Ancora una transgender uccisa in Italia. Primocanale la uccide due volte



Una transessuale di 34 anni è stata trovata morte nella sua abitazione di Genova. Non si esclude l'omicidio, anche non sarà facile stabilirlo prima dell'autopsia dato che il cadavere è stato rinvenuto in avanzato stato di decomposizione.
Ma ad uccidere Carolina una seconda volta è il sito del canale televisivo ligure Primo Canale, che pubblica un agghiacciante articolo che parla di "Trans morto in una pozza di sangue" a cui aggiungono poi una didascalia in cui asserisce che "Un uomo di 34 anni è stato trovato morto".
L'articolo prosegue poi solo ed equivalentemente con riferimenti al maschile. Dicono che "non è ancora possibile stabilire se l'uomo è stato ucciso" e scrivono fra virolette il suo nome da donna preferendo pubblicare quello al maschile.
L'indignazione dei telespettatori non si è fatta attendere e fra i commenti c'è chi precisa: "Incredibile la disinformazione sulla morte di Carolina: una donna transessuale NON è un uomo. Per caso avete preso il tesserino di giornalisti nel Dash?". Qualcun altro aggiunge: "Morta per la seconda volta per colpa della grande ignoranza e noncuranza di chi ha redatto l'articolo! Siete vergognosi, inqualificabili!". Ed ancora: "Ma cosa vi costa un po' di rispetto per una persona morta. Perché svilirla a tal punto da rinnegare ripetutamente e volutamente quello che questa persona ha desiderato essere: una donna!", "Che informazione scorretta e priva di rispetto. Povera ragazza... siete da denuncia!" e "Non c'è da stupirsi, l'ignoranza qui sfiora il dileggio, il disprezzo, nemmeno dopo esser stata uccisa e umiliata in casa questa donna si merita il rispetto che merita e che scontato dovrebbe essere. La vera domanda da farci è fino a quando? Fino a quando tollereremo tutto ciò, in fondo anche noi chiuse nel silenzio e oblio di queste tastiere. Quello che scrivo, come lo scrivono, la tv stanno costruendo un immagine di noi, un lessico, un linguaggio che non esito a dire omicida, ci uccide ed isola ogni giorno! siamo un terreno di libero esercizio del dileggio, della menzogna nella volgarità".
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