Amato insiste: «Io sono stato decisivo. Io sono stato chiamato dai vescovi. Io ho negato il matrimonio ai gay messicani»



Pare proprio che Gianfranco Amato si diverta un mondo a girare il mondo a spese del Vaticano per cercare di distruggere quante più famiglie possibili. Lasciata una poco rilevante carriera nell'avvocatura (in cui l'azione più rilevante pare la causa che lo vide al fianco di alcune lobby statunitensi che lo videro difendere le leggi fasciste che impongono simboli cristiani nei locali pubblici italiani), oggi la sua intera esistenza è dedicata a sostenere che l'eterosessualità sia l'unico orientamento sessuale accettabile e che da essa debbano derivare privilegi giuridici basati su un presunto diritto di nascita. Nulla di nuovo, dunque, a fronte dell'ennesimo fondamentalista che usa Dio per sostenere che alcune persone debbano avere più diritti di altre.
Come ogni buon integralista, Amato ama auto auto-incensarsi: sostiene che la Madonna in persona l'abbia nominato «generale» delle sue truppe, così come sostiene di essere «il leader europeo» incaricato di guidare un manipolo di «combattenti del family day» atto ad imporre un totalitarismo in cui uno scellerato uso della religione venga messo a frutto per sostenere che alcune famiglie varrebbero meno di altre al punto che ad alcune dovrebbe essere persino negato il diritto alla vita e al riconoscimento giuridico. Di contro, in Italia non siamo in un regime e le sue amicizie massoniche non bastano a conferirgli la visibilità e il potere a cui lui ambisce.

Ma andiamo con calma. Sappiamo che la Corte Suprema messicana ha sancito l'incostituzionalità del divieto al matrimonio egualitario, provocando l'ira del Vaticano che ha immediatamente offerto il suo supporto ad una manifestazione di piazza volta a sostenere che i diritti civili dei gay dovessero valere meno del pregiudizio dei gruppi cattolici. Ed è per paura della violenza cattolica che il parlamento ha deciso di rimandare alle leggi dei singoli stati ogni decisione riguardo al rispetto dei diritti costituzionali dei cittadini messicani.
Eppure la versione raccontata da Amato è un po' diversa: dalla sua pagina Facebook ci dice che è lui ad aver calpestato i diritti dei gay messicani grazie al fatto che la conferenza episcopale gli abbia permesso di parlare dinnanzi al vescovi e dinnanzi al parlamento. Dinnanzi elle famiglie messicane non oggi non hanno tutele giuridiche e non godono di pari dignità, Amato ci dice che è lui che bisogna "ringraziare" e che è "grazie" a lui se a quelle famiglie verrà impedito di offrire affetto alle migliaia di bambini che muoiono abbandonati per strada. Vantandosi del male che ha generato, scrive:

L'avv. Amato a Città del Messico presso la CEM Conferenza Episcopale Messicana davanti a 120 Vescovi e 4 Cardinali in seduta generale ha spiega il pericolo della teoria gender ed il perché è considerata da Papa Francesco "un grande pericolo per il matrimonio" cit. Papa Francesco a Tbilisi.
Dobbiamo essere fieri di questo laico cattolico nostro connazionale così tanto considerato da tutta la Chiesa Messicana.

Sempre in stile auto celebrativo, nella su pagina Facebook ci sono anche immagini di Amato che mostra le sue solite slide davanti ad un gruppetto di preti, ma quella disinformazione ormai ampliamene screditata viene da lui raccontate con toni epici:

L'avv. Amato incontra tutti i responsabili della Pastorale sulla Famiglia dell'Arcidiocesi di Città del Messico. Tutte le conferenze sono state fatte dall'avv. Amato in spagnolo senza l'ausilio di interpreti.

Sinceramente non si capisce come quattro slide decontestualizzate lo portino a sostenere che sia "merito" suo se i gay messicani subiranno una discriminazione incostituzionale. E forse non lo sapremo mai, dato che a gli gli chiede «quale sarebbe stato il fondamentale contributo del signor Amato», lui risponde che per saperlo bisogna comprare una copia del giornale di Adinolfi e dare dei soldi all'integralismo. E vien da sé che pagare Adinolfi per cercare conferme del millantato credito di Amato abbia l'aria di un gesto di puro masochismo.

Ma è sul finire che il signor Amato diventa veramente tragicomico: inizia a parlare di «giornali di regime» e sostiene che l'unica vera giornalista italiana sia Costanza Miriano (ossia quella che diceva di non sapere chi fosse Casa Pound). Il tutto sostenendo che ogni singolo giornale italiano avrebbe dovuto mostrarcelo come il solo e vero responsabile dell'attacco omofobo subito dalla comunità lgbt messicana:

Certo che l'Italia è un paese incredibile: un avvocato italiano, Gianfranco Amato presidente dei Giuristi per la Vita, praticamente fornisce la leva decisiva per dare la spallata finale alla legge sul matrimonio omosessuale in Messico (tenendo decine e decine di conferenze tra Parlamento, Politici cattolici, Università con tanto di onoreficenze e gemellaggi ottenuti, Conferenza Episcopale Messicana) e in Italia chi ne parla sono Costanza Miriano (grazie Costanza, UNICA giornalista libera italiana che ha accennato alla cosa), la Croce Quotidiano dell'ottimo Mario Adinolfi e ... Gayburg che come al solito ci fa un'ottima e non richiesta pubblicità. Siamo un paese meraviglioso dove l'informazione è davvero pluralista e democratica.

Interessante è anche osservare che ad Amato paia non basta chiedere che tutti i giornali lo incensino per il suo "ruolo" nella distruzione del diritto provato messicano, ma vorrebbe anche poter decidere ciò che la gente deve dire. Insomma, dato che lui è l'emblema del nuovo ariano a cui tutto è dovuto e che deve risultare il metro di confronto per decidere a chi debba essere privato del diritto alla vita, pare ovvio che è lui l'unico e il solo a dover decidere che cosa si possa dire e che c osa debba essere taciuto in conformità alla sua convenienza. In fondo lui sta vendendo sé stesso e sarebbe un grave danno al suo business il permettere a qualcuno di confutare le sciocchezze che afferma durante i suoi convegni di disinformazione. no?

Curiosamente, però, a non credere alla sua versione dei fatti sono anche gli altri giornali integralisti. Ad esempio neppure La Nuova Bussola Quotidiana ha fato il suo nome, preferendo credere alla versione in cui è stata l'ingerenza del Vaticano ad essere decisiva e non certo le sue quattro conferenze.
Ma è sempre in quell'ostentazione del sue ego che il signor Amato rilancia le sue nuove conferenze omofobe affermando che vi prenderà parte troverà «un uomo straordinario». E dinnanzi ad un personaggio che si autoincensa al punto di attribuirsi simili giudizi auto-celebrativi, forse la pietà è l'unico sentimento che si può provare dinnanzi a una simile superbia, peraltro parte di un'azione diabolica volta a creare dolore, morte e e discriminazione.

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