Pontida, niente tassa rifiuti per le coppie sposate. Il sindaco: «Dono alle famiglie naturali. A chi procrea regalo la Tari»



Continua senza sosta la crociata ideologica della Lega Nord, ormai succursale delle più squallide frange dell'integralismo cattolico. Intenzionato a sostenere che non tutti i cittadini abbiano pari dignità e che un gruppo di "ariani" meritino privilegi esclusivi in virtù di ciò che fanno nel proprio letto, il sindaco leghista di Pontida dispenserà dalla tassa rifiuti chi ha un amplesso con una donna dopo aver contratto il sacro vincolo del matrimonio. A single, coppie di fatto e famiglie gay toccherà pagare le tasse degli altri per compiacere l'ideologia del loro sindaco.
Ma non è finita qui. Se non si userà il preservativo e se la donna verrà ingravidata, il sindaco premierà quell'amplesso facendo pagare ad altri anche la loro Tari.
A testimoniare come tale atto sia a vantaggio dell'integralismo cattolico è il suo sostenere che quello sia un atto volutamente pensato per punire i gay e negare loro pari dignità. L'uomo dichiara infatti che il suo atto sua «contro le insulse politiche ideologiche e a favore del nucleo fondante della società». E se l'astensione dal pagamento è una farsa che varrà un solo anno, il leghista dice che quello sarebbe «un serio e concreto sostegno economico nei confronti della famiglia naturale».
Il sindaco Luigi Carozzi pare aver davvero poco a cui pensare dato che l'attacco ai gay risulta la sua unica attività. Dando man forte all'isteria di Adinolfi contro una sana educazione al rispetto, il leghista va in giro a dire che lui ha dato ordine alle scuole cittadine di non trattare l'insegnamento della fantomatica "teoria gender". E dato che l'insegnamento non è di competenza comunale, il totalitarismo leghista non ha mancato di lanciare minacce precise: «Se decidono di farlo, già sanno che gli verranno azzerati i contributi allo studio che diamo come Comune». Ed ancora, l'uomo minaccia anche il benessere dei nostri figli nel dire che «Voglio che i nostri figli crescano come sono cresciuto io, se poi uno non è d'accordo ci sono altri mille posti dove vivere». E forse c'è da sperare che non sia cosi, anche se purtroppo è nito come i leghisti non si rendano conto della loro condizione.
Ma ancir più grave è come lui sostenga che chi non la pensa come lui deve andarsene da casacasa sua perché il feudo è nelle mani dei dittatori leghisti e lì il sindaco ha deciso di rendere i cittadini schiavi della sua ideologia.
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