Il centrodestra torna a fare un uso politico ed elettorale del Pirellone



Intorno alle 19 di venerdì 2 dicembre, sulla facciata del Pirellone le finestre del palazzo sono state illuminate sino a formare la parola «no» quale inequivocabile invito di voto in vista del referendum di domenica. Pare dunque che, ancora una volta, un palazzo regionale che dovrebbe rappresentare tutti i lombardi è stato sfruttato come un mezzo di propaganda dal centrodestra. E non è nemmeno la prima volta che la giunta di Roberto Maroni fa un uso politico del palazzo: tantissime furono le polemiche per la sua scelta di scriverci sopra la frase «Family day» quale evidente aggressione ai diritti dei gay, così come la Cappellinì uso il palazzo per sostenere che lei si sente perseguitata perché cristiana (e non perché la sua politica mette a rischio tutte quelle categorie sociali che risultano vittime della sua persecuzione).
Le finestre coinvolte nel messaggio elettorale ha coinvolto i piani compresi tra il 17° e 21°, ossia quelli assegnati a Lega Nord e Forza Italia. Eppure tutti dicono di non sapere nulla: Cattaneo dice che nessuno ha chiesto l'autorizzazione, così come Maroni dice di non saper chi abbia dato un'indicazione di voto che, guarda caso, è proprio quella del suo partito. probabilmente tra un po' inizieranno dire che forse sono i ragazzi delle pulizie ad essersi sbadatamente dimenticati accesi delle luci negli uffici...
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