Lo stato attacca la laicità della Chiesa



In uno stato che è laico solo su carta, può capitare che le istituzioni attacchino i parroci perché non discriminano i gay quanto loro vorrebbero. È capitato nel Comune di Ceriale, in provincia di Savona, dove Ferdy e Salvatore si uniranno con rito civile dopo essersi sposati con rito anglicano quattro anni fa. Il parroco, don Antonio Cozzi, ha concesso l’uso delle sale parrocchiali per un rinfresco e tanto è bastato per mandare su tutte le furie il vicesindaco, Eugenio Maineri (nella foto), infastidito nell'apprendere che la coppia non verrà discriminata. Il rappresentante delle istituzioni ha così dichiarato: «Non mi stupisco che questo episodio accada in una diocesi già coinvolta in passato in numerosi scandali. Sono basito che questa unione venga festeggiata in un locale di proprietà della parrocchia con il suo benestare. A me risulta che la Chiesa si sia schierata contro le unioni di coppie dello stesso sesso e concedere la sala per brindare a questo evento è come appoggiare platealmente questo matrimonio».
Insomma è lo stato a lamentarsi se la Chiesa non inneggia a distinguo fascisti nel negare pari dignità ai cittadini, il da parte di un uomo che esige che il suo stipendio venga pagato anche dalle vittime dei suoi insulti.
Ben diversa è la posizione di Don Antonio, il quale spiega che «questi due ragazzi sono cittadini come gli altri e non ritengo di aver sbagliato nell'aver concesso la sala parrocchiale. La Chiesa accoglie chiunque, io non giudico le scelte personali e le vite dei miei parrocchiani, il mio compito è tendere la mano a tutti, senza giudicare, bisogna essere misericordiosi».

Immancabile è stata anche la presa di posizione dei giornali integralisti, costantemente impegnati ad avviare la loro consueta macchina del fango contro chiunque si opponga al loro pensiero unico. Ed è la solita Bussola Quotidiana a giudicare i fatti e ad emettere una condanna contro il sacerdote. Dall'alto della sua omofobia, il sito ciellino afferma: «Strani tempi questi in cui i laici devono spiegare ai sacerdoti il Catechismo». Ben meno strano, però, è il constatare come Cascioli sia tornato ancora una volta ad usare un finto sentimento cristiano come arma di ricatto, lasciando intendere che lui perseguiterà e schederà chiunque non discrimini, sua mai che la paura di ritorsioni non costringa al silenzio tutti gli altri prelati che non condividono la sua visione di Dio quale strumento di morte e di persecuzione. In fondi non si può tollerare alcuna dissenso se l'obiettivo è un totalitarismo basato sull'odio.

E dato che al vicesindaco piace parlare di presunti scandali, forse farebbe bene ad occuparsi dell'avviso di garanzia che ha ricevuto nel 2011 in seguito ad alcune irregolarità nella presentazione delle sue note spese. O magari del caso suscitato dalle indagini in cui l'uomo venne accusato di aver aiutato un vigile comunista ad ottenere la promozione. Ma dinnanzi a truffe, scandali e raccomandazioni, il vicesindaco si sente così tanto "cristiano" da cercare visibilità nel suo tirare le orecchie ad parroco che non discrimina quanto lui vorrebbe. e tutto questo in quel clima ideologico in cui la "libertà di religione" pare valere solo per chi usa Dio come arma di distruzione, non per chi ancora crede in un messaggio d'amore.
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