ProVita: «Il nostro scopo è dire che i gay sono deviati che devono devono essere curati»



Per ragioni difficili da comprendere, l'organizzazione politica ProVita è riconosciuta come "onlus" dallo stato italiano. Ne deriva, dunque, che l'organizzazione guidata da Toni Brandi possa accedere all'8 per mille e possa anche godere di esenzioni fiscali esclusive. In altre parole, la loro propaganda d'odio contro le persone lgbt viene finanziata anche con le tasse delle persone lgbt.
Ma è nel consueto stile violento che contraddistingue l'organizzazione che il gruppo di Brandi so è scagliato contro Arcigay facendo leva su quel dio denaro che pare molto venerato dai suoi seguaci. Lamentando come nel bilancio di Arcigay figurino 200mila euro di finanziamenti pubblici, l'associazione ProVita si lancia nel sostenere che quel denaro non doveva assolutamente poter finire nelle sue casse perché loro non sono d'accordo con loro sull'idea che i gay siano persone normali e, soprattutto, non condividono il principio costituzionale per qui le persone lgbt dovrebbero poter godere della dignità sociale che Brandi esige sia riservata solo ai suoi simoni in quella sua teorizzazione di una nuova razza ariana basata sulla vita sessuale. Ed è sempre ricorrendo alle solite falsificazioni che scrivono:

Ma il punto è proprio questo: qui non si tratta di denaro proprio, ma di denaro di tutti: c’è scritto chiaro chiaro: “contributi pubblici”.
La propaganda dell’Arcigay punta a diffondere nella società, nella scuola e nelle famiglie dei concetti di “inclusione, uguaglianza e non discriminazione” molto relativi, che non sono condivisi da tutti. Un ente che – per esempio – fa assistenza ai poveri, promuove la beneficenza, oppure una biblioteca che custodisce libri rari, o un’associazione culturale che si occupa di studi su … Dante, per esempio, promuovono valori condivisi che appartengono alla collettività. Enti che si dedicano a cose del genere, è giusto che ricevano denari pubblici. Essi contribuiscono alla diffusione di un costume sociale e/o un atteggiamento solidaristico e culturale comunemente sentito. L’antica Casa di Dante, a Roma non prende un centesimo di contributi pubblici. Anzi il Comune le ha fatto causa: pretende l’affitto, nonostante in passato le abbia concesso la sede in uso gratuito e perpetuo…
Ma Arcigay promuove idee e “valori” che appartengono a una minoranza e che non sono condivisi dalla collettività. Arcigay contesta il fatto che i rapporti sessuali naturali sono quelli tra uomo e donna, contesta il fatto che il sesso biologico è un dato oggettivo e insuperabile che va valorizzato e che naturalmente informa il genere corrispondente.

Ovviamente Arcigay non contesta il fatto che il sesso biologico sia oggettivo, ma è risaputo come l'organizzazione di Brandi ami mettere parole mai pronunciato nella bocca delle persone che poi attacca sulla base delle loro falsificazioni. In fondo così è tutto più semplice, dato che non c'è bisogno di argomentazioni ma basta solo un po' di malafede per cercare di creare odio contro interi gruppi sociali.

Ma è a quel punto che l'organizzazione di Brandi inizia vantarsi di come loro promuovano la discriminazione e quelle fantomatiche "terapie riparative" che non solo non funzionano, ma spesso rischiano di spingere al suicidio le vittime che vi vengono sottoposte. Ed è nel più totale disprezzo verso la vita dei gay (evidentemente sacrificabili nel nome del loro pregiudizio) che scrivono:

Le deviazioni da questi schemi naturali provocano sofferenza alle persone, che vanno comprese, amate accettate e aiutate a superare le difficoltà, anche – se lo vogliono – con adeguate terapie riparative. Arcigay si inalbera contro chi “vuole curare i gay“, facendo finta di non comprendere che è solo e solamente nell’interesse della salute di chi si sente a disagio che certe terapie vanno promosse e prospettate. I valori condivisi, Arcigay li nega, li combatte, e le reazioni isteriche e spesso violente che suscitano tra gli attivisti gay gli articoli come questo lo dimostrano.
Noi invece siamo qui a ribadirli. Libero, l’Arcigay, di promuovere le sue stramberie (se lo facesse nel rispetto di chi la pensa diversamente). Libero di far proseliti e trovare finanziatori. Ma tutto ciò, per favore, non con i soldi nostri.

A dirlo è dunque un gruppo che promuove vere e proprie violenze psicologiche a danno degli adolescenti gay con soldi pubblici. Il tutto attraverso la loro richiesta di veder destinati i fondi statali solo ad iniziative integraliste che possano andare danno della collettività e non certo ad iniziative ispirate alla pari dignità sociale in un mondo in cui loro non potrebbero più pretendere diritti esclusivi sulla base della loro vita sessuale.

Tanto basterebbe a far rizzare i capelli, ma la redazione di ProVita ci ha regalato altre perle di integralismo persino nei commenti. Dinnanzi a chi gli fa notare che milioni di euro sono stati versati nelle casse di Radio Maria per finanziare chi va in giro a dire che i terremoti siano una punizione di Dio contro i gay, l'organizzazione di Brandi nega tutto dicendo che quelle sarebbero «solo falsità». Falsità che sono state documentate e che hanno precisi riferimenti legislativi, ma si sa che il buon integralista mente sempre se si tratta di coprire i propri simili. E persino dinnanzi allo sperpero di soldi pubblici rappresentato dal "centralino anti-gender" voluto dalla Cappellini, l'organizzazione di Brandi ribatte che: «Il telefono verde della Lombardia è un servizio d’informazione alle famiglie. A me hanno risposto persone molto competenti. Per uno onniscente come lei, certo sono tutti ignoranti».
Apprendiamo dunque che Brandi ami chiamare i fondamentalisti dell'Associazione Genitori cattolici e che si elevi a giudice di quanto siano bravi a seminare odio contro quei gruppi di persone che loro vorrebbero curare. E dinnanzi alle insistenze di un lettore, la loro risposta indispettita è volta a sostenere che non bisogna mai credere a ciò che dicono i giornali, ma bisogna fidarsi solo ed esclusivamente a ciò che scrive Mario Adinolfi sul suo giornale integralista. Andiamo bene.
In conclusione, però, andrebbe notato che se ProVita può sputare veleno contro Arcigay è solo perché quest'ultima rende pubblici i suoi bilanci. Sarebbe molto interessante poter spulciare i conti di ProVita per cercare di capire chi finanzia i suoi rantoli d'odio, ma ovviamente l'organizzazione di Brandi non ha mai reso pubblico alcun bilancio e quindi non è possibile comprendere con certezza chi vi sia dietro a tutto il loro odio.
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