L'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum nello scacchiere dei movimenti anti-gay



Spesso e volentieri l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum figura come un centro di indottrinamento ideologico di creazione del pregiudizio contro le minoranze. La preoccupazione pare amplificata anche dal pensiero unico che viene impartito agli studenti, così come appare evidente anche solo dallo scorrere il programma di quello che veniva presentato come un corso estivo internazionale di aggiornamento in bioetica.
Peccato che a tenere lezione ci fossero i volti noti dell'omofobia organizzata: Simone Pillon (ex presidente del Forum delle Associazioni Familiari dell’Umbria ed ora Consigliere del Forum Nazionale), Dina Nerozzi (la tizia che dalle pagine di ProVita definiva i gay come una «razza innaturale»), Carlo Stacchiola (Associazione Archè, tra gli organizzatori del Family day), Giunfranco Amato (presidente dei Giuristi per la vita e segretario del partito di Adinolfi), Federica Dalmastri (associazione Non si tocca la famiglia), Paola Binetti (fondatrice di quel Movimento per la vita che risulta a capo di tutte le associazioni omofobe italiane), Mario Adinolfi (leader integralista e direttore de La Croce), Jacopo Coghe e Filippo Savarese (della Manifest pour tous Italia), Giancarlo Cerrelli (il vicepresidente dei Giuristi Cattolici che andò su RaiUno a dire che l'omosessualità era un disordine), Luca Volontè (a capo della Fondazione Novae Terrae, presidente della Dignitatis humanae Institute, membro del Board of Trustees e della CitizenGo, attualmente indagato per corruzione e riciclaggio) ed Elvira Lo Zupone (comitato articolo 26). Insomma, una full immersion in comizi interamente e costantemente orientati a dire che i gay sono cattivi, una minaccia per la società ed immeritevoli di poter avere una famiglia.

Tra quegli incontri è lo stesso ateneo ad aver diffuso il video della "lezione" tenuta da Gianfranco Amato. E c'è davvero da rimaner stupiti su come ad essere portato in un'aula universitaria sia stato lo spettacolo teatrale che il leader integralista è solito propinare alle vecchiette nelle parrocchie di periferia. Il tutto senza che a nessuno degli studenti venisse da alzare la mano e per chiedergli a che servissero tutte quelle slide decontestualizzate, quasi come se quel bombardamento anti-gay servisse a far sentire emarginato chiunque anche solo porsi dei dubbi nel sentirsi ripetere che L'obiettivo del cristianesimo è impedire il riconoscimento delle famiglie gay.
Il tutto parte da una semplice affermazione: «Si sta cadendo nell'equivoco di ritenere la famiglia una creazione dell'uomo. Ma non è così. La famiglia è un elemento pregiudico e prepolitico». E da lì si parte per una lunga digressione, volta a dare per scontato che il soggetto prepolitico sia eterosessuale e che le famiglie gay del passato non contino come tali. E se si premette la tesi, allora tutto diventa sostenibile, compreso il negare che la famiglia sia un concetto giuridico e che la negazione di essa privi delle famiglie dalla reversibilità, dai diritti e persino dalla possibilità di poter compiere scelte per il partner. In una parola, si gena l'esistenza di alcune famiglie sulla base della premessa che è Amato a voler decidere che cosa sia una famiglia.
Tra le tante frasi proposte agli studenti non è mancata neppure un po' di autopromozione del suo partito, ovviamente spacciato per un volere divino: «Il Parlamento italiano è diventato il luogo dove si decide la visione antropologica dell'uomo. Come nasci (eterologa), come muori (eutanasia), chi sei (maschio, femmina o gender), che cos'è la famiglia. Attenzione, perché la prossima legislatura sarà la legislatura dell'abominio. Arriveremo all'incesto e alla pedofilia. E io dico, per una persona che ha una prospettiva di fede, come si fa a non avere l'esigenza di portare la fede in Parlamento. Non basta pregare e andare a Medjugorje. Perché se preghi a Medjugorje preservi la fede, ma quando andrai nell'aldilà di presenterai al padre eterno e gli dirai: Signore, tu mi hai dato il dono della fede e io te lo ridò. Sapete che vi risponde? Servo infido e malvagio, tu sai che io sono uin padrone esigente che raccolgo dove non semino. Ma tu la fede perché neon l'hai trafficata? E se qualcuno il padre eterno ha dato anche il talento di impegnarsi politicamente, Dio gli chiederà dov'era quando in Parlamento facevano carne da porco della visione dell'uomo».
E dopoa ver sostenuto che in Italia i cristiani sarebbero piùù perseguitati dei gay, il tizio che si è recato al centro islamico di Milano per invocare omofobia nel nome di Allah è lo stesso che mostra slide per lamentarsi se i giornali osano notare che l'integralismo è integralismo indipendentemente da come la matrice sia cristiana o islamica.

E dinnanzi ad un pensiero unico che viene imposto agli studenti senza neppure provare a far sentire loro le ragioni di chi è vittima dell'integralismo cattolico si può chiamare informazione o è più doveroso chiamarla propaganda ideologica? E quando il Papa si diceva spaventato dai centri di indottrinamento dei ragazzi, siamo certi che non avrebbe dovuto guardare dentro la sua Chiesa per scontrarsi con quelle realtà?
Davvero siamo al livello in cui qualcuno pensa di poter tramutare la Chiesa in un centro politico di promozione dell'estrema destra senza che nessuno si alzi in piedi per notare che Gesù era altro e che l'amore da lui predicato non è quella ritorsione che oggi assistiamo da chi spera di sentirsi migliore degli altri per un presunto diritto di nascita?
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