Brandi e Malan annunciano una proposta di legge per vietare ai gay di poter essere genitori



Per l'ennesima volta, il Senato della Repubblica Italiana ha spalancato le sue porte alla propaganda dell'associazione ProVita Onlus. A raccontarci i dettagli dell'ennesimo convegno ideologico troviamo il vaticanista Marco Tosatti, da sempre vicino alle frange più integraliste del fondamentalismo cattolico al punto da essersi reso responsabile di una serie di articoli che presentavano anche dati statistici alterati o attacchi immorali contro un intero gruppo sociale.
Prendendo spunto dalla vicenda sella momentanea sospensione della proiezione di un video propagandistico di ProVita all'interno delle sale del circuito Uci Cinemas, si parte dal sostenere che dinnanzi ad una decisione unilaterale da parte della direzione del cinema ci si debba sentire liberi di sostenere che la colpa vada attribuita ai gay. Dice:

In Italia l’utero in affitto è un reato; ma se ti batti apertamente contro questa pratica e fai proiettare uno spot di denuncia vieni censurato. E questa la vicenda incredibile denunciata oggi al Senato, dove si è svolta una conferenza stampa organizzata da ProVita onlus e dal senatore Lucio Malan, per dare un segnale concreto di azione contro l’utero in affitto.
La denuncia della censura è venuta dal senatore Giovanardi, che dopo aver illustrato i “sette miserabili imbrogli del Governo italiano” perpetrati in occasione dell’approvazione della legge Cirinnà, ha parlato di “un vero e proprio scandalo”: a seguito delle proteste di un’associazione LGBT è stato censurato dall’UCI Cinema lo spot di ProVita contro l’utero in affitto, che doveva essere trasmesso tra le pubblicità prima dei film. “In tutta Europa e in tutto il mondo si leva la condanna dell’ignominia dell’utero in affitto solo a parole”. Nei fatti la cosa è ipocritamente non solo tollerata, ma promossa.

Al solito si racconta ciò che si vuole, dato che le proteste riguardavano un video che affrontava un tema delicato senza alcuna sensibilità, definendo "oggetti" alcuni bambini che sarebbero anche potuti essere in sala e proponendo una testimonianza decontestualizzata che non tiene conto di tutta una complessità di fattori. Perché se è lecito avere ed esprimere un'opinione, meno lecito è strumentalizzare uno spezzone di un film propagandistico statunitense senza manco spiegare che cosa si stia guardando. Sarebbe come chieder di abolire l'adozione mostrando le immagini di un bambino che non è stato felice dei suoi genitori adottivi, ignorando tutti gli altri casi (cosa che peraltro ProVita ha già tentato di fare con la strumentalizzazione di una donna statunitense che non era soddisfatta delle sue due mamme).

Ma è a quel punto che si è passati all'aspetto più politico, dove Toni Brandi ha tramutato la sua propaganda in un esplicito invito di voto. Scrive Tosatti:

Per l’Associazione ProVita onlus, il presidente, Toni Brandi, ha rilevato che “il tentativo di creare un fronte trasversale contro la barbara pratica dell’utero in affitto è fallito. Solo i Senatori dell’opposizione si sono rivelati concretamente disposti a agire per salvaguardare i diritti fondamentali delle donne e dei bambini”. Del resto – prosegue Brandi – anche al Consiglio Provinciale di Trento ha bocciato una proposta di risoluzione contro l’utero in affitto presentata dai Consiglieri Borga e Civettini perché parlava del diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà».

Immancabili sono arrivati anche gli insulti personali, sottolineando come un'associazione che sporge denunce contro chiunque osi commentare le proprie idee poi non si faccia problemi a promuovere una diffamazione personale nei confronti di specifiche coppie. Ovviamente tutte gay, dato che la maternità surrogata è diventata di loro interesse solo quando hanno compreso di poterla sfruttare per promuovere l'omofobia (e poco pare interessargli delle coppie eterosessuali che rappresentano la stragrande maggioranza di chi accede a quelle tecniche procreative).

La senatrice Rizzotti si è detta “disgustata dal fatto che un suo collega festeggi la nascita della seconda figlia [acquistata in California, come il primo, attraverso la pratica dell’utero in affitto, n.d.r.] con tracotanza e arroganza“, considerando che un Senatore della Repubblica forse non dovrebbe dare l’esempio di come si viola la legge penale italiana.

Ma l'aspetto più aberrante è come la campagna ideologica di ProVita sta dando vita a proposte di leggi che paiono arrivare dagli anni del fascismo, spronando lo stato a spogliare alcuni bambini di qualunque diritto come forma di ritorsione verso quei genitori che loro non tollerano:

Il senatore Malan ha illustrato due azioni concrete intraprese dall’Opposizione. Innanzi tutto un’interrogazione al Ministro della Giustizia, relativa alla presenza in Italia di un’agenzia per vendere gameti e bambini in palese violazione della legge 40/2004. In secondo luogo un disegno di legge, che verrà presto presentato, che specifica in modo chiaro ed inequivocabile il divieto di adozione da parte di coppie omosessuali (anche nella forma della stepchild adoption), il divieto di iscrizione all’anagrafe di “genitori” dello stesso sesso, l’estensione delle pene già previste dal codice penale per la tratta, la riduzione in schiavitù, lo sfruttamento sessuale di donne e bambini a chi pratica promuove o favorisce l’utero in affitto e il commercio dei gameti, nonché la perseguibilità di chi abbia compiuto tali fatti all’estero, ma poi venga a risiedere in Italia.

Insomma, i bambini abbandonati devono restare tali perché non si vuole permettere a due gay o a due lesbiche di poter offrire loro una casa, così come ci si accanisce cui l'unica modalità con cui un numero irrisorio di gay tenta di poter avere un figlio. E che la gestazione per altri sia solo un pretesto appare evidente dinnanzi ad una proposta che mira a colpire solo le persone lgbt, senza intaccare quelle coppie eterosessuali che possono sfruttare anche i mercati più poveri e che davvero potrebbero ledere i diritti delle donne. Perché se i gay possono rivolgersi solo a Canada e Stati Uniti, gli etero hanno la possibilità di ottenere madri anche in Paesi del terzo mondo o in quella Russia dove le leggi di Putin garantiscono persino l'anonimato della madre biologica sull'atto di nascita.
E il tentativo di togliere la stepchild adoption o al registrazione dei genitori non appare certo un qualcosa che possa "difendere" i bambini, dato che semplicemente li priva da qualunque garanzia legale o tutela giuridica. Qualunque cosa accada, per la legge solo padre sarà un perfetto estraneo, esonerato persino dai doveri come il mantenimento o l'assistenza in caso di malattia.
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