Provita: «Dobbiamo fare lobbying contro l'Onu perché insegni ai bambini che l’accoppiarsi di due o più maschi non è naturale»



L'offensiva dell'integralismo cattolico dinnanzi alle irresponsabili parole del Papa non si è fatta attendere. Usando il pontefice come un'arma di distruzione di massa atta a legittimare ogni più perversa e sadica rivendicazione di Toni Brandi, è dalle pagine del sito dell'organizzazione di estrema destra Provita che è stato pubblicato un articolo dall'agghiacciante titolo "Gender all’ONU: scrivi una mail per dire NO alla psicopolizia".
Pare inutile ribadire che il fantomatico "gender" ideato dagli integralisti cattolici non esiste, anche se Brandi si affretta a sostenere che sia Papa a garantirne l'esistenza e che il pontefice sia dalla loro parte nel chiedere che la discriminazione di gay e lesbiche venga ritenuta una "libertà religiosa" di chi usa Dio per uccidere, discriminare, torturare, diffamare e perseguitare il prossimo. Praticamente ciò che faceva anche Hilter nel tirare in mezzo Dio quale legittimazione dello sterminio degli ebrei.

Scrive ProVita:

L’ideologia gender ha sponsor molto potenti negli organismi internazionali. C-Fam (Center for Family & Human Life) è un’associazione internazionale che invece difende la vita e la famiglia, proprio all’interno delle istituzioni sovranazionali.

In realtà le cose non sono esattamente come il gruppo di estrema destra spoergiura. Il C-Fam (precedentemente noto con il nome di Catholic Family and Human Rights Institute) è un gruppo aderente ad una lobby di organizzazioni religiose di estrema destra che includono anche il Congresso Mondiale delle Famiglie, il World Family Policy Council (finanziato dalla Brigham Young University), il Family Watch International (guidato dall'ultraconservatore mormone Sharon Slater), il Concerned Women for America, il National Organization for Marriage (l'organizzazione di Brian Brown che voleva vietare il matrimonio egualitario negli Stati Uniti) e il NARTH (ossia l'Associazione nazionale per la ricerca e la Terapia dell'Omosessualità... quelli che dicono che i gay sono malati e che vanno curati).
Il consorzio formato da queste organizzazioni ha stretto una diabolica alleanza con Iran, Arabia Saudita, Russia, Pakistan e alcune nazioni africane al fine di promuovere presso l'Onu un programma radicale sulla "famiglia" che favorisca quella che loro chiamano la "famiglia naturale".
Fondata nel 1997 dalla Human Life International (un gruppo travolto da scandali di corruzione che aveva fatto scandalo per le dichiarazioni antisemite pronunciate dal suo fondatore, Paul Marx), il C-FAM è una sorta di paravento per quell'organizzazione. Ripulita dagli scandali, collabora attivamente anche la Santa Sede (che ha lo status di statualità presso le Nazioni Unite) e l'Arcidiocesi di New York.
Il punto centrale del lavoro di questo consorzio è l'azione sulla Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite al fine di contrastare la definizione e il monitoraggio delle violazioni dei diritti umani fondamentali. Non manca anche un'attività di promozione di leggi, come la risoluzione C-FAM è riuscita a far approvare all'UNHRC per sancire che la «famiglia» ha il «diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato». E se tale asserzione pare facilmente condivisibile, tutto cambia se la famiglia dovesse essere ridefinita come un gruppo di persone «sposati, eterosessuali e finalizzati alla procreazione» così come sostengono i conservatori: in tal caso le Nazioni Unite si troverebbero obbligate ad opporsi all'uguaglianza LGBT, ai finanziamenti per l'assistenza sanitaria riproduttiva o alle iniziative per l'autodeterminazione delle donne.
Riguardo all'omosessualità, il C-FAM si rifiuta di accettare si tratti di un orientamento sessuale, preferendo parlare di «patologie mentali» e di «scelte» che sarebbero dettate dalla volontà «di minare gli insegnamenti della chiesa e di imporre una nuova ortodossia sessuale su tutto il mondo».

Sulla base di quelle false premesse, l'organizzazione di Brandi prosegue nello scrivere:

Rispondiamo volentieri all’appello che ci ha inviato il suo presidente e invitiamo tutti i nostri Lettori a fare altrettanto: costa niente (1 minuto, forse) e può servire a tanto.

Su sta parlando dell'estremista Austin Ruse, un ex giornalista che ha difeso le leggi anti-gay della Russia o che si è vantato di aver intimidito e disturbato le riunioni delle Nazioni Unite sui diritti delle donne. A differenza di Papa Francesco, Ruse sostiene che qualunque sforzo per proteggere le persone lgbt dalla discriminazione sia di origine «diabolica». Ed è questa personcina omofoba e misogina a venir proposta come fonte di verità rivelate da Provita.

Segue la lettera:

«E’ in corso una guerra mondiale per distruggere la famiglia: dobbiamo difenderci dalla colonizzazione ideologica del gender». Queste parole, pronunciate da Papa Francesco, sono rivolte a tutti gli uomini, di qualsiasi fede, anche agli atei, perché è necessario per tutti agire in difesa della famiglia e dei bambini.
Ma intanto la Commissione per i Diritti Umani dell’ONU, a Ginevra, si appresta a discutere una proposta agghiacciante: l’istituzione di un’Autority che possa controllare in tutto il mondo l’imposizione dell’ideologia gender a tutti i suoi “sudditi”. Una vera e propria “Gaystapo”, una “psicopolizia” istituzionalizzata, uno “Czar” con poteri illimitati .
“Gli attacchi si sono intensificati: come rispondi tu?”. Davanti all’imposizione dell’ideologia gender, il primo a cadere, calpestato e nel dimenticatoio, è uno dei fondamentali diritti umani, il diritto alla libertà religiosa che – si badi bene – è necessario anche agli atei per potersi dichiarare tali.
Quindi la Chiesa e le istituzioni religiose che predicano che in natura ci sono due sessi, che il sesso è un mezzo e non un fine, che la continenza, la fedeltà sono valori, che il corpo è la persona, quindi non è un giocattolo saranno stritolati da chi avrà, in nome del diritto all’uguaglianza, il potere di insegnare ai nostri figli che tutti i rapporti sessuali, con qualsiasi partner e in qualsiasi occasione vanno bene, che l’accoppiarsi di due o più maschi, di due o più femmine (e qualsiasi altra fantasia) è “naturale”.
C-Fam e la Civil Society for the Family (una coalizione di 164 associazioni nel mondo), lavorano da tempo assiduamente per bloccare l’istituzione della Gaystapo dell’ONU.
Ai credenti chiedono preghiere, a chi può chiedono azione di lobbying: i loro rappresentanti già incontrano dozzine di diplomatici delle Nazioni Unite che parteciperanno alla Commissione Diritti Umani, incoraggiandoli e sostenendoli affinché facciano valer il buon senso e la legge naturale: solo nell’ambito di quest’ultima si possono individuare e tutelare i diritti umani, quelli veri. Stessa cosa dovrebbero fare i cittadini dei vari Paesi del mondo presso i loro Governi…
I disfattisti dicono che è una battaglia persa e non è vero. E comunque va combattuta fino alla fine, fino all’ultimo voto, nell’ultima seduta assembleare.
C’è una cosa che possiamo fare tutti: mandiamo una e -mail a ***@gmail.com e scriviamo semplicemente in oggetto e nel testo “No UN LGBT Czar.”
Ci vorranno pochi secondi per noi, e bisogna che loro siano sommersi di messaggi.
Se l’ideologia gender vince alle Nazioni Unite, perde la famiglia, perdono i nostri figli e i nostri nipoti. Perde la civiltà.

Evidentemente la premessa è il sostenere che figli e nipoti sicuramente siano eterosessuali, altrimenti non si capirebbe il loro chiedere che li si condanni a violenze inaudite nel nome di proclami dai toni terroristici. Ancor più a fronte di gruppo che si dicono convinti che la loro "libertà" debba precludere la libertà altrui nel nome di un totalitarismo che li veda come sovrani auto-eletti in grado di imporre agli altri la propria ideologia.
Il solo fatto che Brandi condivida simili proclami è da pelle d'oca, indice di un integralista che ha votato la sua vita ad una ideologia di morte e disprezzo.
E se la discriminazione è una libertà religiosa, quali altri violazione di diritti umani si chiederà nel nome di Dio? Se bastasse dirsi "cristiani" per disseminare morte al pari dei nazisti, allora perché mai qualcuno non dovrebbe appellarsi a tale principio per chiedere che gli sia permesso di compiere sacrifici umani in virtù della sue credenze religiosi? Quali altri crimini contro l'umanità potranno perpetrarsi nel nome di chi crede che la religione sia una potente lobby massonica che non deve rispettare le leggi?

Interessante sarebbe anche sapere dove andranno a finire le mail che i seguaci di Brandi invieranno all'indirizzo da lui segnalato. Se pare strano e poco credibile il pensare che l'Onu possa aver scelto un indirizzo istituzionale creato su una piattaforma gratuita come Gmail, una ricerca su Google ci rivela che quell'indirizzo email non appare su nessun altro sito (in un'eventualità che pare molto remota se si trattasse di un indirizzo delle Nazioni Unite). Pare dunque che si scriverà ad un qualcuno di cui non si conosce l'identità, in uno scenario non certo così trasparente neppure verso le persone che si vorrebbero coinvolgere.
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