Famiglia Domani già parla di deportare i gay?



I gay portano degrado e quindi la Lega Nord ha pieno diritto di scacciarli dai suoi territori. È quanto sostiene Famiglia Domani in uno dei suoi innumerevoli articoli di promozione dell'odio contro gay e lesbiche.
Il tema in questione sono i controlli che hanno colpito alcuni locali gay di Porta Venezia a Milano, guardacaso intensificatesi dopo l'approvazione da parte del Partito Democratico di una mozione nata su proposta della Lega Nord contro la movida dell'area. E se l'ipotesi che si potesse trattare di controlli mirati a danneggiare solo una certa tipologia di locali ha fatto infuriare il mondo lgbt, Famiglia Domani non solo si dice certa che il motivo sia proprio la volontà di scacciare i gay, ma plaude pure a quella che sarebbe una vera e propria violenza.

Nella sua ricostruzione dei fatti, l'associazione ultra-cattolica afferma:

Per i cittadini di una grande metropoli non deve mai essere facile convivere con i frastuoni notturni, specie quelli creati dalla movida dei locali cittadini. Così avviene a Milano, Porta Venezia, dove alcuni consiglieri del municipio 3 hanno accolto i lamenti di tanti cittadini residenti in via Lecco, zona molto movimentata e su cui si è deciso di intervenire con maggiori controlli, a seguito di numerose dichiarazioni di degrado.
Alcuni consiglieri di municipio della Lega Nord, hanno presentato a metà settembre una mozione per chiedere la chiusura dei locali di zona Porta Venezia: secondo diverse perlustrazioni risultano infatti essere un elemento di degrado del quartiere, e la movida notturna causerebbe troppi disagi agli abitanti.

Buffo, considerato come Milano sia una città morta in cui già alle 9 di sera ci sono i camion dell'immondizia che puliscono una piazza Duomo deserta. E se è pur vero che in pochissime aree c'è ancora una speranza di poter vivere, appare lapidaria la sentenza del gruppo integralista nel suo sostenere che i locali devono essere chiusi e che la gente deve starsene a casa a guardare la tv perché qualcuno potrebbe lamentarsi del rumore. Ma ben presto passano alle rivendicazioni politiche, vero obbiettivo del gruppo. Quasi non bastasse come loro citino solo la Lega Nord quale autrice di quello sfollamento (dato che quello è il partito che vogliono promuovere), si afferma:

Il caso è però presto diventato di natura politica. E per quale motivo? Ebbene, alcuni dei locali di via Lecco sono gestiti dalle associazioni Lgbt, e sono ovviamente locali gay. In seguito alle ispezioni dei locali da parte di vigili e Ats, è scattato il solito e feroce vittimismo lgbt, entrato ora in conflittualità con l’intero municipio 3, accusando i consiglieri di aver avuto “atteggiamenti discriminatori”.

Sarà, ma quelli che loro bollano come "locali gay" sono locali frequentati anche da tantissimi studenti di Città studi dato che nessuno chiede l'orientamento sessuale degli avventori contrariamente a come avviene all'interno delle chiese. Ma è sempre attaccando i gay come se si trattasse di persone che loro reputano indegni di poter avere spazi all'interno delle città, aggiungono:

Ma quando si tratta di un quartiere che è divenuto luogo simbolo per i ritrovi gay, dove si organizzano mercatini natalizi e manifestazioni sui temi dei “diritti civili” (prettamente connessi all’omosessualità), il parere degli onesti cittadini non conta più, e ogni scusa diventa buona per parlare di “atti discriminatori”.
Dal canto loro, i paladini delle associazioni Lgbt sono già riusciti ad inquietare la presidentessa del municipio 3, Caterina Antola, che come una buona militante dell’establishment renziano ha subito smorzato i toni e le polemiche, facendo intravedere l’appoggio che sicuramente continuerà ad esser dato (forse anche in maggior modo dopo questo scivolone) ai locali ed alle associazioni Lgbt.

In quell'alternanza in cui si dice che i gay sono esserei spregevoli e che se non ci fossero le sinistre forse li si potrebbe trattare come ai bel tempi del nazismo (in cui un treno li conduceva nei campi di sterminio per compiacere i pregiudizi delle destre), l'articolo afferma:

Il regime omosessualista, è evidente, acquisisce un potere ed un appoggio ogni giorno più grande, specialmente dalle forze politiche succubi e complici di questo sistema.

Quindi il solo fatto di voler esistere a loro parere rappresenterebbe un regime che non consentirebbe loro di scacciare il prossimo secondo i loro più perversi desideri di "pulizia etnica" di interi gruppi sociali. E mentre dichiarano tutto ciò, accusano pure di «vittimismo» le proteste delle persone a cui loro vorrebbero togliere il diritto inviolabile alla vita.
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