L'Italia è il paese europeo in cui si è registrato il più alto numero di persone transessuali uccise



Se l'integralismo cattolico continua a negare l'esistenza dell'omofobia e promuove la discriminazione come se si trattasse di una lecita "libertà di opinione", i dati statistici posizionano l'Italia come il Paese che detiene il record europeo per il maggior numero di persone transessuali uccise.
I dati sui crimini d'odio elaborati dal Trans Murder Monitoring hanno preso in esame il periodo compreso tra il 2008 e 2016, registrando ben trenta omicidi avvenuti in Italia (cinque nel solo 2016). E l'entità statistica appare ancor più drammatica se si considera come le stime indichino che le persone transgender che vivono in Italia siano circa 50 mila.
Non va certo meglio nell'incrociare i dati con con gli altri Paesi europei: a fronte dei 30 omicidi avvenuti in Italia, nel medesimo periodo sono stati 8 i transgender uccisi in Spagna, 8 in Gran Bretagna e 5 in Francia. I dati italiani risultano così più simili a quelli registrati in Turchia (dove gli omicidi registrati sono stati ben 43) che a quelli del resto dell'Unione.
Viene evidenziato anche come il 93% delle transessuali uccise in Italia si prostituiva ed il 30% di loro era immigrata, sottolineando come lo stigma sociale risulti determinante anche nel relegare interi gruppi sociali in posizione di esclusione in cui paiono esistere poche alternative alla prostituzione quella fonte di reddito. Non pare dunque un caso se le statistiche tornano a mostrarci un Paese transofobico, razzista e traboccante di disprezzo nei confronti della prostituzione.
Lukas Berredo, uno dei ricercatori che hanno curato il rapporto, nota anche come un fattore di rischio è rappresentato dall'emarginazione della comunità sudamericana: «In Italia c’è un alto numero di migranti transgender provenienti dal Sudamerica e in particolare dal Brasile. Si tratta in molti casi di persone che sono fuggite dalle dittature negli anni 80: dapprima si sono rifugiate in Francia, poi quando quel Paese ha smesso di accoglierle, si sono spostate in Italia, spesso senza documenti e impossibilitate a fare lavori diversi dalla prostituzione. Ma senza una raccolta e analisi sistematica dei dati è difficile capire veramente quali sono le cause di una violenza così diffusa e quindi di conseguenza intervenire».
In generale, all'interno del 66 Paesi monitorati, tra il 2008 e il 2016 sono stati ben 2.190 gli omicidi a danno di persone transessuali e transgender. Il dato più drammatico è stato registrato in Brasile (868 omicidi), Messico (259), Stati Uniti (146), Colombia (109), Venezuela (109) e Honduras (86).
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