La NuovaBQ: «Grazie a noi, è stato affossato il contrasto al bullismo e alla violenza di genere»



Se è vero che l'integralismo cattolico è formato da un piccolo gruppo di fanatici, è altrettanto vero che l'appoggio della Chiesa Cattolica permette loro di poter influenzare qualunque settore della vita civile a danno dell'intera società. Ed è così che se quest'anno i nostri figli si vedranno negare una sana educazione al rispetto è perché personaggi sin troppo noti hanno sbrattato per le piazze che loro non sono disposti ad accettare un contrasto delle discriminazioni e della violenza di genere.
A finire nel loro mirino è sempre il comma 16 della riforma scolastica, la quale prevede che tutti gli istituti di ogni ordine e grado dei piani di prevenzione del sessismo e della violenza contro le minoranze. Una riforma che è stata contestata dai sedicenti gruppi "cristiani" sin dal primo momento e che ad oggi non è ancora stata attuata nonostante gli impegni assunti nelle sedi internazionali.

A rivendicare l'affossamento del progetto è La Nuova Bussola Quotidiana che si auto-attribuisce il "merito" di aver impedito ancora una volta l'attuazione della Convenzione di Istanbul. Affermano:

Il documento stilato dalla squadra di tecnici messa a punto da viale Trastevere doveva essere presentato ai delegati del Fongas (Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori della Scuola) lo scorso 5 luglio. La consegna del testo è poi stata rinviata al 15 ottobre ma anche questo nuovo appuntamento è stato disatteso, fra l’altro senza la comunicazione di una nuova data per la diffusione delle linee guida.
A mettere il lavoro della commissione su un binario morto sono state le indiscrezioni di stampa apparse lo scorso luglio su la Nuova BQ e altre testate nazionali, che hanno anticipato quasi interamente le bozze del testo, svelando una retorica di fondo e una serie di vere e proprie esortazioni tutte tese a decostruire ogni forma di identità sessuata. Nelle pagine uscite dal ministero maschile e femminile sono, infatti, presentati nel contesto di una continua contrapposizione condizionata da “pregiudizi spacciati come naturali”, mentre la differenza sessuale è descritta come qualcosa che può “essere vissuta in uno spettro ampio di inclinazioni”.

Non sappiamo quali siano queste fantomatiche "indiscrezioni" che dicono di aver pubblicato, ma sappiamo come l'organizzazione di Cascioli chiedesse a gran voce che la scuola italiana insegnasse ai ragazzi che in nessun caso bisogna accettare l'esistenza di un gay senza sentirsi nel diritto di giudicarlo, perseguitarlo o di danneggiare la sua vita nel nome del proprio pregiudizio. Nel loro delirio si erano anche lanciati nel sostenere che l'accettazione dell'omosessualità potesse «infondere dubbi sull'identità sessuale» a quei ragazzi che loro sostengono siano tutti necessariamente eterosessuali a meno che non abbiano contratto la "malattia" dell'omosessualità.

Ma l'ideologia di fondo è sempre e solo la strenua difesa del maschilismo, così come emerge chiaramente quando il sito integralista si lamenta che l'educazione alla parità di genere non permetterebbe più all'uomo di poter "cristianamente" picchiare sua moglie se non gli fa trovare la cena a tavola. Scrivono:

La colpevolizzazione del maschio e di ogni dinamica della società naturale ovviamente fanno da fil rouge. Se non fosse tutto terribilmente serio, ci sarebbe persino da sorridere leggendo alcuni stralci del documento che ammoniscono le famiglie e i professori a non usare esortazioni come “fai l’uomo!” per convincere un ragazzo a prendersi le proprie responsabilità.

Vantandosi si come i sedicenti "cattolici" siano sempre in prima fila nel difendere una presunta "antropologia" che vedrebbe come un volere di Dio la sottomissione della donna all'uomo, La Bussola Quotidiana aggiunge:

Ovviamente un indirizzo culturale e antropologico di tale natura, non poteva non suscitare la massima opposizione di gran parte del mondo associativo pro-family italiano. Il Comitato difendiamo i nostri figli, che ha dato vita al Family day del 20 giugno del 2015 proprio sul tema del gender nelle scuole, lo scorso 25 giugno ha portato 300 famiglie romane davanti al Miur e, tra agosto e settembre, ha consegnato ai ministri Boschi e Giannini e al presidente Mattarella oltre 70mila firme in sostegno di una petizione per la libertà educativa: consenso informato preventivo e la possibilità di esonero da progetti didattici e percorsi educativi non condivisi.
Tutto questo ha gettato all’aria i piani del Ministero dell’Istruzione e ha evitato l’introduzione, già nell’anno scolastico in corso, di attività di sensibilizzazione interconnesse ai contenuti di tutte le discipline curriculari.
Insomma anche se parziale e momentanea, la paralisi del tavolo del Miur può essere considerata una vittoria delle famiglie che chiedono che i loro figli non siano costretti a subire un indottrinamento culturale privo di alcuna base scientifica.

E tutto questo senza tenere in considerazione di tutte quelle famiglie che gradirebbero una sana educazione dei propri figli nonostante l'arretratezza culturale a cui ambiscono certe associazioni politiche che si nascondono dietro un finto sentimento religioso.

Sostenendo poi che l'identità sessuale non sia innata ma «formata» dalla volontà dei genitori, aggiungono:

Il mondo dell’associazionismo cattolico si era diviso lungo due diverse strade proprio in occasione del Family day del 2015 sul gender nelle scuole. La cosiddetta linea dialogante seduta ai tavoli istituzionali sotto il capello del Forum e la piazza delle famiglie guidata da Gandolfini potevano, in fondo, agire diversamente ma colpire insieme e portare allo stesso obiettivo.
Tuttavia anche le richieste di fondo sembrano divergere: il Comitato si spende con iniziative di ogni tipo per chiedere il consenso informato su attività così sensibili per la formazione dell’identità degli studenti, mentre il Forum sconsiglia di sostenere questo istituto giuridico perché potrebbe creare un attrito preventivo e un contrasto ingiustificato tra famiglie e scuola. Secondo il Forum non va infatti posto alcuno ostacolo preventivo ma la dialettica deve basarsi sul confronto e i contatti personali. Insomma in tutti i casi il bambino segue la lezione, poi se la maestra ti racconta la favola con due papà si tireranno le somme e si capirà come reagire.

Ed è sempre auspicando e incoraggiando una colonizzazione ideologica delle scuole da parte dell'integralismo che si incoraggiano i propri seguaci a decidere per conto degli altri in modo da far prevalere quell'ideologia minoritaria che vuole le donne sottomesse e i gay vittima di bullismo:

Una linea strategica che emerge anche nella campagna ‘Immischiati a scuola’; iniziativa voluta dai vertici del Forum e che esorta tutte le famiglie ad impegnarsi nelle scuole guardano verso di esse “come luogo di corresponsabilità educativa”. Alcuni genitori che hanno partecipato a questi incontri che preparano le famiglie ad “immischiarsi” riferiscono che i delegati del Forum presentano la questione del gender come sostanzialmente marginale rispetto alle battaglie per abbattere i tetti in amianto, la carta igienica nei bagni e i topi nelle aule.

E già, perché evidentemente l'organizzazione di Cascioli crede sia preferibile far morire i propri figli di tumore esponendoli alla polvere di amianto piuttosto che permettere ad un gay di poter vivere sereno senza subire la sua violenza. Ed è grave che questa gente riesca ad imporre la sua volontà ai danni dei nostri ragazzi e di una società che a causa loro appare sempre meno civile.
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