Le fotografie di Claudio Amendola nudo agli inizi della sua carriera



È un nostro lettore ad averci inviato alcuni vecchi ritagli di giornale che mostrano alcune fotografie di Claudio Amendola agli albori della sua carriera. Nonostante sia stata persa memoria del nome del giornale da cui erano state ritagliate quelle immagini, è in uno dei trafiletti conservati che è possibile ricostruirne la storia.

Nel testo originale dell'articolo di Roberto Rizzo, intitolato "Quando lui propose Fàmole nude", si raccontava:

«Le famo nude?». All'epoca di questo servizio fotografico, pubblicato nel 1994 dal mensile King, Claudio Amendola si sentiva così sicuro della propria forma fisica da proporre alla fotografa Priscilla Benedetti una serie di ritratti senza veli. «Fu lui ad avere l'idea», conferma oggi Benedetti. «Scattammo le foto a Cinecittà, senza un permesso specifico, con il terrore che la vigilanza degli studios cí scoprisse da un momento all'altro. Ammetto che era veramente favoloso, sia davanti che dietro». Scusi, in che senso? «Che nudo era proprio bbono». E lei buttava l'occhio? «No, assolutamente. Anche se...». Anche se? «Si capiva che è un uomo nella media». Allora buttava l'occhio... «No, ma riusciva a coprirsi le parti intime senza problemi. Se fosse stato fuori dal comune, credo che me ne sarei accorta». Le foto «divennero un musi per molti gay», e crearono qualche problema a Priscilla Benedetti con Francesca Neri, la compagna di Amendola. «Iniziò a girare la voce che tra me e Claudio ci fosse stato dell'altro. Invece, niente di niente». Purtroppo? «Be', è un uomo che ha il suo fascino. Er coatto ha sempre il suo perché».

Il 1994 ci riporta dunque a quando Claudio Amendola aveva 31 anni. Si tratta dunque di scatti realizzati all'inizio della sua carriera, ma non certo quando il suo nome era del tutto sconosciuto. prima di allora l'attore romano aveva già preso parte a film di successo come "Soldati - 365 all'alba" di Marco Risi (1987), "Mery per sempre" di Marco Risi (1989) o "Ultrà" di Ricky Tognazzi (1991).
E quando dei ritagli di giornale vengono conservati per ben 22 anni, pare inutile provare a negare che quegli scatti non abbiano lasciato il segno.

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