La coppia gay aggredita con un rotweiller è pronta ad incatenarsi al Comune per essere ascoltata dalle istituzioni



Viviamo in un Paese dove si può essere costretti a ricorrere a scioperi della fame per cercare di essere ascoltati dalle Istituzioni. Pare follia, ma è quanto sta accadendo a Parma.
Nei giorni scorsi ci eravamo occupati della storia di Andrea e Giuliano, la coppia che che è stata aggredita con un rotweiller il 25 luglio scorso. E se inizialmente il vicesindaco di Parma aveva accettato di ascoltarli. Ma l'incontro è stato annullato e mai riprogrammato, neppure dopo che i due hanno iniziato a fare uno sciopero della fame per chiedere di essere ricevuti. E tutto tace ancora.

Ed è così che Andrea ci fa sapere che la sua azione nonviolenta di digiuno prosegue, chiedendo i motivi per cui l'incontro diretto presso gli uffici comunali sia stato annullato e chiedendo a norma e ai sensi dello Statuto del Comune di Parma un incontro diretto per chiedere la costituzione di parte civile nel processo futuro. Dicono:

Dalla mezzanotte di oggi sospendo la terapia di Olanzapina Teva per mio disturbo bipolare e proseguo il digiuno a oltranza con una totale astensione dal cibo assumendo solo liquidi e una spremuta di arancia a pranzo e a cena. Mi riservo lunedi mattina di prendere anche la decisione di andarmi e/o andarci insieme a incatenare davanti all'ufficio del ViceSindaco perché l'unico tiranno che accettiamo io e Giuliano è la tranquilla voce di dentro
Se in questo disgraziato Paese bisogna arrivare a questo per i propri diritti di libertà, che sia.

Va anche ricordato che Andrea ha 46 anni mentre Giuliano ne ha 55 anni. Uno sciopero della fame non è certo semplice per chi non ha più vent'anni, ancor più se durante la propria protesta si è chiamati a presentarsi al lavoro e garantire piena produttività anche in assenza di un contributo calorico che possa garantire la salute psicofisica.
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