Riccardo Cascioli attacca i vescovi: «I gay non vanno ascoltati, vanno condannati e curati a propri»



La Nuova Bussola Quotidiane è un sito basato sullo sfruttamento della religione a fini politici, all'interno di quella loto costante promozione dell'odio finalizzata alla promozione di un nuovo neofascismo. Nelle loro mani Dio è un'ama di offesa, utile solo a vomitare odio contro tutte le minoranze. Nota è anche la loro avversione contro una Chiesa da loro ritenuta troppo accogliente dinnanzi al totalitarismo oscurantista a cui loro ambiscono, distante da quel "sogno cristiano" rappresentato da una Russia dove i preti benedicono le bombe che verranno scagliate su donne e bambini o dove la curia diede in parlamento e crea leggi che discriminano qualunque minoranza.
Tutto questo viene chiaramente espresso nell'ennesimo articolo di promozione all'intolleranza firmato dal loro direttore, Riccardo Cascioli, che viene introdotto con titolo "I vescovi italiani non hanno dubbi: gli attivisti gay entrano nei piani pastorali".

Con la sua solita ferocia e violenza, l'ultra-integralista attacca:

Se sulla esortazione apostolica Amoris Laetitia quattro cardinali hanno espresso cinque “Dubia” (dubbi), vale a dire delle domande di chiarimento che vanno al cuore della fede cattolica, chi non ha assolutamente dubbi è la CEI, la Conferenza episcopale italiana. Lo scorso fine settimana ha radunato ad Assisi oltre 500 responsabili diocesani di pastorale familiare per riflettere sulla Amoris Laetitia e individuare le linee pastorali in materia. In realtà per i convenuti c’era ben poco da riflettere, solo prendere atto di ciò che i responsabili Cei avevano già deciso. E dietro tanti discorsi fumosi – così almeno appaiono dal resoconto della tre giorni pubblicato ieri da Avvenire – è chiaro che gli obiettivi sono due, i soliti: comunione ai divorziati risposati e promozione dell’omosessualità.

Interessante è osservare come Cascioli sostenga che il solo fatto di aver ascoltato la testimonianza di un gay rappresenti una fantomatica «promozione» dell'omosessualità, in quella chiave in cui appare chiaro che la sua volontà sia quella di negare il diritto stesso all'esistenza di chi ha un orientamento sessuale naturale diverso dal suo. Ma in fondo di si sa che per raccogliere odio bisogna seminare odio.
Dopo aver insultato i relatori e sostenuto che i divorziati non debbano assolutamente poter ricevere accoglienza da parte della Chiesa, si arriva al nocciolo della questione con il solito attacco ai gay:

Ma la questione più scottante riguarda l’omosessualità, ovvero la presentazione di testimonianze e linee pastorali di accoglienza che vanno nella esclusiva direzione dell’accettazione non delle singole persone, ma dell’omosessualità come tale, vissuta in realtà di coppia. E guarda caso a fare da mattatore insieme ad altri “testimoni” c’era ancora quel padre Pino Piva, gesuita, già protagonista di una trasmissione alcuni mesi fa su Tv2000 che aveva scandalizzato molte persone per i suoi contenuti sfacciatamente pro-omosessualità e a favore di relazioni omosessuali di coppia. Qualcuno, benevolo o ingenuo, aveva detto che quel programma all’insegna di «l’importante è l’amore» era probabilmente un incidente, un errore di qualche redattore poco avvertito. Balle, il convegno CEI di Assisi dimostra che la strada che si vuole percorrere è proprio quella di legittimare i rapporti omosessuali come tali, una semplice variante della natura umana. E del resto, non è lo stesso Avvenire che per mesi – discutendo la legge Cirinnà – ha chiesto il riconoscimento delle unioni omosessuali basta che non siano parificate alla famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna?

Anche in questo caso l'insulto è l'unica chiave che Cascioli pare conoscere per seminare disprezzo contro chiunque osi pensarla diversamente da lui, sputando sentenze di condanna contro chiunque osi anche solo pensare che Dio possa essere amore e non uno strumento politico a disposizione della sua organizzazione propagandistica.
Ma l'attacco più feroce di Casicoli è contenuto nel proseguo, laddove l'uomo si spinge a sostenere che i gay non debbano assolutamente essere accolti a meno che non si prostrino dinnanzi a lui e gli chiedano in ginocchio di poter diventare a sua immagine e somiglianza. Lui non tollera che un gay possa vivere felice ed esige che i genitori sbattano i propri figli adolescenti in quei gruppi di tortura psicologica che costantemente vengono promossi dal suo sito. Il tutto nella più totale noncuranza di come sia scientificamente provata la pericolosità di quelle violenze, spesso possibile causa di suicidi e di intere vite spezzate nel nome del suo pregiudizio e del suo disprezzo verso la vita altrui. Scrive Cascioli:

Sia ben chiaro: qui non è in discussione l’accoglienza per la persona con tendenze omosessuali, che nella Chiesa – checché ne dica Avvenire e qualche papavero CEI – c’è sempre stata (chiedere ai tanti preti che passano ore e ore in confessionale). Ciò che prima non era accettata come normale e proponibile è l’omosessualità in quanto tale. E invece oggi è proprio questo che sta proponendo la CEI, e in tante diocesi ormai c’è una pastorale che consiste nell’incoraggiamento della associazioni Lgbt cristiane, che poi chiamano accompagnamento. Ma in questo modo si fa solo attivismo gay, non certo il bene delle persone con tendenze omosessuali. Tanto è vero che la CEI emargina e boicotta quelle esperienze di accompagnamento –vedi Courage o l’Associazione Lot di Luca di Tolve– che propongono percorsi che partono dal riconoscimento della sofferenza insita nella condizione di omosessualità, in sintonia con quanto anche si trova nel Catechismo. Ma figurarsi se di questi tempi può essere proponibile il Catechismo: direbbe monsignor Paglia che «non siamo più schiavi della legge».

E dinnanzi a tale parole è bene ribadire ancora una volta come la comunità scientifica non abbia mai trovato prove che attestino l'efficacia di queste pratiche violente ma, al contrario, ne abbia documentano l'inefficacia e la pericolosità morale. E difficilmente potrebbe essere diversamente dato che basterebbe anche solo documentarsi sulle fesserie che Di Tolve insegna durante i suoi convegni per osservare come si sia dinnanzi a chi sfrutta la debolezza altrui per arricchirsi e danneggiare irrimediabilmente la loro vita. E lo stessi si potrebbe dire di quei sedicenti "cristiani" che ostentano a loro vita sessuale nel sostenere che gli altri debbano dedicarsi all'assoluta castità come unica forma che li possa far accettare dalla loro gente.
Ma al di là del constatare come l'odio di Cascioli paia rappresentare una seria minaccia per la vita stessa di numerosi adolescenti gay, interessante sarebbe anche il tentare di capire perché sia così spaventato all'idea che i vescovi possano ascoltare la testimonianza di alcuni gay al posto di giudicarli e condannarli sulla base del mero pregiudizio. Non sarà che sa bene che a conoscenza del tema renderebbe inammissibili e anticristiane le sue posizioni?

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Nella foto: Roberto Cascioli e Luca di Tolve durante un convegno organizzato dalla Nuova Bussola Quotidiana in un istituto scolastico cattolico di Monza.
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