Il cardinal Eijk: «Il transessualismo è paragonabile all'eutanasia»



Ormai ci si sta abituando ad asserire alle parole offensive che alcuni alti prelati riservano alle persone lgbt. Sarà forse questo il motivo per cui alcuni di loro ricorrono a frasi sempre più violente, forse intenzionati a ricevere un po' di visibilità grazie a parole sempre più inaccettabili.
Capita così che il cardinale cattolico olandese Willem Jacobus Eijk, elevato al ruolo di arcivescovo da papa Benedetto XVI, ha paragonato la transessualità all'eutanasia.
L'uomo è noto per le sue posizioni fortemente conservatrici e integraliste, chiuso da sempre a gay e divorziati. Ma è contro le persone transessuali che il suo pregiudizio lo ha spinto a sostenere che la loro accettazione porti «a una visione del corpo come qualcosa che è modellabile e plasmabile quando non è così». Se purtroppo tali rantoli non prevedono possibilità di replica, sarebbe interessante sapere se il prelato ritenga che anche l'asportazione di un tumore o un intervento ricostruttivo significhi plasmare il proprio corpo contro il volere di Dio o se quel giudizio riguarda solo ed elusivamente le persone a lui sgradite.
A farci pensare ad un forte pregiudizio, infatti, è anche come l'uomo ami parlare di un «fenomeno della transessualità» che a suo dire «si sta diffondendo a macchia d'olio in tutto il mondo occidentale, e di questo dobbiamo mettere in guardia le persone». Ovviamente sostenendo che la sua personalissima opinione sia un'evidenza, dice anche che «dal punto della teologia morale, è chiaro che non ti è permesso di cambiare sesso in questo modo». Ma il peggio giunge dal suo sostenere che la transessualità sia paragonabile a «l'eutanasia e il suicidio assistito. Quando la gente prima ha cominciato a discutere di questi temi c'è sempre insicurezza».
Aderendo ciecamente al vittimismo integralista, il cardinale dice anche di sentirsi vittima id una società che non gli permette di odiare liberamente il prossimo: «Viviamo in una società molto intollerante -ha dichiarato- Se riflettete dovete forzatamente pensare secondo queste “teorie moderne”che permeano il mondo universitario, il parlamento, ed i mass media. Se non la pensi così vieni escluso». Insomma, lui deve poter pensare che alcune persone non abbiano il diritto alla vita e nessuno deve poter avere la libertà di contrastare il suo odio.
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