiv praticando sesso non protetto con sconosciuti, preferendo credere a quei "cattolici" che gli dicevano che avrebbe potuto dare la colpa delle sua azioni ad un fantomatico "stile di vita gay". In fondo Nicolosi gli diceva che era colpa della madre se lui era gay ed Alleanza Cattolica gli offriva la possibilità di vendicarsi con quei gay che lui sostenevano fosse responsabili delle sue scelte personali.
Nella versione raccontata nell'intervista (la sua storia cambia ogni volta che la racconta), Di Tolve afferma che lui ha capito che Dio non l'avrebbe mai voluto solo non fosse stato eterosessuale nel momento in cui gli è stato detto che non doveva essere gay:

Quando mi è stato detto che l’omosessualità è un peccato. E’ stata una liberazione. Poi dopo aver letto il libro di Nicolosi ho capito che anche io potevo essere padre, che potevo avere una famiglia. Questa bella notizia non mi era stata detta da nessuno degli psicologi che avevo incontrato. Così mi sono sentito finalmente libero.

Tra le righe Di Tolve racconta che lui sta con una donna solo perché voleva un figlio. La sua idea di moglie è dunque simile a quella di un dentista: si si va e si soffre in silenzio sulla poltrona solo perché si sa che il dente smetterà di far male. Si soffre per un fine e per lui quel fine era un figlio. La moglie diviene così un mezzo, non una persona da amare.
Sinceramente c'è da aver paura in chi ha una simile visione della famiglia, aggravata dalle sue successive affermazioni volte a sostenere che sia Dio a non volere che si faccia sesso se non a fini procreativi. Pare che lui abbia trovato lì la scappatoia dai suoi doveri coniugali verso quella che appare più come una coinquilina che una moglie.

Non mancano i passaggi in cui Di Tolve si autoproclama "testimone" della verità, sostenendo che la sua è un'attività (a pagamento) sia un atto caritatevole verso gente che non deve assolutamente accettare la propria natura:

Ti rendi conto di quanta disonestà cci sia da parte delle persone. Giornali, università: oggi l’omosessuale non riesce a trovare nessun sollievo. E di questo soffro perché i ragazzi che hanno bisogno sono tanti e non hanno punti di riferimento, mancano di autostima, non sanno più chi sono, non hanno identità. In più nessuno ti offre un aiuto vero.

Nella classica isteria comparatistica che caratterizza Di Tolve, l'uomo si lancia nel suo sostenere che i gay esistano perché c'è chi vuole farci soldi. Ovviamente ciò negherebbe l'evidenza di come i gay esistano da sempre, ma è per ottenere facili consensi dagli integralisti che dice:

Avevo visto esponenti della finanza e della politica avvicinarsi al mondo Lgbt. Girano tantissimi soldi e il mondo omosessuale è sfruttato senza saperlo. Diciamo che il mondo gay è l’ultimo carrozzone utilizzato dai radical chic per portare avanti la battaglia della tecnoscienza per comprare la fertilità, per propagare il sesso libero perché le cure per le infezioni sessualmente trasmesse sono costosissime. Io ancora oggi pago le conseguenze di questo. Sono sieropositivo dal 1996, con molte complicanze mediche. Anche le cure sono un grande business. [...] Ma è così: se fai un figlio naturalmente non ci guadagnano niente. Ma il nemico è nelle pieghe anche delle leggi.

È a quel punto che Di Tolve accusa Alfano di voler contagiare i gay per far soldi. Sappiamo tutti come il ministro dell'Interno abbia rimosso l'obbligo di fedeltà dalle unioni civili come segno di disprezzo verso i gay, ma per Di Tolve i motivi sarebbero altri:

Prendiamo la legge Cirinnà. Non c’è l’obbligo di fedeltà. In effetti anche questo ha uno scopo ben preciso. Nella mia esperienza ho potuto toccare con mano che una vita sana e di castità matrimoniale con mia moglie mi ha portato ad avere una carica virale pari a zero. Con l’infedeltà ovviamente aumenta il rischio di infezioni. Che costano e devono essere sostenute economicamente.

Ovviamente la carica virale non funziona così, come appare interessante osservare che di Tolve parli di «castità matrimoniale», ossia quella pratica suggerita dalla chiesa per cui dopo aver soddisfatto le esigenze di procreazione gli sposi decidono di astenersi per sempre dai rapporti sessuali. L'evidenza di come lui non faccia sesso con la moglie è dimostrazione di come sia ridicolo il suo auto-proclamarsi etero: non è certo convivendo con una ragazza che non si è più gay e non è certo astenendosi dal sesso che si è cambiato orientamento sessuale.
Non manca poi il suo riferimento alla fedeltà (con l'immancabile attacco volto a sostenere che i gay non lo siano a priori, contrariamente a quei bravi padri cristiani che la sera lasciano moglie e figli a casa per andarsene a prostitute, ndr) mentre sul suo sito promuove i convegni della Cappellini o le manifestazioni delle Sentinelle volti a chiedere che ai gay sia negato avere una famiglia. Ovviamente non vuole neppure il contrasto all'omofobia e spergiura che se un gay non vuole più essere gay, lui offre i servizi a pagamento che possano aiutarlo (anche se poi conosciamo come Giorgio Ponte sia andato la lui, ma il suo non voler essere gay perché insegnante di religione non è bastato a cancellare la sua natura anche a fronte delle false promesse di Di Tolve). Insomma, si vuole negare ai gay la possibilità di crearsi una famiglia e li si accusa di promiscuità come scusa per negare loro una stabilità familiare, guadagnando soldi nello sfruttare la mancata accettazione di chi è incapace di reagire a tutta quella promozione del pregiudizio.

La Bussola Quotidiana non ha poi mancato di promuovere quel giro di affari nel sostenere che «la sua attività è orientata a quegli omosessuali che chiedono aiuto per guarire dalle ferite» e Di Tolve ha affermato che «è un errore grave» ritenere che l'omosessualità sia innata:

Il nostro corso si chiama Adamo ed Eva ed è fatto per incoraggiare tanti ragazzi a guardarsi dentro. Viviamo in una società senza relazioni ormai, improntata su di sè, narcisista. Ma nessuno si occupa delle ferite che ognuno di noi ha. Siamo feriti dal peccato originale. La Chiesa ci offre un percorso bellissimo che è quello di Gesù. Ma accompagnare deve avere una meta. Bisogna accompagnare verso qualche cosa. [...] Il nostro lavoro è quello di aiutarli attraverso il metodo Nicolosi a tirare fuori il vero progetto.

Nicolosi è l'autore delle screditate teorie di "conversione" dell'omosessualità che sono state vietate in numerosi Paesi a causa della totale assenza di scientificità e per la gravissima pericolosità di un metodo che si basa sul creare sensi di colpa nelle vittime che vi si si sottopongono.

Tra le sue risposte, Di Tolve non manca di lamentarsi di una Chiesa non incoraggi la "cura" dei gay, offrendo supporto alla sua attività commerciale:

Mi dispiace perché vedo molti vescovi in ritardo, questa cura non è mai stata fatta in modo sistematrico. Eppure bisogna iniziare negli oratori, nelle scuole. Questi ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati, non di essere confermati nella loro ferita come fanno certi psicologi. Però un sacerdote salesiano mi ha detto che in seminario hanno studiato il mio libro e questo mi dà grande speranza.

Non manca poi il suo vittimismo nel sostenere che non abbia abbastanza persone paganti che si sottopongono alle sue torture psicologiche:

Altroché. Qui dove facciamo i nostri corsi abbiamo 90 posti letto. Se organizzassi una festa di Halloween con ballerini le garantisco che la casa si riempie nel giro di mezza giornata. La verità è che a muovere tutto è il sesso. E il sesso vissuto in maniera egoistica e diabolica.

Sembrano testi medioevali, ma questo è ciò che l'integralismo cattolico propina ancor oggi. Il tutto nel silenzio complice di uno stato che avrebbe il dovere di difendere i nostri figli da persone che promettono di poterli cambiare secondo i desideri dei genitori o di una qualche lobby.
Ma non solo. Il gruppo di Luca di Tolve è riconosciuto come "onlus" e percepisce sgravi fiscali a carico della collettività nonché la possibilità di accedere al 5 per mille in virtù di come prometta di "curare" i gay dall'omosessualità. L'ennesima vergogna all'italiana.
2 commenti