Marco Guerra su la NuovaBQ: «È colpa dei gay e del divorzio se gli etero non producono figli»



La propaganda integralista è solita creare delle tesi e ripeterle ossessivamente per inculcarle nella mente dei lettori. Ed è così che se Gianfranco Amato dice che per colpa dei gay l'Italia non ha abbastanza figli e gli "infedeli" invaderanno la penisola, tale teoria viene riproposta praticamente identica anche su La Nuova Bussola Quotidiana. Ma in mezzo a tutti quei dati, la parte più interessante è osservare quale sia la teoria della redazione di Cascioli sull'argomento.
In un articolo intitolato "L'inverno demografico avanza in Italia Ed è causato dalla distruzione della famiglia", il rappresentante della Manif pour Tous Marco Guerra (nella foto) scrive:

Non serve scomodare un demografo per analizzare il fatto che la natalità sia scesa sotto il tasso di sostituzione dopo la legge sul divorzio del 1970, e che sia crollato dopo quella sull’aborto varata nel 1978. Eppure, durante questi decenni, in pochi hanno capito che per invertire la tendenza la famiglia andava rafforzata e non distrutta. La destrutturazione della famiglia si è quindi operata sia sul piano giuridico quanto su quello culturale. Tutti i pezzi da novanta dell’intellighenzia Occidentale da quarant’anni a questa parte non hanno fatto altro che descrivere la famiglia come la panacea di tutte le frustrazioni dell’individuo, di tutte le aspirazioni personali. Padri demonizzati e madri presentate come povere fallite improduttive.
Ora i governi assistono impotenti a questa onda lunga delle rivoluzione antropologica. Ma invece di cambiare la rotta si prosegue con la rottamazione diritto naturale. E allora l’offensiva verso la famiglia riceve un’accelerazione decisiva con l’ultimo governo del cattolico Renzi. Divorzio lampo e unioni civili già diventate legge, e altri disegni di legge già messi a punto e pronti per completare l’opera: matrimonio egalitario, adozioni per single e coppie dello stesso sesso, regolamentazione della gestazione per altri (utero in affitto) e della fecondazione eterologa. Uno stravolgimento normativo del diritto di famiglia, che ha come principio guida la necessita di sganciare la procreazione e la filiazione da ogni forma di legame biologico. Insomma, i figli non devono essere una prerogativa di un progetto di vita insieme tra un uomo e una donna. Il conto di questo nuovo terremoto sarà presentato molto presto, non servirà attendere le prossime statistiche.

Al solito si fa confusione. Si dice che chiedere ad un uomo di non picchiare la moglie significhi "demonizzarlo" e non si capisce bene in che modo si dia delle "fallite" alle donne quando sono proprio loro a volere che restino in casa a sfornare figli al posto di vivere una vita decorosa.
Inconcepibile è poi il riferimento ai gay che, a suo dire, causerebbero la diminuzione di figli quasi come se gli etero non sapessero più come farli se gli altri non vengono discriminati. Ed è buffo anche come si chiede contemporaneamente di produrre figli mentre si sostiene che sia essenziale negarli ai gay, dato che a loro parare i figli sono tali solo se vivono con un uomo che li picchi e con una donna che si sottomette al marito.
A sbugiardare la loro tesi è però il loro stesso articolo, dove si nota che nel resto d'Europa la natalità è maggiore a fronte di maggiori diritti: non sarà forse che il problema non siano i diritti dei gay ma un Paese che non offre prospettive di futuro? Perché, diciamolo pure, ci vuole davvero un gran coraggio a mettere al mondo qualcuno in uno stato dove Brandi viene chiamato a parlare nel Senato o in cui Adinolfi appare in televisione un giorno sì e l'altro pure.
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