Anddos presenta le sue iniziative per il 2017



È nel presentare le iniziative in programma per il 2017 che l'associazione nazionale Anddos spiega come la lotta alle discriminazioni debba passare anche attraverso la cultura e l'informazione. La promozione di una una cultura della diversità, l'abbattimento dei pregiudizi e la difesa dei diritti devono essere ritenuti un obiettivo primario.
Fondata nel 2012, l'Anddos è attiva in 15 regioni e 22 province con oltre settanta circoli affiliati, la cui finalità è quella di costruire luoghi di incontro e di amicizia (oltre che posti sicuri contro le violenze), organizzare iniziative, servizi gratuiti, attività culturali, ludiche, turistiche e ricreative. «I nostri associati possono sperimentare e vivere l'appartenenza non solo alla comunità Lgbti ma integrandosi con la società tutta –spiega il presidente nazionale Mario Marco Canale– nei nostri circoli i soci e le socie possono ricevere ed offrire solidarietà reciproca, trovare insieme risposte a bisogni specifici con i nostri specialisti volontari, al fine di favorire l’autonomia e la piena inclusione nel contesto sociale nel quale vivono, proprio per evitare il rischio di isolamento e di marginalità sociale. Cultura, sensibilità, rispetto, educazione alle differenze, desiderio di conoscere, integrazione, valorizzazione delle diversità, sono le armi migliori per combattere i pregiudizi».
«Ma nei nostri circoli l’attenzione è mirata alla prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili –tiene a precisare Stefano D’Agnese responsabile dei progetti sanitari- ogni anno distribuiamo gratuitamente un milione di preservativi oltre ad effettuare quasi quattromila test salivari Hiv, garantendo l’assistenza di medici volontari ai nostri associati».

Il portale di assistenza diretta One Question (una piattaforma online in cui è possibile rivolgere anche in anonimato domande su tematiche come sesso, salute e aspetti legali), i Centri Ascolto e Antiviolenza, attivi anche attraverso il numero verde 800864630 e la linea whatsapp 329-5868690, sono stati il punto di forza dell’associazione in questi ultimi anni per aver offerto gratuitamente assistenza psicologica, medica, legale. «I nostri centri –spiega lo psicologo Tullio Bonelli– rappresentano il primo presidio specializzato in un approccio globale al disagio personale legato alle discriminazioni da orientamento sessuale e identità di genere. L'ascolto della persona è un ascolto empatico: la persona che entra nel nostro servizio dovrà uscirne con la certezza di aver trovato qualcuno che l'ha saputa ascoltare, in un luogo dove poter ri-organizzare il problema presentato e procedere verso una soluzione».
«C’è ancora una generalizzata disattenzione per i temi delle pari opportunità e del valore delle differenze -afferma il vice presidente nazionale Massimo Florio– l’obiettivo di una società aperta e pluralista, dove tutti hanno diritto di cittadinanza indipendentemente dal genere, dall’orientamento sessuale, dal colore della pelle, dall’età, dalla diversa abilità è uno dei traguardi che vuole perseguire la nostra associazione le cui radici di accoglienza ed inclusione sono profonde e dove la solidarietà e la coesione sociale hanno dato frutti importanti in termine di benessere e di sviluppo di tutta la comunità Lgbti, al fine di realizzare azioni educative volte a prevenire e contrastare la discriminazione in base all'orientamento sessuale, anche in considerazione del fatto che educare alla salute e all'affettività vuol dire soprattutto aiutare i ragazzi a gestire con serenità la propria identità di genere e la propria sessualità e a riconoscere dignità a tutte le espressioni della sessualità».
«Se gli stereotipi sono rappresentazioni e i pregiudizi atteggiamenti, la discriminazione è un comportamento –puntualizza l’editore Frank Semenzi– che porta a trattare con profonda ostilità quelle persone che vengono ritenute una minaccia se espressione di una diversità. Coloro che hanno forti pregiudizi negativi hanno più probabilità di commettere o legittimare atti di discriminazioni, perché spesso si affidano proprio agli stereotipi per giustificare i loro atteggiamenti e comportamenti aggressivi e violenti anche sotto il punto di vista psicologico».
«Il diritto antidiscriminatorio delinea un elenco di profili del discriminato, a volte ripetuti o menzionati diversamente, per definire la persona trattata in modo impari a causa della sua razza e origine etnica (d.lgs. n. 215/2003), religione, convinzioni personali, handicap, età, orientamento sessuale (d.lgs n. 216/2003), sesso (legge n. 125/1991), colore, ascendenza, origine nazionale, gruppo linguistico (d.lgs. n. 286/1998), stato di salute (art. 10 ex d.lgs. n. 276/2003) –chiarisce l’avvocato Antonio Bubici- in questi profili si celano svariate forme di diversità difficilmente delimitabili, ma tutte colpite da pregiudizi e stereotipi che favoriscono le discriminazioni. Obiettivo delle politiche e degli strumenti antidiscriminatori è quello di garantire l’eguaglianza sostanziale e non formale tra cittadini, per favorire l’inclusione e la coesione sociale attraverso la prevenzione, il monitoraggio e la rimozione delle cause che determinano le discriminazioni, ma anche attraverso la promozione di azioni positive che permettano ai soggetti più svantaggiati e a rischio di discriminazione di recuperare quel ritardo in termini di tutele che vivono rispetto alla società maggioritaria. Le discriminazioni spesso si realizzano con comportamenti e atteggiamenti subdoli, che possono cambiare solo attraverso una crescita culturale e civile che richiede purtroppo tempi lunghi».
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