La Russia è decantata dalle destre, ma i dati parlano di bassa aspettativa di vita, esodi di massa e almeno 200 aborti all'ora



Mentre la Lega Nord rilascia interviste ai siti di propaganda russa per sostenere la necessità di ricostruire l'Europa partendo da Mosca, l'associazione ProVita spergiura che «mentre l’Europa precipita piano piano nella notte del materialismo, della crisi dei valori e della famiglia, dall’Est giungono segnali di rinascita». L'organizzazione di Brandi sostiene anche che «Putin sarebbe, con Orban e pochi altri, uno dei pochi statisti ad avere chiaro che uno stato non si regge solo sul PIL, le banche e le burocrazie, ma sta o cade a seconda dell’anima profonda che lo muove».
Sarà che ad accomunare quelle sue realtà c'è il nazionalista russo Aòlex Komov e tutti gli interessi economici che si celano dietro la sua figura, eppure la realtà sembra assai diversa da quella che la Lega e ProVita sono soliti raccontano per inneggiare alla Russia quale patria della cristianità. La loro tesi è che Putin sia un gran cristiano e che la sua politica sia "pro-life" solo perché spende milioni di euro nella costruzione di cattedrali mentre reprime qualunque libertà individuale, in quella visione in cui essere razzisti, xenofobi e omofobi bastia rendere "cristiano" qualcuno.

Secondo i dati pubblicati da The Moscow Times, la realtà è assai diversa da come viene raccontata dagli idolatri di Putin. La mortalità è altissima e la Russia figura al 126° posto della aspettative di vita, a pari merito con la Korea del Nord e persino dietro Tonga. In Russia si registrano 106 aborti ogni ora, e questo parlando solo di quelli ufficiali (la stima potrebbe portare a raddoppiare il numero se si considerano anche tutti gli aborti clandestini che vengono perpetrati nell'ombra a causa delle leggi "moraliste" imposte da Mosca).
E se Salvini e Brandi sperano di rendere l'Italia una colonia di Mosca, i russi non paiono così felici di vivere in quel regime se si registrano veri e propri esodi di massa con 309.000 persone emigrate nel 2014 e numeri ancora maggiori nel 2005 come conseguenza dell'invasione della Crimea.

Poi se la Lega Nord e ProVita intendono continuare a raccontare le loro favolette su quanto sarebbe bello vivere sotto Putin, provino almeno provino a spiegarci perché mai i russi non sono concordi con loro nel descrivere le loro terre come una sorta Terra Promessa in virtù della quantità di oro che è sulle pareti delle loro cattedrali.
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