ProVita festeggia la legge polacca che obbliga le donne a partorire a forza



L'utero è tuo ma lo gestisce Toni Brandi. Questa è l'ideologia ostentata dell'associazione ProVita Onlus in quella deriva totalitaristica in cui l'organizzazione integralista pretende di imporre le sue scelte agli altri. Il tutto, vivamente, nella più totale noncuranza delle motivazioni altrui in quella ideologia che li porta ad attribuire a Dio ogni loro più perverso pensiero. E se ci siamo più volte occupati di come Brandi stia cercando di imporre la sua definizione di famiglia contro la realtà naturale, simile è l'ideologia che lo porta a festeggiare una discutibile legge che toglie la libertà alle donne sulla base di finto moralismo.

In un articolo un articolo intitolato "Super buona notizia: in Polonia la vita ha vinto!", l'organizzazione di Brandi afferma:

Ha approvato la proposta di legge che limita di molto le possibilità di abortire legalmente e contestualmente ha bocciato le proposte di legge pro-choice che, invece, volevano ampliare i casi in cui le madri possono sopprimere (con le pillole abortive) o far sopprimere (con l’aborto chirurgico) il bimbo che portano in grembo.
Se la proposta che è stata approvata oggi compie l’iter completo (ci vogliono ancora due passaggi, invero), l’aborto sarà legalmente possibile solo se il proseguimento della gravidanza costituisce un pericolo attuale e grave per la vita della madre.
La legge polacca oggi prevede che l’aborto è possibile anche in caso di malformazioni o malattie del bambino e in caso di incesto o stupro

Insomma, le donne saranno obbligate a forza a partorire e non ci sarà più alcuna possibilità di poter usare la pillola del giorno dopo né possibilità di interrompere la gravidanza. O, meglio, così come giustamente sottolinea ProVita, non ci sarà modo di farlo legalmente.
Siamo dinnanzi ad una legge che rischia di offrire alla malavita un proficuo mercato per gli aborti clandestini, con maggiori rischi per le madri e per i bambini stessi (nelle cliniche illegali, i limiti di tempo non sono certo così ferrei, così come non mancherà chi tornerà a gettare i bambini nati nei cassonetti). Qualunque statistica ci spiega come gli aborti legali abbiano limitato e diminuito il numero di gravidanze interrotte, ma nello stile integralista pare che l'apparenza abbia più valore della sostanze e che sia più importante ostentare finta moralità piuttosto che confrontarsi con le realtà.
L'idea è semplice: tu non devi poter far qualcosa perché Brandi non vuole. Brandi deve poter fare tutto ciò che vuole perché la sua è "libertà di espressione". Esistono due pesi e due misure dettate da presone che promettono il Paradiso sulla base di quanto si sottrae alla libertà altrui.

L'articolo ci tiene anche a sottolineare che a ProVita non interessa ascoltare le motivazioni di chi la pensa diversamente da loro, partendo dal presupposto che loro abbiano ragione a priori anche dinnanzi ad iniziative che potrebbero causare conseguenze diverse da quelle che loro promettono:

I cultori della morte hanno inscenato proteste mediatiche di diverso genere di cui non ci preme dar conto. Al momento ci interessa solo ringraziare la Polonia per la grande e coraggiosa testimonianza pro vita che sta dando al mondo (in barba alle intimidazioni e alle minacce che le sono state fatte da Unione Europea & co.). Siamo al fianco dei parlamentari che dovranno seguire il completamento dell’iter nei prossimi giorni.

L'attacco all'Unione Europea pare il solito pretesto scontato per quella che appare la vera finalità di ProVita: la promozione della Russia di Putin e di quella finta moralità in cui Dio è uno strumento politico e in cui si può anche uccidere se poi ci si dichiara "cristiani" attraverso la costruzione di grandi cattedrali o attraverso l'imposizione di simboli religiosi nei luoghi pubblici.
Il tutto spacciando come "libertà" anche il voler tramutare le donne in incubatrici, imponendo loro che cosa debbano fare con il loro corpo sulla base di una linea politica che mira ad ottenere consensi attraverso imposizioni volte a limitare la libertà altrui. È facile è dirsi contrari all'aborto, più difficile è comprendere le ragioni di chi volesse ricorrervi e magari domandarsi che cosa si farebbe in determinate situazioni. Ma l'integralismo non ragiona così: l'integralismo sostiene che tu debba fare qualcosa perché loro lo vogliono (ma magari poi loro sarebbero i primi ad abortire se determinate situazioni riguardassero loro stessi o i loro cari... in fondo anche chi impone i veli islamici poi viene beccato ad andarsene in giro in barca con ragazze seminude, in quel clima in cui l'imposizione e la finta moralità vanno imposte e non vissute).
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