Il Vaticano si scusa per le parole di Radio Maria: «Il loro è paganesimo»



Se Adinolfi nega tutto e riserva violenti insulti a chi ha osato contrastare la propaganda omofoba di Radio Maria, dal vaticano giunge una risposta ben diversa seppur acuminata dalla medesima ipocrisia.
Dinnanzi ad una emittente radiofonica che ha parlato del terremoto che ha colpito il Centro Italia nei termini di un "castigo divino" inflitto agli uomini per punirli dopo l'approvazione delle unioni civili, è dalla Segreteria di Stato vaticana che monsignor Becciu ha bollato quelle parole come «affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede», spiegando poi come si fosse dinnanzi ad affermazioni «datate al periodo precristiano e non rispondono alla teologia della Chiesa perché contrarie alla visione di Dio offertaci da Cristo [...] I terremotati ci perdonino, a loro va la solidarietà del Papa. Cristo ci ha rivelato il volto di Dio amore non di un Dio capriccioso e vendicativo. Questa è una visione pagana, non cristiana».
Lo stretto collaboratore del Papa ha anche spiegato che: «Chi evoca il castigo divino ai microfoni di Radio Maria offende lo stesso nome della Madonna che dai credenti è vista come la Madre misericordiosa che si china sui figli piangenti e terge le loro lacrime soprattutto in momenti terribili come quelli del terremoto». Ed ancora: «Radio Maria deve correggere i toni del suo linguaggio e conformarsi di più al Vangelo e al messaggio della misericordia e della solidarietà propugnato con passione da papa Francesco specie nell'anno giubilare. Non possiamo non chiedere perdono ai nostri fratelli colpiti dalla tragedia del terremoto per essere stati additati come vittime dell'ira di Dio. Sappiano invece che hanno la simpatia, la solidarietà e il sostegno del Papa, della Chiesa, di chi ha un briciolo di cuore».
Curiosamente, però, tutte le scuse sono state riservate ai terremotati e nessuna parola è stata spesa per quei gay che Radio Maria indica come i responsabili di stragi e terremoti. E neppure pare si sia riflettuto su come le esternazioni omofobe di don Fanzaga non fossero altro che uno dei tanti rantoli legati a quell'ondata di omofobia di cui la Chiesa cattolica è una delle principali responsabili. Ed è così che si tace quando da quei microfoni Adinolfi lancia insulti ancor peggiori rivolte alle persone lgbt, forse perché il Vaticano non ha problemi se si attaccano i gay, l'importante è che non si tocchino i terremotati perché c'è il rischio che la gente possa iniziare a capire che Dio c'entra ben poco con la loro opposizione al riconoscimento giuridico dell'amore.
1 commento