Amato: «La Fedeli è una minaccia per i bambini perché mi contesta e non mi riconosce come massima rappresentanza dei cristiani»



Il protagonismo di Gianfranco Amato è noto quanto il suo abuso della credulità religiosa a fini politici. Ed è proprio unendo la sua superbia alla sua brama di potere che il leader integralista, già auto-dichiaratosi «generale dell'esercito dio Dio» si è ora auto-proclamato massima rappresentanza di Dio in terra. L'affondo è contenuto in un lungo e noioso articolo pubblicato sul suo sito[1], nel quale Gianfranco Amato si scaglia con inenarrabile violenza contro la Senatrice Fedeli. Ricorrendo al suo solito terrorismo, afferma:

Per la serie non c’è mai limite al peggio, tra le new entry troviamo Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, ça va sans dire esponente del PD. Beh, Valeria più che una ministrina riscaldata ci sembra un ministrone indigeribile. E’ un personaggio davvero sui generis: una che non crede alla “teoria gender” ma pretende di imporla a scuola attraverso un disegno di legge che porta il suo nome. Affidare il dicastero dell’Istruzione alla Fedeli è, per i nostri bambini, come mettere la volpe a guardia del pollaio.

Ma l'affondo più violento e intollerabile è contenuto nel passaggio in cui Amato attinge al suo proverbiale vittimismo per condannare chiunque osi contestare il suo pensiero unico:

Tra l’altro Valeria è una mia vecchia conoscenza. Quando nell’ottobre del 2015 feci una mia conferenza a Potenza Picena, i miei detrattori pensarono bene di contrattaccare organizzando qualche giorno dopo – per l’esattezza il 23 ottobre 2015 – un convegno con nientepopodimeno che la stessa vicepresidente del Senato, oggi Ministro dell’Istruzione. A quell’incontro, intitolato “Che genere d’educazione?”, oltre alla Fedeli quale ospite d’onore, erano presenti al tavolo dei relatori anche il senatore Mario Morgoni, Francesco Comi, Segretario regionale del PD Marche, l’avvocato Alessandra Perticarà, ed Enrico Garofolo, Segretario del PD di Potenza Picena nelle vesti di moderatore.
La senatrice Fedeli in quell’occasione non fu molto carina nei miei confronti. Mi rappresentò come una sorta di Ron Hubbard, il fondatore di Scientology, un manipolatore delle menti, un ciarlatano che parla di cose che non esistono come la famigerata “teoria gender” e il suo indottrinamento nelle scuole. Significativo il titolo usato daI quotidiano locale “Cronache Maceratesi” per l’articolo dedicato all’evento: Gender, la senatrice Fedeli: «Amato blocca i cervelli». La stessa senatrice ha poi ribadito nel suo intervento che la mia posizione «è minoritaria perché non rappresenta la maggioranza dei cattolici, e molte manifestazioni “No Gender” non sono supportate dalle principali associazioni cattoliche». Io non so a quale Chiesa cattolica la Fedeli si riferisse. Perché la Chiesa cattolica, apostolica, romana, in persona del suo massimo rappresentante, Papa Francesco, sulla teoria gender si è espressa eccome.

Insomma, Amato si propone come il veicolo che tramuta in opportunità di profitto le parole del Papa e che spergiura di rappresentare la massima autorità riguardo alla necessità di correggere l'errore di quel Dio incapace cher ha osato creare i gay anche se lui non li tollera. Una posizione che lo poterebbe in una posizione in cui si potrebbe tranquillamente sostenere che si stia auto-proclamando migliore di Dio, dato che lui saprebbe che i gay sono un errore mentre Dio sbaglia a non limitare le loro vite così come lui vorrebbe.
Interessante sarebbe anche comprendere perché si attribuisca una rappresentanza vaticana nonostante il Vaticano e la Conferenza Episcopale Italiana abbiano preso chiare distanze dall'ideologia che lui e i suoi amici di odio hanno manifestato durante il violento Family day. Chissà, forse anche loro sbagliano, così come sbaglia Dio e sbaglia la Fedeli dinnanzi all'infallibilità che lui si auto-attribuisce nei cuoi comizi in compaia di un cantante che dice di voler "difendere" i bambini anche se poi non ha mai versato ai bambini del Darfur quei fondi che diceva di aver raccolto per loro.

Ma dato che Amato ama attribuire presunti pensieri agli altri, è attraverso la mistificazione che contraddistingue i suoi comizi che si lancia nell'asserire:

Chissà se quando la neo ministra Fedeli incontrerà il Papa avrà il coraggio di dirgli in faccia che anche lui è un «ciarlatano che parla di cose inesistenti».

Ed ancora, sempre attribuendo fantasiosi significati alle parole, aggiunge:

Quello che Valeria non mi ha davvero perdonato, poi, è il fatto di aver accostato l’indottrinamento della teoria gender al nazismo. La neo ministra, però, è stata informata male, perché il copyright non è mio. E io lo chiarisco sempre nelle mie conferenze, giacché non è mio costume appropriarmi delle osservazioni intelligenti altrui. L’accostamento l’ha fatto il Papa. Nel suo viaggio di ritorno dalle Filippine, il 19 gennaio 2015, infatti, Francesco, rispondendo ad una domanda di Jan-Christoph Kitzler, giornalista della radio tedesca Ard, è tornato ancora una volta a parlare della teoria gender definendola «una colonizzazione ideologica» identica a quella praticata attraverso l’indottrinamento della «Gioventù Hitleriana» durante gli anni bui del regime nazionalsocialista del Terzo Reich. Vorrei essere una mosca quando il Papa e la Fedeli si incontreranno.

Pare inutile ricordare a Gianfranco Amato che la Fedeli probabilmente avrebbe molte cose da spiegare alo Papa, ma ciò non toglie che l'Italia è uno stato sovrano e che il pontefice è il capo di uno stato estero che non ha alcun diritto di infierire contro la Costituzione e contro i diritti civili si uno stato laico. Forse Amato di è dimenticato che il Papa ha condannato anche il divorzio e il gioco d'azzardo, eppure lui ha fondato un partito con un divorziato che promuove il gioco del poker... ma, si sa, lui preferisce ricordare solo ciò che gli fa comodo, magari candidandosi alle elezioni per promettere il respingimento dei migranti anche se il Papa ha invitato all'accoglienza. Già, sarebbe bello poter assistere all'incontro che Amato avrà con Dio, quando gli verrà chiesto contro dell'uso che ha fatto del suo nome per promuovere un sentimento anti-cristiano che rinnega il creato stesso per un proprio profitto.


Note:
  1. Il riferimento è al sito gianfrancoamato.it, nel quale il leader integralista parla in prima persona. A livello legale, però, il sito risulta intestato al fratello che non si assume la responsabilità di ciò che scrivono altri. È anche il soggetto giuridico che si occupa di profilare a fini commerciali gli utenti del sito.
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