ProVita dice che la Clinton vorrebbe abortire bambini già nati, ma è solo l'ennesima bufala



La Clinton vuole andare in giro ad ammazzare bambini già nati? Ovviamente no, eppure è quanto sostiene Francesca Romana Poleggi dalle pagine di ProVita. Nel mondo di menzogna in cui sguazza quell'organizzazione di promozione dell'odio, la donna spergiura che:

Durante l’ultimo dibattito televisivo per le elezioni presidenziali negli USA, la Clinton ha espressamente difeso il “partial birth abortion“, cioè l’aborto al nono mese di gravidanza, per effettuare il quale il bambino viene ucciso dal chirurgo nel momento in cui lascia il grembo materno.
Chirurgo per modo di dire: pensare che sia un medico che schiaccia il cranio del neonato o gli spezza la colonna cervicale, fa una certa impressione… Chissà se Mastro Titta (il boia di Rugantino) accetterebbe di considerarlo suo collega…

Sempre in toni prettamente propagandistici, la Poleggi prosegue con il sostenere che:

Nonostante dati di fatto che dimostrano che questo tipo di infanticidio (bisognerebbe chiamarlo sempre così, l’aborto) accade nella maggior parte dei casi su bambini sani con madri sane, la Clinton ha affermato che l’aborto a nascita parziale è necessario per la vita o la salute della madre (per la stessa “salute femminile” per cui, secondo la candidata presidente, l’aborto andrebbe incentivato a livello mondiale): evidentemente non ha letto le statistiche che evidenziano il fatto che detta procedura molto spesso danneggia fisicamente –sovente uccide– le donne che vi si sottopongono. E neanche conosce i gravi danni fisici e psichici che l’aborto arreca alle donne.

Peccato sia tutta una bufala. A denunciare la falsificazione è anche Bufale.net che attraverso una lunga trattazione dimostra come tutte le frasi attribuite da ProVita alla Clinton non diano mai state pronunciate. Un'evidenza facilmente verificabile anche attraverso la trascrizione integrale del dibattito.

Osserva così Bufale.net:

In realtà, come si vede dall'estratto e come si può ascoltare direttamente dalla fonte da cui è stato trascritto parola per parola, a parlare di uccidere i bambini appena usciti dal grembo al nono mese è stato, ripetutamente, Donald Trump durante il dibattito elettorale, interpretando le frasi di Hillary Clinton, la quale ha sostanzialmente parlato di un solo caso particolare dicendo sostanzialmente che, nei casi in cui portare a termine la gravidanza comporterebbe un grave danno alla salute della madre è ragionevole e consentito per la madre evitare quello che, a tutti gli effetti, sarebbe un inutile suicidio.
Anche la teoria di Trump, rilanciata dal sito, secondo cui l’aborto tardivo è uccidere un bambino al nono mese è inoltre erronea: la partial birth abortion viene infatti descritta come una pratica che viene, ove strettamente necessario per evitare un grave danno alla salute materna, praticata nel secondo semestre, e attualmente illegale negli USA.
Come si è visto, Hillary Clinton non ha mai parlato di un'abolizione completa dell'attuale Partial-Birth Abortion Ban Act, e neppure ha parlato di aborti al nono mese.
Ha semplicemente dichiarato, cosa diversa ma parzialmente tangente che in ogni caso in cui la scelta è tra la vita e la salute della madre ed una potenzialità di parto, specialmente se problematico e quindi con scarse possibilità di successo, diventa illogico sacrificare la vita di una donna per una mera petizione di principio.

Insomma, l'organizzazione di Brandi avrebbe raccontato una serie di bugie e avrebbe attribuito ai loro nemici parole mai pronunciati. Nulla di nuovo per chi starnazza di fantomatiche «ideologia gender» o che va in giro a dire che i gay vogliono che i bambini possano «scegliere» se essere maschi o femmine.
Assai inquetante è anche come la Poleggi si sia messa lì ad immaginare come si potrebbero uccidere dei neonati, dando poi in pasto ai suoi seguaci le sue pervese teorie. Gia, perché c'è da provare i brividi dinnanzi ad una donna che si immagina chirurghi che spapolano il cranio a neonati in salute.
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