Gianfranco Amato a Medjugorje TV: «La culona tedesca e l'Europa ci stanno impoverendo. Chi rispetta la legge è come un nazista»



Gianfranco Amato continua a dire che Dio è con lui, anche se forse sarà stato distratto mentre l'integralista si metteva in mostra durante il suo convegno di Mestre. Già, perché un problema tecnico lo ha azzittito per gran parte del suo convegno, sino a costringere Medjugorje TV a sospendere la diretta di cui lui tanto si era tanto vantato. E se dinnanzi ai fenomeni naturali i fondamentalisti cattolici vaneggiano di punizioni divine contro i gay, ci sarebbe da domandarsi se anche l'interruzione delle trasmissioni non fosse un volere di un Dio che si è stancato di essere nominato invano da un tale che gli attribuisce ogni sua più perversa ideologia.
Fatto sta che, una volta tornati in diretta, Amato era l' intento a parlare di «matrimoni omosessuali». Curioso dato che, nonostante l'introduzione del matrimonio egualitario sarebbe quantomai auspicabile, in Italia esistono delle unioni civili e il tentativo di usare i termini che maggiormente infastidiscono gli omofobi appare molto scorretta se atta a far percepire una realtà diversa dalla verità.
Tra continue interruzioni dell'audio, Amato inizia a spiegare ai presenti che Parisi non è un uomo di destra così quanto lui lo vorrebbe e lamenta che inviti i sindaci ad applicare le leggi. Ed è così che Amato si lancia nel sostenere che sia necessario praticare una strenua obiezione di coscienza alla trascrizione dell unioni gay dato che, a suo parere, la legge Cirinnà sarebbe paragonabile alle «leggi per la razza approvate dal consiglio dei ministri» in epoca fascista. E giusto per rimarcare i suoi intenti politici, precisa che Parisi avrebbe obbedito perché dice che alla legge si ubbidisce sempre.
Si arriva così a sostenere che le leggi dello stato siano violabili se offrono pari dignità a categorie sociali che si vorrebbero discriminare. Dice Amato: «Attenti, perché questi politici che non riconoscono che esiste una legge dentro il nostro cuore che supera le leggi degli uomini sono dei piccolo Eichmann». Arriva così a sostenere che i gerarchi nazisti abbiano basato la loro vita sull'obbedienza delle leggi e che tale paragone sia da applicarsi a quai nazisti che vogliono che i gay non siano esclusi dalle tutele costituzionali. Ovviamente non poteva mancare di citare a sproposito il Papa, attribuendo a lui tali affermazioni e sostenendo che i diritti civili dei cittadini sarebbero «un colpo mortale al cuore della religione». Peccato che, per sua stessa definizione, un diritto civile non ha nulla a che fare con la religione all'interno di uno stato laico come l'Italia (al di là di come sarebbe anche opinabile anche solo il sostenere che il dare dignità all'amore sarebbe in contrasto con il messaggio di Cristo).

Si passa al momento musicale, dove Amato si occupa di fare da coro a Povia in canzoncine dai testi così banali da far apparire come un capolavoro culturale la sua canzone dedicata ai piccioni che fanno "oh". Immancabile anche l'ostentazione di scritte che ricordano i vergognosi cartelli che Povia potò sul palco dell'Ariston quando si presentò con un brano dedicato alla "cura" dei gay. In questo caso il cantante ha mostrato una maglietta con la scritta "Rispetta chi non la pensa come te". Buffo, dato che siano a quel momento si era parlato di come togliere dignità a chi non la pensava come Amato.
Altre affermazioni imbarazzanti includono frasi come: «se in Italia l'evasione fiscale fosse legittima sarei un po' più democratico» o «io non rispetto te perché la tua democrazia fa passare il tuo pensiero».

Si passa poi a sostenere che le unioni gay poteranno a ritenere normale la famiglia incestuosa e tutte le sue solite generalizzazioni basate sul nulla. La sua tesi è sempre la solita, ossia il sostenere che se si mette in discussione una visione ristretta della famiglia, allora si rischia di mettere in discussione anche altre convinzioni. Peccato che sarebbe come sostenere che non ci fosse bisogno di mettere in discussione la convinzione sul fatto che fosse il Sole a girare attorno alle Terra o il domandarsi se non fosse il caso di far votare anche le donne. Se l'umanità è progredita è solo grazie al cambiamento, ma Amato è l'emblema di chi ha paura e vorrebbe che tutto rimanesse immutabile nel timore che qualcuno possa togliere qualcuno a lui (e se lui sta bene, chissenefrega del prossimo!).

Tirando in ballo l'uso della marijuana a scopo curativo (ovviamente per condannarlo) si arriva ad un secondo brano di Povia, anche in questo caso con frasi agghiaccianti e populiste come il sostenere che «una moneta sovrana risolverebbe tutti i problemi dell'Italia».
Ancora propaganda politica viene esibita quando Amato si lancia nel suo solito discorso sulla necessità di aumentare la popolazione, criticando la campagna del Ferily Day che il ministro Lorenzin ha lanciato proprio per accontentare l'integralismo. Ed è negando anche quando il suo compagno di partito Adinolfi ha fatto nel suggerire di fare sesso senza preservativo per aumentare le tasse, Amato si lancia nel dire che la denatalità sia colpa di un'Europa che non permette un aumento indiscriminato del deficit. Populismo puro, dato che l'attuale situazione economica è fonte di generazioni passate che hanno speso e hanno lasciato debiti alle nuove generazioni, ma dinnanzi ad un pubblico pronto a credere persino al fantomatico "gender" pareva brutto non fare un po' di propaganda politica per la sua amata Lega Nord.
E parte una nuova canzoncina mimata da Amato, con frasi populiste come: «Questo sarebbe lo stato migliore: ognuno la sua terra, soldi pace e libertà. Se non l'avete capito, questa canzone è dedicata alla culona tedesca e a tutta la comunità europea che ci sta impoverendo». Vero proprio sciacallaggio sono frasi come: «Con i soldi della banca centrale si potrebbero ricostruire in pochissimi mesi tutti i comuni distrutti dal terremoto».

Si prosegue così con il dire che l'Oms vuole insegnare la masturbazione ai bambini e chiede che dedicano «se vogliono essere maschietti o femminucce». E se le premesse sono di per sé assurde, criminale è il suo sostenere che «queste cose qui arrivano nelle nostre scuole attraverso il gioco del rispetto o il contrasto al bullismo omofobico». Come "prova" delle sue teorie mostra una lettera parzialmente censurata di una «mamma cattolica» che sostiene che sua figlia sia «confusa dal gender».
Citando insistentemente in Papa, Amato sostiene anche che «questa è una colonizzazione ideologica, torniamo al nazismo».
Continuano poi le strumentalizzazioni, sostenendo che i libri per bambini che mettono in discussione le regole sarebbero inviti a cambiare sesso, così come sostiene che ai bambini si insegna che «i desideri diventano diritto e quando sono grandi, se vuoi un figlio e non puoi averlo hai diritto a comprarlo». Insomma tanta ignoranza, tante generalizzazioni e tanti messaggi che vengono inculcati negli spettatori grazia alla modalità con cui l'integralista propone sempre comizi a senso unico in cui sia fatto divieto di contestare o contestualizzare le cavolate che dice. Esattamente come facevano i nazisti.

Si passa così al capitolo dedicato alla propaganda targata ProVita, con la proiezione di un video anti-gay realizzato da Hanna Lindholm, ossia dall'ex leader de movimento nazionalista SDU in Svezia. E poi, ancora, al video promosso da Brandi in cui si sostiene che se si accettano i transessuali allora ci si deve poter travestire da cani e dire che si sia tali.
Insomma, anche qui si usa la derisione per cercare di non parlare dei veri temi. Si cerca di ingannare l'ascoltatore con derivazioni, un po' come se un alieno venisse sulla terra e gli si mostrasse Amato per dire che tutti gli uomini sono come lui: poi per forza l'alieno scoppierebbe a ridere e si convincerebbe che la razza umana è fatta da integralisti immorali e provi di scrupoli. Ed è proprio quello che fa Amato, dato che chi va ai suoi convegni è gente che probabilmente non conosce le situazioni e cade nel tranello che quel signore gli ha riservato a fini politici.

Dopo aver insultato i transessuali apparsi nei programmi di Real Time e dopo un'altra lunga serie di interruzioni televisive, Amato arriva al momento del più becero vittimismo. Racconta che lui ha la verità rivelata e che i parroci lo vogliono, ma persone cattive osano chiedere ai sindaci di non patrocinarlo per colpa di giornali che lo accusano di omofobia. Un'accusa che lui dice di rifiutare perché non virgolettata,m anche se è lui ad essere andato da Il Giornale a dichiararsi «fieramente omnofobo». Insomma, un cane sciolto che dice qualcosa di sé e poi si dice discriminato se qualcuno lo etichetta con i termini da lui stesso scelto, sostenendo che quella dei giornali sia propaganda dato che viene presentata anche l'opinione di chi no0n cfondivide le sue opinioni al posto di offrire la sua unica, sola e inappellabile opinione quale verità divina voluta da un Dio che in Amato ha visto il suo figlio prediletto, incaricato di far sì che il bullismo omofobico possa mietere vittime nelle scuole e che le bambine sappiano che l'assenza di un pene dovrà costringerle a lavare le mutande del marito perché la donna deve essere sottomessa all'uomo quale essere inferiore (ed è ciò che insegna il suo amico Di Tolve nei suoi convegni)


Clicca qui per guardare il video (attenzione: l'assenza dell'audio in numerosi passaggi, tra cui i primo 30 minuti del video, così come i continui fermo immagine rispecchiamo quanto trasmesso da Medjugorje TV).
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