Toni Brandi batte cassa e dice che lui, imprenditore, sa come si educano i bambini meglio degli psicologi



È attraverso una lettera firmata direttamente da Toni Brandi che il leader integralista chiede soldi per sostenere la sua azione di promozione dell'intolleranza contro gay e lesbiche. Ovviamente tutto ciò non aè avvenuto con toni pacati ma attraverso il ricorso a menzogne e mera propaganda volta a sfruttare la paura della gente per trarne un profitto. Il leader integralista scrive:

Recentemente, quando ProVita è stata convocata dalla Camera dei deputati per dare il suo parere sulle (aberranti) proposte di legge tese ad introdurre l’educazione gender nelle scuole, abbiamo sentito qualcosa che ci ha fatto inorridire (ma che purtroppo sapevamo già).
“Esperti” LGBT cercavano di convincere i parlamentari che bisognava cominciare l’indottrinamento dei bambini molto presto, dall’asilo nido, perché i bambini apprenderebbero dalla famiglia l’eterosessualità, la mascolinità e la femminilità nei primi anni di vita …. per questo – secondo loro – lo Stato dovrebbe intervenire molto presto per impedire alla famiglia questo compito educativo: anche facendo leggere ai bambini libricini in cui due uomini gay comprano in America un bambino tramite utero in affitto … e descrivendo questa pratica come “meravigliosa”!

Brandi afferma che lui, in quanto imprenditore e proprietario di un'azienda di autobus che opera nell'est europeo è molto più esperto in tema di educazione di quegli psicologi che hanno studiato anni. E tutto questo lo sa perché lui non tollera che un gay possa essere accettato farà di tutto per assicurare che gli adolescenti gay siano vittima di violenze (a cominciare dalla promozione di quelle torture psicologico che vanno sotto al nome di "terapie riparatave" e che hanno giù causato troppi morti).
Non solo, come in ogni propaganda che si rispetti, Brandi inserisce un giudizio morale nelle parole. Quella che viene proposta non è una sana educazione ma è un «indottrinamento». Gli esperti altri vanno messi tra violette che tolgano loro dignità. Le famiglie avrebbero una sorta di proprietà sui figli al punto che i diritti dei minori vengono da lui indicati come un qualcosa che non conta nulla a fronte dei desideri di genitori che vorrebbero indottrinarli a pesare e ad essere ciò che loro hanno deciso. Insomma, si promuove una vera e propria violenza sui minori nel nome della volontà di un integralista che non tollera il prossimo.
Poi, inutile a dirsi, Brandi non spiega che la necessità di educare i giovani al rispetto nasce dall'evidenza scientifica di come i pregiudizi si formino tra i tre e i cinque anni e poi rischiano di solidificarsi nel tempo. Ovviamente dato che Brandi basa la sua rendita sulla vendita di pregiudizi a lui non può che far comodo che i bambini siano indottrinati al disprezzo, ma così non è per chi desidera una sana educazione per la propria prole.

Ma è sempre in quel clima di mera propaganda che Brandi lega il contrasto alla discriminazione con la gpa, anche se i due temi non hanno alcuna affinità se non il tentativo di usare ciò che può fare più presa fra i suoi lettori. Dice:

D’altra parte, a Roma, non molto tempo fa, il rappresentante di un’agenzia straniera di uteri in affitto, cercava di vendere i suoi “servizi” a clienti italiani dichiarando: “Sono qui perché voglio aiutarvi ad ottenere quello che volete [cioè un bambino], nel minor tempo possibile e al prezzo più economico. Vogliamo avere più clienti in Italia …”.
I fautori del gender e le aziende di surrogazioni mirano allo stesso obiettivo: sperimentare le loro follie sui bambini, per ideologia o per profitto, riducendoli a meri oggetti da comprare o da stravolgere nella loro identità sessuata.

Sarà, ma l'evidenza è che sia proprio Brandi a voler negar e la sessualità dei bambini per imporre a tutti l'eterosessualità quale unico orientamento accettabile (in caso contrario, propone vere e proprie torture per punire il minore) così come è sempre lui a chiedere che i bambini siano privati dal diritto ad una sana educazione nel nome dei desideri di genitori che vorrebbero imporre il loro pensiero ai bambini senza che le strutture scolastiche possano offrire un ambito di confronto e di discussione.

La lettera di Brandi passa poi a sostenere che la sua organizzazione abbia fatto tanto per cercare di impedire che i bambini potessero ricevere una sana educazione al rispetto:

Davanti a questo ProVita ha prontamente agito: siamo intervenuti alla Camera dei deputati per demolire la “educazione di genere”, producendo studi e memorie; abbiamo presentato una denuncia contro l’agenzia per l’utero in affitto; abbiamo convocato una conferenza stampa al Senato – ripresa da innumerevoli quotidiani e TV -, lanciato una petizione e avviato una campagna di sensibilizzazione a mezzo stampa, per puntare i riflettori sulla necessità di un’abolizione universale della pratica dell’utero in affitto e di un serio controllo anche sul nostro territorio. Nonostante che anche il Consiglio d’Europa si sia espresso contro l’utero in affitto, Abbiamo bisogno però del vostro aiuto in quanto le nostre risorse si esauriscono…

Si, esatto. Brandi vuole soldi. E li vuole per pratiche alquanto aberranti:

Anzi, nell’immediato, ci servirebbe un vostro aiuto urgente per: continuare la battaglia legale contro le agenzie straniere di uteri in affitto che operano nel nostro Paese; monitorare le discussioni sulle proposte di legge “gender” in Parlamento ed intervenire prontamente facendo pressione sui politici per bloccarle nelle fasi iniziali; intraprendere una campagna contro la sessualizzazione precoce dei nostri bambini da parte dei media, i quali diffondono sempre più spudoratamente contenuti sessuali (e ora omosessuali…) espliciti.
Tutto dipende da voi. Da ciascuno di voi dipende il futuro della famiglia in Italia. Da ciascuno di voi dipende il futuro dei nostri bambini. Insieme, possiamo cambiare questo futuro in meglio.
Spero di poter contare sulla vostra generosità per continuare la battaglia che ci vede impegnati in prima linea e di cui – forse – ora vediamo solo l’inizio.

Inutile a dirsi, nessuno dice che il bene dei bambini sia una società integralista in cui la religione sia un'arma di propaganda politica, in cui i diktat degli integralisti siano legge e in cui la diversità sia fonte di persecuzione da chi pare provare nostalgia verso i distinguo di stampo fascista. ma si sa, dire che si fa qualcosa per i bambini fa presa ed è così che si può anche distruggere la vita dei bambini dicendo che lo soi sta facendo per loro.
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