Riccardo Cascioli: «Ai ragazzi gay dico che sono sbagliati e che devono farsi curare»



Cresce il connubio tra le frange più integraliste di quei movimenti politici che usano Dio e l'odio quale mezzo di promozione di un nuovo fascismo. Ed è così che l'associazione ProVita (che praticamente è un sinonimo di Forza Nuova) ha intervistato il direttore de La Nuova Bussola Quotidiana (anti-europeista legato a Comunione e Liberazione) per usare ancora una volta il pregiudizio come forma di propaganda politica atta a raggiungere i loro scopi.
In un articolo, firmato dalla solita Francesca Romana Poleggi, si parte con la solida lode di chi fa figli ed è eterosessuale, quasi come segno di smacco contro quelle famiglie a cui loro negano pari dignità, riservando termini scritto fra violette a sanguinosi attacchi. Si tratta di un passaggio non irrilevante a forte di un'organizzazione che sta cercando di ridefinire il termine "famiglia" in una chiave discriminatoria, al pari di come il nazismo fece il nazismo per giustificare lo sterminio degli ebrei.

Si passa poi a lodare l'ultra-integralista per aver collaborato con Avvenire, Radio Vaticana, Radio Maria e Studi Cattolici, arrivando poi a raccontare come il poveretto non può neppure riversare odio contro i gay senza «esser presi di mira da piccoli blog isterici , violenti e menzogneri, dediti alla propaganda omosessualista».
Come ogni propaganda, l'obiettivo primario è togliere credibilità a chiunque osi dissentire dal loro pensiero unico ed è sempre in quell'ottica che si parte dal presupporre che chiunque osi contestare l'opinione di Cascioli menta a priori e che metano tutti quei giornali che non indicano l'omosessualità come un grave patologia meritevole di persecuzione ed oppressione da parte di sedicenti "cristiani" che si nutrono di morte a fini politici. La Poleggi passa così a sostenere che «la NBQ è un ottimo mezzo di informazione» e sostiene che il suo direttore stia compiendo «un sacrificio eroico» nel cercare di creare odio contro interi gruppi sociali. La Poleggi paragona poi Cascioli a «un Orazio solo contro l’Etruria tutta» e lo propina come uomo che «non si scoraggia di fronte al dilagare imponente della “cultura della morte” e della menzogna che domina nei potenti mass media».
Ovviamente va ricordato che nel gergodell'integralismo, la «cultura della morte» si riferisce ad una società in cui le minoranze non vengono oppresse o in cui c'è chi può vivere vite che lei disprezza senza che il suo odio venga tramutato in una condanna di morte. Non a caso lei parla di «omosessualismo» partendo dal suo sostenere sia un'ideologia il fatto di sostenere che i gay non siano malati mentali immeritevoli di poter vivere la loro vita.

Concluso il processo di santificazione di tutto ciò che è integralista, la Poleggi inizia a lamentarsi di una Chiesa Cattolica che non è violenta quanto lei la vorrebbe, qiuuasi a voler sottintendere che se in Italia ci fosse Putin e i suoi patriarchi, allora sé che finalmente i gay sarebbero oppressi come si deve. E dinnanzi ad una integralista che si lamenta perché «nel mondo cattolico si parla sempre meno di valori non negoziabili», Cascioli parte con il sostenere che la sua posizione personale debba essere vista come un dogma di fede incontestabile:

Mi permetta di correggerla: sono princìpi non negoziabili e non valori. È una differenza molto importante. Se fossero valori avrebbe ragione chi sostiene che tutti i valori sono uguali e quindi non si può dire che uno sia più importante dell’altro. Invece i princìpi sono il fondamento di ogni ordine sociale, sono quei princìpi senza i quali tutti i valori conseguenti crollerebbero. Vita, famiglia, libertà di educazione, sono le fondamenta di una società. Se si minacciano queste fondamenta viene giù tutto l’edificio sociale, come sta in effetti accadendo all’Europa. È come per una casa: certo che sono importantissime porte e finestre, e ovviamente anche i muri divisori interni, ma senza fondamenta anche la casa più bella esteticamente è destinata alla rovina. Però ha ragione quando dice che questa semplice verità, che è una legge naturale, oggi è disconosciuta anche nella Chiesa. E questo è un dramma, perché indica che anche nella Chiesa c’è un certo disorientamento. È la conseguenza anche dell’abbandono di una catechesi sulla Creazione, perché certi princìpi sono collegati direttamente al progetto originale di Dio sull’uomo. Dobbiamo renderci conto che bisogna ricominciare dalle fondamenta, dall’Abc, a tutti noi è chiesto di “rendere ragione della speranza che è in noi” e non mollare mai neanche un centimetro sulla verità.

Immancabile è una domanda della Poleggi riguardo alla sua ossessione contro i gay. La donna chiede: «Cosa direbbe a un ragazzo omosessuale oggi? E a un attivista gay?» Pronta la risposta di Cascioli:

Non c’è una risposta standard, partirei dalla persona che ho davanti, la verità passa sempre da un rapporto umano. Ma mi hanno molto colpito alcune testimonianze di persone che erano omosessuali e a un certo punto hanno fatto un percorso per recuperare la propria identità eterosessuale: tutti rammaricati perché per lungo tempo non hanno mai trovato nessuno che almeno dicesse loro che c’era un’alternativa, la possibilità di un cammino per uscire dalla sofferenza dell’omosessualità. Ecco, credo sia importante anche saper dare questa semplice informazione, che ci sono professionisti e comunità che accolgono e sostengono in un cammino le persone con tendenza omosessuale che non si accontentano di chi dice loro che è tutto normale, che tutto va bene così.
Per quanto riguarda gli attivisti gay, che sono ben altra cosa rispetto alle persone con tendenze omosessuali, è ovviamente molto più difficile stabilire un rapporto, vista la carica ideologica che li caratterizza. Ma provare ad aprire un dialogo vero si può comunque e si deve sempre fare.

Insomma, Casicoli pare aver eletto Luca Di Tolve quale verità di fede che gli permette di poter dire che i gli vanno bene solo se odiano sé stessi e se cercano di uniformarsi a lui. L'uomo pare anche non curarsi di come ciò che lui promette non sia possibile e spesso le "terapie" da lui promosse possano portare alla morte chi ne viene sottoposto. Nel caso specifico di parla anche di minorenni, dato che in più occasioni Cascioli si scagliato contro le leggi statunitense che difendono i minori dall'odio dei loro genitori e dal fanatismo che li porta a chiedere ad un qualche "terapista cristiano" di poterli modificare secondo i loro desideri.

Ma è per ricordarci come tutto quell'odio abbia sempre fini politici, immancabile è il riferimento al referendum e ad un uso dell'isteria come metodo per orientare l'opinione dei loro seguaci. Domanda la Poleggi:

Da un punto di vista strettamente bioetico noi temiamo fortemente che se vincesse il sì al referendum scongelerebbero immediatamente la proposta di legalizzazione della cannabis , approverebbero a spron battuto l’adozione gay e una delle leggi in cantiere sull’educazione gender nelle scuole, magari obbligando gli insegnanti, anche contro i dettami della loro coscienza… e il MIUR emanerebbe subito le famose linee guida in questione (che ancora tiene chiuse con ritegno nei cassetti). E poi a gennaio l’eutanasia. Che ne pensa?

Ovviamente Cascioli risponde in linea con la propaganda integralista, asserendo:

Non è un timore, è una certezza. Si può sbagliare sui tempi di approvazione ma non sulla volontà che c’è di approvare tutti questi provvedimenti il più in fretta possibile.
Perciò, coraggio, andiamo a votare (il quorum non serve!) e andiamo a votare NO.

Come ultima nota, la Poleggi sentenzia:

Ringraziamo Cascioli per le sue parole come sempre limpide e ragionevoli e gli auguriamo “buon cammino” sulla Via della Verità e dell Vita che da tempo ha intrepreso.

Interessante è anche come l'integralismo continui a volersi appropriare sempre più spesso di parole come "Vita" o "verità" sostenendo che loro abbiano il diritto di poter sostenere che la loro mentalità dell'odio debba essere presa come una verità di fede dato che sarebbe Dio a sostenere che la signora Poleggi e che il signor Cascioli siano "superiori" agli altri e "più meritevoli" di maggiori diritti civili sulla base di ciò che loro dicono di sé stessi, un po' come i nazisti fecero nel teorizzare la loro razza ariana. Ma fa anche riflettere come nel 2016 ci sia gente che possa ancora cercare di ottenere un guadagni personale dall'andare in giro a dire che i gay sono "malati" e che la sua sessualità fonte di privilegi e di diritti esclusivi (tanto poi a pagarne le conseguenze saranno gli adolescenti a cui loro distruggeranno la vita o quei bambini a cui loro impediranno di poter avere una famiglia).
3 commenti