I lettori di ProVita: «La cura dell'omosessualità esiste. I gay sono il prodotto di Satana»



Ci siamo già occupati del vergognoso articolo con cui l'associazione ProVita Onlus si è lanciata nel sostenere che l'omosessualità sia una sorta di patologia che si contrae nel tempo. E se l'organizzazione di Brandi si è resa ridicola nello spacciare per "scienza" una strumentalizzazione creata dai siti integralisti attraverso la citazione di una libera interpretazione di uno studio da parte di frate ortodosso, l'evidenza è che il buonsenso non pare interessare a chi mira a propagandare l'odio. D'altro canto si sta parlando di quella stessa organizzazione che su Facebook ha pubblicato una fotografia con scritto «Il più grande reato di omofobia è l'aborto». Appare evidente che non vi sia alcun nesso fra le parole se non la volontà di far accostare concetti che possano creare odio contro il contrasto all'omofobia, ma quello non è che uno degli esempi più eclatanti di un'organizzazione che pera di ottenere la ragione attraverso la creazione di confusione e di pregiudizio nei propri lettori. Ed è di questo che ci occuperemo.
Tra i commenti apparsi su Facebook in relazione all'articolo con cui Brandi accusava i gay di essere dei malati immeritevoli di diritti civili (in un legame poco chiaro, dato che un malato non perde i suoi diritti ma generalmente ne acquisisce di nuoci, ndr) è possibile comprendere quali siano gli effetti della violenta propaganda messa in atto dall'organizzazione integralista.

Un tizio scrive: «Ho sempre sostenuto che l'omosessualità è in certi casi una patologia ormonale (quindi curabile) ed in molti altri una perversione sessuale. Nessuno mi convincerà del contrario, detto questo facciano quello che vogliono a casa loro, ciò non mi riguarda! Ma giocare a mamma e papà i rivendicare non so quali diritti, non ci sto». Un altro aggiunge: «Ormai si è trasformata in una lobby, tanto è vero che molta parte della stampa, televisione, mass media sono tutti sottomessi pretendendo di equiparare queste unioni ai matrimonio tradizionale. Ormai in nome di una libertà, fasulla, l'Uomo vuole sostituirsi a DIO, eliminando ogni linea di demarcazione tra bene e male. Se non riacquisteremo il buon senso andremo incontro a delle vere aberrazioni. Già se ne vedono gli esiti».
Certezza nel ritenere che i gay debbano essere considerati dei malati viene vien eostentata anche da chi scrive: «Nasciamo normali: o uomo o donna. Non esiste un gene gay. O è ormonale o comportamentale. C'è la cura. E lo provano tutti quelli che la cura l'hanno cercata. Tutto il resto: "diritti" (privilegi, in verità), matrimonio, adozione etc. è politica, lobby, per anarchizzare la società. Sono massa di manovra in mani senza scrupoli».
Non manca chi si dice convinto che prendere un bambino e "renderlo" eterosessuale attraverso pratiche volte ad incutere sensi di colpa che spesso potrebbero condurlo al suicidio sia un atto di bontà. Dice: «È vero ciò che dice però molte persone potrebbero divenire ad una personalità armoniosa che verrebbe loro impedita da una legge e anche familiari e amici non potrebbero più essere di aiuto in tal senso. Un bambino, un ragazzo, un adolescente resterebbe prigioniero di una lobby che lo fagocita e lo rovina definitivamente senza essere aiutato da nessuno mentre coloro che gli vogliono bene sarebbero costretti a stare a guardare impotenti a una tale rovina. Io dico che bisogna ribellarsi per tempo».
Ma la vera costante è chi cerca in Dio una giustificazione al proprio odio: «L'approvazione dell'omosessualità è cosa piuttosto diabolica, o Sodoma e Gomorra non le dicono niente? O mi vuol far credere che Dio approvi quello che l'uomo sta facendo?».
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