Il leghista Fontana al convegno di ProVita: «Le unioni gay cancellaranno il nostro popolo»



«C’è una deriva nichilista e relativista della società occidentale, ma la Russia –stasera rappresentata qui dall’amico Alexey Komov- è l’esempio che l’indirizzo ideologico e culturale in una società si può cambiare. Infatti se trent’anni fa la Russia, sotto il giogo comunista, materialista e internazionalista, era ciò che più lontano si possa immaginare dalle idee identitarie e di difesa della famiglia e della tradizione, oggi invece è il riferimento per chi crede in un modello identitario di società».
È con una lode a Putin e all'amico Komov (il nazionalista che ha collaborato al tentativo di introdurre la pena di morte per i gay ugandesi, ndr) che si è apero l'intervento del vicesegretario ed eurodeputato Lorenzo Fontana al convegno anti-gay dell’associazione Pro Vita Onlus.
Il leghista ha rilanciato tutti gli slogan del più becero integralismo, attaccando un generico "loro" che probabilmente è un attacco a quell'Europa che Salvini vorrebbe sostituite con un dimonio di Mosca. Durante il suo intervento, ha sostenuto: «Attaccano il valore della famiglia naturale, che è l’anello di congiunzione più importante tra l’individuo e la comunità, per indebolire sia la persona che la società e renderle entrambe più vulnerabili, manipolabili al fine di dominarle. Infatti una comunità composta da famiglie che si tramandano, di generazione in generazione, i propri valori, le proprie tradizioni, la propria identità è una comunità più forte, difficilmente manipolabile e dominabile. Perché lo scontro oggi è tra chi vuole l’omologazione delle persone, cioè renderle meri numeri e consumatori, e chi difende le specificità, le identità, i valori di una comunità; lo scontro è tra chi vuole il vuoto individualismo orfano di punti di riferimento e chi difende l’individuo come portatore di valori e parte integrante di una società coesa culturalmente. E’ una battaglia culturale: una volta le guerre si facevano con le armi, oggi si utilizzano i mass media, le immagini e le parole. Ed ecco allora che la propaganda dominante mette in discussione e indebolisce la famiglia naturale, ecco che ci dicono che l’immigrazione serve per colmare il gap del decremento demografico. Ecco, dunque, da un lato l’indebolimento della famiglia e la lotta per i matrimoni gay e la teoria del gender nelle scuole, dall’altro l’immigrazione di massa che subiamo e la contestuale emigrazione dei nostri giovani all’estero. Sono tutte questioni legate e interdipendenti, perché questi fattori mirano a cancellare la nostra comunità e le nostre tradizioni. Il rischio è la cancellazione del nostro popolo».
Insomma, le solite parole vuote di chi vuol fare terrorismo senza saper motivare le proprie parole. Fontana, infatti, non spiega come il voler sottrarre dignità ad alcune famiglie possa portare vantaggi a chicchessia, così come non spiega come può sopravvivere una società in cui nessuno vuole più fare certi lavori e in cui l'immigrazione è una forza lavoro indispensabile. Ma si sa, se si vuole solo un tornaconto personale, perché mai ci si dovrebbe occupare di un Paese che si sta svendendo a Mosca?
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