L'integralismo lancia i libretti no-gender per indottrinare i bambini al pregiudizio



Sulla pagina Facebook del circolo integralista "Christus Rex" è possibile imbattersi in alcune immagini che ci mostrano dei bambini a cui vengono fatte leggere dei strani libretti all'interno della sede finanziata con soldi pubblici dal Comune di Verona.
Si tratta di un libretto intitolato "Mamma e papà, il segreto della felicità. La prima favola no gender fluid". L'autrice dell'opera risulta una tizia chiamata Maria Chiara Nordio che, attraverso un video amatoriale pubblicato in rete, spiega cosa contengano quelle pagine.
La donna esordisce dicendo che «in un'epoca in cui l'ideologia gender dilaga anche con i libretti che noi conosciamo bene, arriva la prima favola non gender». Ed è sempre lei a raccontarci la trama:

Questo libro parla di Carla, una bambina che nel prossimo futuro arriva in una scuola dove tutti i bambini sono gender-neutal, cresciuti privati del loro genere. Ma Carla è una femminuccia che arriva e proviene da una famiglia vera, una famiglia composta da una mamma e da un papà. Si veste da femmina, gioca con tutti i giocattoli che questi bambini non conoscono. Carla è molto felice e questi bambini sono davvero molto rattristati e non sanno come si fa per essere felice. Carla li rincuora spiegando che anche loro possono essere felici, possono farlo sognando di far parte di una famiglia vera.

Il libro è stato presentato in anteprima durante una conferenza di Gianfranco Amato tenutasi a Treviso presso il collegio Pio X ed è ancor oggi fortemente promosso dal partito di Anolfi ed Amato. Eppure ci sarebbe da domandarsi anche solo se la donna ne sappia qualcosa di bambini a fronte di un libro che si presenta scritto fitto-fitto senza interlinee in una impostazione grafica che pare ignorare ile più rudimentali regole di come debba essere confezionato un prodotto per l'infanzia.
Ma al di là dei dettagli, pare veramente grave un messaggio veicolato sul creare paura verso mondi che esistono solo nella propaganda di Amato, inculcandoli nelle menti dei bambini con storie che affrontano in maniera insana e violenta delle tematiche che meriterebbero un po' più di onesta intellettuale, anche se è evidente che qui l'unico obiettivo è quello di inculcare pregiudizi.
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