ProVita promette che grazie a loro l'Italia diventerà come la Romania



Trasformeremo l'Italia una nuova Romania. È quanto promette Toni Brandi nella sua incessante propaganda dell'odio contro una minoranza a lui sgradita, ormai da anni nel mirino di una propaganda violenta di incitamento all'odio da parte della sua organizzazione.
Parlando di "popoli" come si confà a dei nazionalisti che non disdegnano la memoria di Hiler, la redazione di ProVita si è lanciata in una strenua lode a chi si rifiuta di riconoscere pari dignità a tutti i cittadini. Scrivono:

Il popolo romeno non concepisce il “matrimonio” gay. Il popolo romeno crede sinceramente e radicalmente nel solo concetto di famiglia che può essere credibile: la famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna.
E mentre ancora è in atto l’iter per modificare la costituzione del Paese in modo che venga in essa specificato ciò che fino a poco tempo fa era dato per scontato, cioè che il matrimonio è solo tra un uomo e una donna, i tentativi di legalizzare il “matrimonio” gay, anche nella forma più “blanda”, quella delle “unioni civili” sono miseramente falliti.

Se è sempre fastidioso osservare come queste "persone" infarciscano le loro frasi di virgolette volte a togliere dignità alle parole se riferite alle vittime della loro inarrestabile e oppressione, l'organizzazione di Brandi appre sempre più ridicola nel suo sentenziare:

La moda, il politicamente corretto e la corruzione dei costumi di questo Occidente viziato e nichilista ancora non ha contagiato i popoli dell’Est. Anzi: ad essere sinceri siamo certi che anche i popoli dell’Ovest sono sani e credono ancora nei valori. Sono le élite radical chic e i mass media che gli fanno da cassa di risonanza che con la loro propaganda riescono a far passare un lento e progressivo lavaggio del cervello… 

Dato che l'associazione ProVita appare come una costola di Forza Nuova ed è strettamente legata alla Lega di Salvini, sarà interessante capire come Brandi possa sperare di ottenere consensi al grido di "più rumeni per tutti" dinnanzi a seguaci che generalmente sono sufficientemente razzisti da provare avversione anche per loro oltre che per i gay. Ma è restando fermi nella loro posizione, è auspicando che la cultura rumena invada il resto del mondo che l'organizzazione di Brandi conclude:

Ma il buon senso, la ragione e – soprattutto – la natura prevarranno anche da noi.: del resto sono solo il 10% degli Stati dell’ONU quelli che hanno in qualche modo riconosciuto il matrimonio gay. Quindi la Romania è davvero in buona compagnia (fa anche rima).

Sarà, ma cercare di costruire una società sulla base della quantità di discriminazione attuata contro le minoranze non pare un metro di giudizio così sano, eppure pare proprio che la classifica di Brandi in cui Uganda, Romania e Zimbawe vengono proposte come una meta a cui ambire si basi solo sul giudicare quanto odio venga riseervato ai gruppi sociali verso cui lui predica odio.

A sostegno della sua politica omofoba, l'organizzazione di Brandi linka anche un loro vecchio articolo in cui i gay vengono raffigurati come scimmie in abito da sposa e li si apostrofa come «minoranze chiassose, potenti e ricche che vogliono imporre i loro capricci come diritti, sulla pelle dei ragazzini». Ed ovviamente a questi slogan privi di senso oppongono la solita propaganda a sostegno di Putine d ella chiesa Ortodossa, raccontando come in Romania «la Chiesa ortodossa ha intrapreso una raccolta di firme per introdurre nella Costituzione la specifica che il matrimonio è solo tra un uomo e una donna», ovviamente sostenendo poi che «le file ai banchetti adibiti alla raccolta sono interminabili&raqto:; dato che si sa che tutti la pensano esattamente come Brandi e che tutti odiano i gay al pari della sua organizzazione. A dire il vero i numeri dicono altro, ma si sa che in propaganda è necessario auto-definirsi sempre e costantemente una maggioranza in modo da trarre in inganno il maggior numero possibile di bigotti.
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