La "libertà educativa" teorizzata dagli integralisti è in contrasto con i trattati internazionali



Uno tra gli slogan più abusati dall'integralismo cattolico è il loro sostenere che la "libertà educativa" debba permettere ai genitori di poter liberamente decidere di negare una sana educazione ai figli per poterli liberamente indottrinare alla proprie ideologie. A sostegno della propria tesi sono soliti citare alcuni passi decontestualizzati che riguardano i diritti dei genitori, sorvolando a piè pari tutto ciò che riguarda i diritti dei bambini.
Tra le carte ignorate vi è anche il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali approvato dalle Nazioni Unite il 16 dicembre 1966 ed entrato in vigore il 23 marzo 1976. Al punto tredici del trattato si enuncia chiaramente che:

Gli Stati parti del presente Patto riconoscono il diritto di ogni individuo all’istruzione. Essi convengono sul fatto che l’istruzione deve mirare al pieno sviluppo della personalità umana e del senso della sua dignità e rafforzare il rispetto per i diritti dell’uomo e le libertà fondamentali. Essi convengono inoltre che l’istruzione deve porre tutti gli individui in grado di partecipare in modo effettivo alla vita di una società libera, deve promuovere la comprensione, la tolleranza e l’amicizia fra tutte le nazioni e tutti i gruppi razziali, etnici o religiosi ed incoraggiare lo sviluppo delle attività delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
Gli Stati parti del presente Patto, al fine di assicurare la piena attuazione di questo diritto, riconoscono che:
  1. l’istruzione primaria deve essere obbligatoria e accessibile gratuitamente a tutti;
  2. l’istruzione secondaria nelle sue diverse forme, inclusa l’istruzione secondaria tecnica e professionale, deve essere resa generale ed accessibile a tutti con ogni mezzo a ciò idoneo, ed in particolare mediante l’instaurazione progressiva dell’istruzione gratuita;
  3. l’istruzione deve essere resa accessibile a tutti su un piano d’uguaglianza, in base alle attitudini di ciascuno, con ogni mezzo a ciò idoneo, ed in particolare mediante l’instaurazione progressiva dell’istruzione gratuita;
  4. l’istruzione di base deve essere incoraggiata o intensificata nella misura possibile, a beneficio degli individui che non hanno ricevuto istruzione primaria o non ne hanno completato il corso;
    deve perseguirsi attivamente lo sviluppo di un sistema di scuole di ogni grado, stabilirsi un adeguato sistema di borse di studio e assicurarsi un continuo miglioramento delle condizioni materiali del personale insegnante.
  5. Gli Stati parti del presente Patto si impegnano a rispettare la libertà dei genitori e, ove del caso, dei tutori legali, di scegliere per i figli scuole diverse da quelle istituite dalle autorità pubbliche, purchè conformi ai requisiti fondamentali che possono essere prescritti o approvati dallo Stato in materia di istruzione, e di curare l’educazione religiosa e morale dei figli in conformità alle proprie convinzioni.
  6. Nessuna disposizione di questo articolo sarà interpretata nel senso di recare pregiudizio alla libertà degli individui e degli enti di fondare e dirigere istituti di istruzione, purchè i principi enunciati nel I paragrafo di questo articolo vengano rispettati e l’istruzione impartita in tali istituti sia conforme ai requisiti fondamentali che possano essere prescritti dallo Stato.

Basterebbe questo a comprendere che quando gli integralisti sostengono che la scuola non debba occuparsi di educare al rispetto del prossimo, forse è perché sono nati su un pianeta sbagliato e non accettano le più basilari regole per una convivenza volta al bene comune...
3 commenti