Il comune leghista di Stezzano confina le unioni gay in uno stanzino maleodorante



Non c'è un solo Comune italiano che sia stato commissariato a fronte di una flotta di sindaci violenti che calpestano la legge pur di farsi pubblicità nel prometter discriminazioni e umiliazione contro quei luridi froci che osano volersi unire civilmente anche se l'integralismo cattolica ha sancito la loro inferiorità razziale al pari di come avvenne sotto il fascismo.
È l'assenza dello stato il primo complice di una dittatura integralista non dissimile da quella dell'Isis, solo molto più subdola e violenta dinnanzi a continue umiliazioni impartite a cittadini che lo stato sta trattando peggio di animali.
Ed è così che nel comune di Stezzano le unioni civili sono state relegate nello stanzino, un posto squallido e maleodorante che serve a indicare quanto alla sindaca facciano schifo quei luridi esseri che vogliono sposarsi anche se lei non è disposta a dare loro alcuna dignità. Ed è così che la dipendente statale ha deciso di dar luogo ad una vera e propria segregazione razziale: agli eterosessuali venga offerta una sala riccamente affrescata, con mobili d'epoca e pubblico, ai gay venga dato uno stanzino pieno di polvere e faldoni ammassati alla rinfusa.
Naturalmente non c'è da stupirsi di come il comune di Stezzano, in provincia di Bergamo, sia nelle grinfie del sindaco Elena Poma, una donna guardacaso sostenuta da Lega Nord e Forza Italia. Una donna che non solo umilia i gay, ma che si dice convinta di essere dalla parte del giusto dato che quei froci non devono osare aver da ridire se lei non li vuole nel salone bello ma in uno scantinato: a Repubblica dice che lei non è omofoba e che «Non facciamo differenze tra omo e etero. Io ho anche amici gay, si figuri e la polemica è inutile: a oggi, per questione di carenza di personale, il Comune di Stezzano non è ancora pronto per le unioni civili, quando lo saremo l'ufficio destinato alle firme sarà sistemato. Abbiamo scelto di non utilizzare la sala delle cerimonie perché la firma delle unioni, appunto, non è una celebrazione. È solo una dichiarazione davanti a un pubblico ufficiale».
Non c'è che dire, c'è davvero da provare pietà e pena per questa gente che dice di avere "tanti amici gay" quasi bastasse quella formuletta a giustificare una violenza incostituzionale operata da un partito che sta svendendo l'italia a Putin grazie all'uso dell'omofobia e sul razzismo quali mezzi di propaganda.
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