La Conferenza Episcopale messicana arruola Gianfranco Amato, da mercoledì in trasferta per creare odio contro le unioni gay



In quello schema dove dietro alle lobby antigay ci sono sempre gli stessi personaggi, è Costanza Miriano a dare notizia di come la Conferenza Episcopale messicana abbia arruolato Gianfranco Amato per seminare odio contro la proposta di legge sul matrimonio egualitario. Nonostante sia nota la strategia comunicativa del leader integralista e dei suoi spettacoli teatrali volti a creare disinformazione attraverso slide decontestualizzate e teorie tutt'altro che provati, pare che il clero messicano sorvolerà su tutto ciò per garantire una battaglia immorale e priva di etica che possa cercare di mantenere dei distinguo che privino i cittadini gay di quella pari dignità che dovrebbe essere loro voluta (e che la Chiesa cerca di negare loro attraverso un uso politico e blasfemo dio Dio). Dalla sua pagina Facebook, la Miriano scrive:

Il 9 novembre in Messico si comincia a discutere la legge sulle unioni civili, e il popolo di Dio e i suoi pastori si mobilitano. La Conferenza Episcopale Messicana è scesa in piazza benedetta dal Papa, e ha arruolato dall'Italia anche Gianfranco Amato, che da giovedì è lì per un giro massacrante, al ritmo di due o tre incontri al giorno, ascoltato e acclamato da folle oceaniche. Che Dio lo assista.

Alcuni sino gli aspetti immediatamente evidenti: se la trasferta di Amato pare ricordarci la sua appartenenza alle lobby di estrema destra statunitensi che giustifichino un impegno per la difesa a livello globale dell'omofobia, grave è anche come si cerchi di attribuire al papato la sua propaganda. Ma, soprattutto, emerge chiaramente come la Miriano sostenga che i gay non facciano parte del popolo di Dio, creando quella divisione che già si vide durante il nazismo: ai tempi si creò una fantomatica razza ariana a cui si opposero gli ebrei sino a quando quella contrapposizione permise di dar vita ai capi di sterminio senza che nessuno protestasse. Ed è proprio quello che la Miriano e la sua lobby integralista tenta di fare, sostenendo che chi crede in Dio deve combattere l'amore e deve vedere come unico senso della propria vita una strenua opposizione al riconoscimento giuridico degli affetti del prossimo. E se qualcuno osserva che per il momento quelle lobby non hanno ancora aperto centri di sterminio forse bisognerebbe ricordare loro come la Miriano e la sua gente promuovano quelle torture psicologiche che vanno sotto il nome di "terapie riparative"...
E forse quando la signora Miriano millanta di folle che acclamerebbero Amato, l'immagine stessa pare riportarci alla mente le piazze che acclamavano Mussolini o Hitler.

Dal canto suo, con la solita superbia e ricerca di visibilità che lo contraddistingue, dalla sua pagina Facebook il signor Amato si auto-incesa nel dichiarare :

Il Segretario Nazionale del Popolo della Famiglia Gianfranco Amato acclamato in Messico come leader europeo del Popolo dei Prolife e Profamily.
E' proprio vero.. "Nemo propheta in patria".

Intanto il "Gruppo di preghiera" del partito di Amato preannuncia veglie e preghiere per chiedere a Dio di far sì che il loro segretario possa danneggiare quanti più messicani possibili attraverso un uso politico della religione volto a togliere dignità ai gruppi sociali che da tempo sono vittima della sua persecuzione.
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