Don Gabriele Mangiarotti contro la Bignardi: «Quello dei gay non è amore, è merda»



Per timore che il loro status quo potesse essere messo in discusssione, furono gli intolleranti a mettere a morte Gesù così come oggi sono sempre loro a credere che la strenua difesa la loro convinzione di essere migliori possa giustificare la persecuzione e la morte altrui. Il prossimo non merita rispetto ma è uno strumento con cui compiacere il proprio ego nell'emanare costanti giudizi e condanne verso chiunque osi essere o pensarla diversamente. E se qualcuno oserà controbattere, basterà citare a casaccio una presunta "libertà religiosa" per sostenere che sia Dio a legittimare tutto quell'odio.
Se appare ovvio che tale atteggiamento non abbia nulla di cristiano, è l'ultra-integralista Mario Adinolfi a porsi come capofila di quel movimento violento che inneggia a tale ideologia quale massima espressione di un falso cristianesimo. La loro premessa è semplice: dato che evidentemente Gesù era un idiota che si è dimenticato di condannare l'omosessualità, quel grandissimo cristiano di Adinolfi ha pensato bene di sostituirsi a lui e per emettere sentenze di morte contro un intero gruppo sociale (peraltro non senza un beneficio del suo conto in banca, dato che quella promozione all'odio ha un prezzo di copertina).

Nelle scorse ora Adinolfi è riuscito a ottenere un po' di pubblicità gratuita nel vomitare condanne etiche e morali contro un programma televisivo che ha osato riconoscere dignità a quelle famiglie che risultano da tempo vittima della sua incessante persecuzione. E se un gesto tanto blasfemo pare commentarsi da sé, a creare ulteriore preoccupazione è come dei sedicenti sacerdoti si siano messi a inneggiare alle sue teorie riguardo ad una nuova razza ariana basata sulla penetrazione vaginale di una donna che deve rigorosamente essere sottomessa all'uomo (altrimenti Adinolfi inizierà a sbraitare che quello è "gender" dato che la pari dignità non è cosa a lui gradita). Tra loro c'è anche Don Gabriele Magiarorri, un sacerdote legato a Cultura Cattolca, che è stato capace di pubblicare ripetutamente e insistentemente un messaggio volto a sostenere che l'amore dei gay non sia amore ma merda. Il tutto con tanto di vergognose vignette in cui le unioni civili mostrare come una pioggia di fumante merda:





Nell'immagine scelta dal sacerdote per il suo cristianissimo profilo c'è il simbolo con cui l'integralismo ama ostentare la loro convinzione nel proclamarsi «cristiani perseguitati» dato che il loro dirsi "cristiani" non è ritenuto sufficiente a permettergli di togliere il diritto alla vita di chiunque e neppure di poter imporre le loro idee agli altri. In pratica, il fatto che non possano agire liberamente al pari dell'Isis li fa sentire perseguitati, dato che i miliziani possono gettare i gay dai tetti e lapidare le donne adultere mentre quel divertimento viene loro negato (pensate a quel povero Adinolfi che si doveva accontentare di minacciare la chiusura ogni luogo di ritrovo potesse rendere migliore la qualità di vita delle sue vittime preferite, senza neppure prenderle a calci mentre gli si calpestava la loro dignità umana).
Per dovere di cronaca va ricordato che, nonostante tali violenze vengano perpetrate nel nome di Dio, è doveroso ricondurle alla loro vera natura: un'ideologia legata al nome di don Gabriele e di Mario Adinolfi e non certo a quel dio che è vittima di continue profanazioni ogni qualvolta li si vede affannati nel cercare di appropriarsi dei simboli cristiani per attribuirgli la loro ideologia.

A sottolineare l'ideologia di estrema destra del "sacerdote" anche i messaggio in cui viene promossa l'intolleranza verso i migranti con il suo dare visibilità a sostenere che i rifugiati siano terroristi o con il suo voler celebrare il Santo Natale con un'ode a Don Pusceddu e al suo sostenere che i gay meritino la morte. Naturalmente non mancano offese contro il ministro Fedeli o inquietanti paralleli tra cristiani e ariani.
Ma se ovviamente non ci deve stupore se qualche prete evidentemente non ha il dono della fede e agisce per convenienza politica a danno del progetto di Dio, c'è da domandarsi quando la procura si attiverà nel fare qualche domanda ad un Adinolfi che in pochi mesi ha spinto la sua gente a passare dal dirsi in disaccordo sul fatto che i gay potessero avere i loro stessi diritti al definire i gay delle «merde fumanti».
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