Record di omicidi a Città del Messico: la comunità trans annulla la sua festa in segno di protesta



Città del Messico, recentemente invasa da una violenta marcia anti-gay sponsorizzata dal Vaticano, detiene il triste premiato come città in cui si è registrato il record di attacchi contro le persone lgbt. Ad oggi sono stati documentati ben 1.310 omicidi di odio nei confronti della popolazione LGBT, così come negli ultimi vent'anni ben 36 dei 256 omicidi di persone transgender avvenuti nel Paese si sono verificati proprio nella capitale. Il pestaggio, l'accoltellamento e il soffocamento sono i tre metodi più utilizzati per gli omicidi, mentre la fascia più colpita risulta quella tra i 18 e i 39 anni d'età. È questo il motivo per cui, in segno di protesta, il 13 novembre la comunità trans ha deciso di non celebrare la loro giornata internazionale.
Secondo un rapporto redatto dal COPRED, il 74,9% delle persone transgender ha subito discriminazioni sul lavoro o nella fornitura di assistenza sanitaria. In particolar modo pare influisca molto la difficoltà nel poter modificare il proprio genere sui documenti ufficiali, esponendo le vittime ad una facile identificazione da perte dei loro carnefici.
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