Matteo Salvini e Toni Brandi si sono incontrati alla corte di Putin



Nata praticamente come costola di Forza Nuova, l'associazione integralista ProVita Onlus è da tempo impegnata in un uso politico della religione quale mezzo di promozione delle nuove destre e della Russia di Putin, da loro più volte definita come l'unica patria di quello che lui reputa sia il "vero cristianesimo" in base alla discriminazione di chiunque non rientri in quella sua teorizzazione di una nuova razza ariana basata nell'eterosessualità quale fonte di maggiori diritti e dignità. A sostenere le stesse teorie è anche Matteo Salvini, così come i vari leader di estrema destra che appartengono ai gruppi anti-europeisti finanziati da Mosca. Tutti usano Dio, il fantomatico "gender" e l'omofobia quale strumento di propaganda politica.
Non stupisce, dunque, se tra ProVita e la Lega Nord ci sia sempre stato un forte connubio , al punto che esistono anche personaggi legati a potenti lobby internazionali che risultano come figure di riferimento in entrambe le organizzazioni. Il più evidente è Alexey Komov, l'ultra-nazionalista russo che ha seguito il loro presidente, Toni Brandi, in numerosi convegni di promozione dell'odio, così come ha presenziato alcuni congressi della Lega Nord nonché alla nomina stessa di Salvini quale nuovo segretario di partito. Komov è anche il presidente onorario di Lombardia-Russia nonché un dipendente dell'oligarca russo Malofeev (ossia l'uomo che finanziò l'invasione dell'Ucraina da parte di Mosca). È anche una figura di spicco delle lobby integraliste che cercarono di promuovere la pena di morte per i gay in Uganda.
Tornando a Brandi, lo incontriamo spesso sui microfoni di Radio Padania, così come è la sua associazione ad curato molte delle mozioni omofobe che Salvini ha imposto ai cittadini che hanno la sfortuna di vivere nei territori da lui controllati. Ed è sempre cavalcando gli slogan di Brandi che Salvini cita la propaganda di ProVita come pretesto per inneggiare all'illegalità in una costante promessa di cieca discriminazione delle persone lgbt.
Interessante è come entrambi amino usare croci e crocefissi come arma di offesa, in quello stile in cui la loro convinzione è che la religione non debba essere vissuta ma imposta. Entrambi paiono rodi ai richiami del Vaticano sull'accoglienza, così come entrambi ammirano quel Trump che il Papa stesso ha provveduto a sottolineare non abbia alcun diritto di potersi dire "cristiano".
In un recente video pubblicato sulla pagina Facebook del gruppo integralista, le immagini ci mostrano un Salvini e un Brandi che se stanno a Mosca per inneggiare ai più beceri slogan dell'integralismo cattolico in una chiave in cui si sostiene che la discriminazione e il pregiudizio servano a "difendere" i bambini da teorie che loro stessi hanno teorizzato ed arbitrariamente attribuito ai gruppi sociali che risultano vittima della loro persecuzione. Ma il fatto che il messaggio arrivi da Mosca ben ci mostra come entrambi paiano più interessati all'agenda politica di Putin che al benessere dell'Italia, inneggiando ad un integralismo che spesso ha tutta l'aria di un preciso piano che serva a delegittimare il Vaticano per inneggiare a quell'ortodossia russa in cui i preti benedicono le bombe sganciate sui Paesi islamici, inneggiano alla discriminazione razziale e appoggiano qualunque forma di violenza contro le persone lgbt. In tutto nel nome di una "tradizione" ch eil segretario del Carroccio sostiene accomuni l'Italia alla Russia, anche se il voler sostenere che si stia parlando dei medesimi valori appare azzardato a chiunque abbia un briciolo di buonsenso.
Ed è sempre da Mosca che Brandi annuncia a Salvini che il Senato gli aprirà ancora una volta le sue porte per portare il suo messaggio d'odio contro una parte della popolazione a lui sgradita, ricevendo  in risposta un commento di Salvini che si dice dispiaciuto nell'apprendere che la politica italiana non venga discussa nella sua amata Russia, manco desse per scontato che riuscirà a devastare l'Europea per sottometterci tutti ail regime del suo Putin.

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