Renzo Puccetti: «I gay ammettano che la loro perversione è una malattia, così potremmo curarli al posto di picchiarli»



Di per sé parlare di «gender» non ha alcun senso dato che quella è una parola e non certo un concetto. Ma se per «gender» si intende quella follia ideata dall'integralismo cattolico che va intesa come una minaccia massonica con cui potentissime lobby gay vogliono desessualizzare i bambini al solo fine di far "decidere" se essere maschio o femmina, bhe, allora siamo dinnanzi ad una grave sbaglio della mente umana così come dice Papa Francesco. Ma Papa Francesco dovrebbe forse ricordarci che a commettere quello sbaglio non sono certo le persone che vogliono educare al rispetto ai bambini, ma quell'associazione Scienza & Vita che è l'autore di quella follia.
Già, perché alla fine quella teoria trovò la sua prima formulazione nel 2007, quando quell'associazione pubblicò il secondo volume dei Quaderni da loro curati. E poi, ancora, nell'aprile del 2008 la loro sezione di Firenze organizzò un convegno dal titolo "L’ideologia del gender: maschio e femmina, natura e cultura". Ma quella teoria non decollò dato che ai tempo Internet non era ancora pronto per poter essere usato come uno strumento di disinformazione e di certo nessun quotidiano avrebbe mai dato credito a quelle follie.
Ma poi il tutto è tornato grazie ai libri di Gianfranco Amato, guardacaso tra i fondatori dell'associazione Scienza & Vita di Grosseto, e più recentemente da Renzo Puccetto, guardacaso socio fondatore dell'associazione Scienza & Vita. Autore per Il Timone di Riccardo Cascioli, viene promosso dalle pagine de La Nuova Bussola Quotidiana di Riccardo Cascioli quale prova provante che il «gender» esiste e che i gay sono il male assoluto.
Dunque la loro teoria sarebbe vera perché la teoria di Scienza & Vita è confermata dai fondatori di Scienza & Vita ed è promossa da associazioni nate come sottogruppi di Scienza & Vita. Ed ovviamente anche Brandi e Gandolfini sono esternazioni di Scienza & Vita. Quando si dice la pluralità!

Nella presentazione, Renzo Puccetto afferma che il suo libro:

Ricostruisce i fatti che condussero l’Associazione Psichiatri Americani a cancellare l’omosessualità dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Sulla scorta di una vasta conoscenza della letteratura scientifica e di un processo argomentativo filosoficamente rigoroso che include un esame ampio e approfondito delle fonti più qualificate a sostegno delle tesi LGBTQ, l'autore presenta le sue risposte a domande ricorrenti come: Gay si nasce? L’omofobia è razzismo? Oppure è usata per zittire l’oppositore? Cos’è la condizione trans-gender? Qual è il denominatore comune delle cosiddette teorie del gender? Le teorie del gender sono efficaci per educare all’inclusione e prevenire la violenza sulle donne? Che rapporto c’è tra il gender e gli studi di genere, cioè le ricerche sul substrato biologico del dimorfismo comportamentale? “Più diritti per tutti” cancella le discriminazioni? È l’amore che fa la famiglia? Cosa dice la letteratura medico-scientifica circa i figli che crescono in coppie dello stesso sesso?

Ma se ormai siamo abituati agli integralisti che vanno in giro a dire che i gay sono malati mentali e che non sono buoni genitori perché gli studi finanziati dalla Chiesa Cattolica propongono tesi in contrasto con la totalità degli studi indipendenti, interessante è anche osservare come la finta pluralità di questa gente ci riconduca sempre e solo alle stesse realtà. Nella biografia pubblicata da Il Timone, viene presentato come «un uomo sposato» (lui può, sono i gay che non devono potere!) che è «socio fondatore della società medico-scientifica Interdisciplinare Promed-Galileo, socio fondatore dell'associazione Scienza & Vita, master in bioetica e formazione presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Matrimonio e Famiglia, membro della Research Unit dell'European Medical Association, docente incaricato al master in Bioetica presso la Pontificia Università Regina Apostolorum (quella dove "insegnano" anche Amato e Adinolfi, ndr), docente incaricato al master in Bioetica e formazione presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Matrimonio e Famiglia per l'anno 2009/10, collaboratore per le tematiche di bioetica con il settimanale Toscana Oggi, l'agenzia internazionale di notizie Zenit, l'emittente radiofonica Radio Maria». Tra le sue pubblicazioni "scientifiche" veri e propri capolavori dell'irresponsabilità come "Il Papa ha ragione, l'Aids non si ferma con il condom" pubblicato da Fede & Cultura, ossia dalla stessa casa editrice di Gianfranco Amato.

E forse non è un caso se all'appello ci sono tutte le realtà che hanno fomentato e che stanno fomentando quella truffa culturale che l'integralismo cattolico ha creato ai danni della popolazione gay per meri fini politici. Siamo dinnanzi sempre alle stesse persone che si danno ragione a vicenda nel rilanciare le tesi che loro stessi hanno creato e che imputano alle loro vittime in quella stessa modalità che usarono anche i nazisti per dar vita alla persecuzione degli ebrei. Ma dato che si ornano di crocefissi e si santini, allora dovremmo credere che sia Dio a volerlo. Come no...

Tornando al libro, nell'indice troviamo capitoli come:

  • L’omosessualità è una variante normale della sessualità. Allora ogni perversione sessuale è una variante normale
  • Sei contro il matrimonio gay? Razzista! Spiegami un po’, il bisessuale sarebbe dunque un incrocio di razze?
  • L’unica malattia è l’omofobia. Allora preparatevi ad internare molti italiani
  • La teoria del gender non esiste. Già, come la mafia, il problema è il “ciaffico”
  • Bisogna superare gli stereotipi di genere. Rilassati, prima di te lo ha già fatto santa Giovanna d’Arco
  • L’amore fa la famiglia. Allora Casanova aveva una famiglia sterminata
  • Il bambino per crescere serenamente ha bisogno di cure e protezione e non della biologia. Allora perché mettere il braccialetto di riconoscimento al bambino appena nato?

Insomma, un vero e proprio capolavoro in cui pare che l'insulto sia l'unico linguaggio di comunicazione. E Puccetto vuole essere pure pagato per far leggere roba del genere. Poveri noi!

E se l'anteprima del libro non ci permette di accedere integralmente alle sue teorie, all'interno di quelle pagine si trovano frasi agghiaccianti come il sostenere che i gay siano dei malati che dovrebbero riconoscersi come tali:

Le frasi riportate evidenziano alcuni elementi. Il primo di essi è l’identificazione da parte dell’attivismo omosessuale della inscindibilità della patologia con la persecuzione delle persone omosessuali. Si tratta di un elemento stabilmente presente nella pubblicistica progay. Rispetto ad allora oggi lo ritroviamo immutato nel testo di Michela Marzano che riguardo all’omosessualità afferma: «Non c’è niente da cui guarire o da curare», «Non c’è nulla da riparare o da correggere». Il succo è che non si deve dire di avere un problema di salute perché dicendolo si pongono le basi per la persecuzione. A livello razionale dovrebbe essere esattamente il contrario. Pensiamo a tutto il dibattito esistente circa il trattamento da riservare agli stupratori patologici, mi riferisco alla castrazione chimica posta come alternativa rispetto alle misure detentive. Se una persona la si considera malata la risposta più normale è la cura, non le botte.

Il fatto che si suggerisca di picchiare i gay pare già di per sé una evidente manifestazione della promozione all'odio propagandata da questi gruppi. Se solo non vivessimo in Italia ma in uno stato civile, forse le autorità citofonerebbero agli autori di simili frasi per chiedere conto del perché inviti la gente a riempire di botte i gay sulla base di un odio irrazionale e decisamente contro-natura. Anche perché, se davvero crede a ciò che scrive, dovremmo temere che dinnanzi ad un suo paziente il signor Puccetti decida se picchiarlo o "curarlo". E sinceramente il Ministero della Sanità dovrebbe essere preoccupato ad avere nel suo organico soggetti simili...


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Nella foto: Renzo Puccetti al family day in compagnia di Padre Carbone, ossia il sacerdote che collabora con Cascioli e che al Meeting di Rimini provò a sostenere con false prova che i gay fossero più inclini al suicidio perché "malati" di omosessualità. Come già detto, sono sempre le stesse persone a comparire dietro a questa truffa culturale ordita contro la popolazione lgbt.
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