ProVita: «Il sesso tra minori deve essere legale solo ove sia presente una vagina»



Il terrorismo psicologico e la falsificazione delle fonti è lo strumento con cui l'organizzazione ProVita Onlus mira a distruggere il tessuto sociale italiano per imporre un governo etico di stampo integralista e per spalancare le porte ad una colonizzazione russa che potrebbe essere tranquillamente attuata da quegli stessi oligarchi con cui il loro presidente ha avuto incontri privati e che già finanziarono l'invasione dell'Ucraina. Visitando le loro pagine ci si può imbattere in frasi al limite del tragicomico come la seguente:

Il Governo canadese è tra le più spregiudicate incarnazioni del nichilismo contemporaneo. Dall’eutanasia, all’oppressione della Gaystapo, al sesso libero (che-più-libero-non-si-può: anche il poliamore e la zoofilia), ai bagni gender neutral, è un esemplare modello cui noi altri non vorremmo –ma potremmo– presto somigliare.

Se forse nemmeno la propaganda nazista sarebbe stata capace di arrivare a scrivere frasi così intrise di odio e di ideologia, il peggio deve ancora venire dato che l'articolo firmato da Francesca Romana Poleggi punta il dito contro una legge particolare. Scrive la donna:

Da ultimo una nuova legge, in nome della “libertà” e dell’ “uguaglianza”, renderà più difficile proteggere i ragazzini dai pedofili. Infatti, è stata abbassata l’età in cui si può dare il consenso a rapporti di sesso anale dai 18 ai 16 anni di età. È una questione di “uguaglianza”, secondo il ministro della Giustizia Jody Wilson-Raybould, dal momento che l’età del consenso per il sesso eterosessuale è 16 anni.

E se l'organizzazione di Brandi pare ignorare che in Italia l'età del consenso di è 14 anni o come in Vaticano scenda sino a soli 12 anni, l'allarmismo delle sue affermazioni pare voler far leva sull'ignoranza dei suoi lettori. Il tutto, peraltro, rievocando l'ombra della pedofilia anche se l'abbassamento dell'età non cambia il divieto al sesso coi minori, semplicemente non manda in galera due sedicenni che dovessero fare sesso tra di loro.

Ma dato che a ProVita pare piaccia molto rendersi ridicola e raccontare teorie strampalate, l'articolo prosegue imperterrito nel tentativo di creare quei distinguo tra etero e gay che paiono l'essenza della loro ideologia. Afferma l'associazione:

Un altro esempio di “uguaglianza”, finta, stupida, bislacca e ingiusta: la penetrazione anale comporta rischi molto diversi rispetto a sesso vaginale. E chiunque sa e vede –perché il reale si vede– che un ragazzo, a 16 anni è molto meno uomo di quanto una sedicenne sia già donna, anche da un punto di vista psichico, ma soprattutto dal punto di vista fisico. Inoltre il sesso anale comporta maggiori (molto, molto maggiori) rischi di traumi fisici, e maggiori rischi di sviluppare il cancro anale. Per non parlare dell’AIDS e di tante altre malattie sessualmente trasmissibili, di cui proprio dal Canada arrivano dati statistici allarmanti.
Sotto la pressione della comunità LGBT, Justin Trudeau, il primo ministro canadese, ignora questi rischi, ed assume immediatamente la posizione politicamente corretta che richiede la lobby omosessualista.

Se ormai parole come "omosessualista" o "lobby" vengono da loro usate quotidianamente per creare paura e odio contro interi gruppi sociali, pare ridicolo il tentativo di giutificare la propria omofobia sostenendo che sia per "il bene dei bambini" che si vuole vietare loro di poter avere rapporti sessuali che non siano strettamente eterosessuali.
Immancabili sono anche i soliti riferimenti all'Aids, come sempre bittati lì per nutrire il pregiudizio e cercare di alimentare la paura verso i gay (da loro descritti con insistenza come una sorta di untori). Peccato che, dati alla mano, il pregiudizio che l'organizzazione di Brandi sta promuovendo risulta una tra le cause primarie dei contagi, dato che lo stigma e la paura contribuiscono in maniera sensibile a ridurre i controlli con l'ovvia conseguenza di un aumento dei rischi.

Immancabile è poi lo sfruttamento politico e partitico di tutto ciò che la Poleggi ha illustrato nel suo articolo, ovviamente ancora una volta sfruttato per sostenere che solo le destre possano garantire la discriminazione e la persecuzione di quei gay che loro vorrebbero veder discriminati per legge sin dalla preadolescenza. Scrive la Poleggi:

Anche i Radicali nostrani si sono sempre battuti contro le norme che impongono una certa età (maturità) per dare legalmente il consenso: non solo riguardo ai rapporti sessuali, ma anche riguardo alla conclusione dei contratti in generale.
Ignorano –o fanno finta di ignorare– tutti costoro che le norme che declinano le diverse incapacità legali sono norme dettate solo ed esclusivamente nell’interesse dei soggetti interessati. È facile per gli approfittatori senza scrupoli estorcere o carpire il consenso di persone adulte non abbastanza smaliziate. Non solo in campo sessuale, ma in genere –ripetiamo– anche in ambito contrattuale. E’ ancor più facile indurre al “consenso” i bambini e i soggetti più giovani. È così. È un dato evidente, da che mondo è mondo, sotto gli occhi di tutti.
Ma –si sa– certa gente non vede (o non vuol vedere) la realtà: è votata all’ideologia radical-chic, libertaria, relativista e nichilista che pretende di rendere tutti liberi di far tutto.
Nel campo dei rapporti sessuali, dà mano libera ai vecchi pedofili che amano la carne fresca. Uomini maturi che, “siccome c’è il consenso”, potranno soddisfare impunemente le loro bramosie di sesso ai danni dei ragazzetti. E non venitemi a dire che “love is love”.

In realtà la quasi totalità delle affermazioni pare basarsi su un misto di ignoranza e di malafede, con teorie che paiono assai distanti dalla verità dei fatti. Andrebbe ricordato in Canada l'età legale del consenso era di 14 ed è stata elevata a 16 anni solo nel 2008 e dunque se i "rischi" da loro descritti sarebbero dovute essere una realtà del passato se solo fossero veri, peccato che pare non sia così. E strumentale pare anche il supporto offerto ad un divieto verso qualunque forma di rapporto non vaginale, evidentemente a loro gradito perché aumentava il privilegio dell'essere eterosessuali (il tutto, peraltro, facendo finta di non sapere che a preoccupare dovrebbe essere soprattutto come tutti quei ragazzi possano potenzialmente ingravidare la partner se esclusi da una sana educazione sessuale e dall'impiego di anticoncezionali così come vorrebbe ProVita).
Tra il 2008 e il 2014, nel solo Ontario sono state ben 22 le persone accusate di aver avuto rapporti anali e tutte loro avrebbero avuto conseguenze se avessero vissuto in Italia o, ancor meglio, in quel Vaticano dove tutto è legale già a 12 anni.
3 commenti