Tommaso Scandroglio: «I gay sono eterofobi con chi è contrario all’omosessualità. Ci tirano le pietre perché siamo etero»



Vi è mai capitato di sentire una donna etichettata come «allevatrice»? No? Neppure noi. Eppure La Nuova Bussola Quotidiana spergiura che quello sia «termine dispregiativo in uso in una parte del mondo gay per indicare le donne eterosessuali, che appunto amano mettere al mondo i figli senza far ricorso alla fecondazione eterologa, strada obbligata per le coppie lesbiche».
È così che si crea odio diffondendo informazioni falsi ed attribuendo insulti a persone che mai li hanno pronunciati, in quel clima di persecuzione che il sito di Riccardo Cascioli sta mettendo in atto contro un'intera comunità a lui sgradita.

In un surreale articolo firmato da Tommaso Scandroglio, il sito ciellino afferma che in Australia una donna sia stata «perché eterosessuale». Ed è buffo che a lanciarsi in tale affermazioni sia quella stessa realtà che è sempre ricorso alla negazione o all'accondiscendenza di chiunque abbia licenziato un gay in virtù del suo orientamento sessuale.

Ma ancor più incredibile è la versione dei fatti proposti da Scandroglio:

È accaduto in Australia. Ogni anno ad Adelaide si organizza un festival omonimo che – come si legge sul sito ufficiale – «celebra le diversità sessuali e di genere». Una mega festa gay, tanto per intenderci. Cassandra Liebeknecht, responsabile del Festival nonché eterosessuale dichiarata, è finita sotto inchiesta per condotta non professionale.
La Liebeknecht ha replicato che le accuse sono false e che invece è lei ad essere la vittima tanto che i colleghi le avevano affibbiato come nomignolo, quella di “allevatrice”, termine dispregiativo in uso in una parte del mondo gay per indicare le donne eterosessuali, che appunto amano mettere al mondo i figli senza far ricorso alla fecondazione eterologa, strada obbligata per le coppie lesbiche. Morale della favola, la Liebeknecht è stata licenziata, non prima di aver ricevuto minacce del tipo «so dove i tuoi bambini vanno a scuola».

Quella proposta dalla Bussola, però, è la versione della donna. Al solito il sito integralista non ha ritenuto di dover prendere in esame le dichiarazioni dell'associazione riguardo al fatto che il licenziamento non sarebbe legato all'orientamento della donna come nel caso degli altri 10 membri del consiglio che sono stati oggetto di indagini. D'altro canto basterebbe osservare come quella donna abbia vomitato odio contro un'intera comunità per comprendere che forse non era certo la persona giusta per quel ruolo.

Ma Scandroglio non si ferma ed aggiunge:

Secondo caso di discriminazione eterofoba sempre proveniente dalla terra dei canguri. Catherine McGregor capitano militare dell’Australian Air Force, transessuale, nonché finalista del premio Australiano dell’anno, è stata/o cacciata/o dall’organizzazione Kaleidoscope, associazione che si batte per le rivendicazioni dei gay. Il motivo dell’ostracismo? McGregor aveva osato criticare il progetto “Scuole sicure” che con il pretesto di combattere le discriminazioni sessuali invece – a suo dire – porta «i giovani trans in un vicolo cieco». Programma che il capitano ha bollato poi come «trotskista». Poco importa poi che McGregor fosse stato nominato inizialmente come ambasciatore di questa iniziativa. Al tradimento non c’è rimedio.

Anche qui siamo dinnanzi all'ipocrisia di personaggi che chiedono l'allontanamento di qualunque prete abbia posizioni di apertura verso la comunità lgbt per poi lamentarsi se una persona viene allontanata dal ruolo di testimonial perché incompatibile con gli obiettivi di un'associazione. Ovviamente la Bussola si occupa di santificare la transessuale (salvo poi dirle che è una malata immeritevole di diritti negli altri suoi articoli) al solo fine di creare l'idea di una ingiustizia subita, quando in realtà i toni erano stati molto più rilassati dato che  l'associazione ha convenuto con lei che quell'opinione fosse lecita ma incompatibile con il proprio sostegno pubblico ad un'associazione di cui criticava le iniziative.

Non manca neppure il capitolo in cui Scandoglio sostiene che l'opposizione alla campagna denigratoria degli integralisti cattolici sia parte di un presunto attacco all'eterosessualità. Scrive:

Ma non finisce qui. La scorsa settimana il Mercure Hotel di Sydney ha annullato un incontro di un gruppo cristiano organizzato per discutere sul referendum sul “matrimonio” gay. La pagina Facebook del Mercure è stata, infatti, bombardata da recensioni a una stella e da commenti che hanno lasciato il personale dell'hotel "scosso". Da qui la decisione di annullare la pacifica riunione. L’Australia non è nuova a questi attacchi contro chi è contrario all’omosessualità, ma non si mostra di certo bellicoso verso le persone omosessuali. La cantante lirica georgiana Tamar Iveri nel 2014 aveva usato su Facebook toni pesanti sul Gay Pride svoltosi a Tiblisi. La Iveri aveva poi chiarito che quelle frasi erano state scritte dal marito, non da lei. La cantante doveva esibirsi all’Opera di Sidney nell’Otello. La direzione dell’Opera le diede il ben servito e la cancellò dal cartellone.
Infine, c’è il caso dell’arcidiocesi di Sidney che aveva pubblicato l’opuscolo "Non si scherza con il matrimonio" a difesa della famiglia e contro le unioni gay e para-matrimoni omosessuali. Sono partiti dai social media con riflesso pavloviano le critiche all’opuscolo giudicato «offensivo, insultante e umiliante» tanto che l’arcidiocesi è stata trascinata davanti alla Commissione anti-discriminazione.

Insomma, quei cattivoni dei gay sono intolleranti con chi non tollera l'omosessualità. Ovvio, no? Ma è nella conclusione che si arriva all'ideologia più violenta:

Il giornalista Brendan O’Neill, a commento di queste vicende che discriminano le persone eterosessuali, cita il romanzo di Anthony Burgess – autore di Arancia meccanica – A Wanting Seed in cui le autorità politiche vogliono diffondere l’omosessualità nella società e confinare gli eterosessuali, perché questi ultimi favorirebbero la sovrappopolazione. Le “allevatrici” e gli “allevatori” con i loro rapporti fecondi sono da mettere all’angolo, da destinare all’estinzione. E così lo stereotipo della discriminazione verso i gay si tramuta in una vera e propria discriminazione a danno di chi la pensa in modo diverso. E, come in ogni apparato ideologico, i veri nemici sono soprattutto i membri dell’apparato stesso che non sono in perfettamente in linea con i diktat che vengono dall’alto, che osano criticare, alzare sopracciglia e persino gridare che il re è nudo.
Ecco perché mettere al bando la responsabile del Festival di Adelaide e la transessuale McGregor: perché se le censure al mondo gay vengono da loro non potranno essere sospetti di partigianeria da parte dei media, ma saranno testimoni assai attendibili. Da oggi ti tirano le pietre non se sei brutto, ma se sei etero.

Dinnanzi a tutto ciò, ci sarebbe da chiedersi perché il gruppo omofobo di Cascioli cerchi in ogni modo di creare divisione e di mettere le persone una contro l'alktra. Ogni loro articolo è volto a creare quel "noi" e quel "loro" che già fu all'origine del nazismo e che ora pare parte dei loro progetti per la promozione politica dell'estrema destra. Evidentemente la vita umana non vale il vantaggio personale che sperano di poter trarre dalla promozione dell'odio.
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