Introvigne: «Il Papa dice che per escludere i gay bastano le "tendenze" anche in assenza di pratica»



È con i soliti toni vittimistici che contraddistinguono l'integralismo cattolico che Massimo Introvigne, l'ex reggente di Alleanza Cattolica, ha pubblicato un commento che sta spopolando fra i gruppi anti-gay di Facebook. In relazione alle nuove norme del Vaticano volte ad escludere i gay dal sacerdozio, l'uomo scrive:

Secondo me questa non la leggerete su molti giornali. È appena uscito un corposo documento vaticano (90 pagine) "Il Dono della vocazione presbiterale - Ratio Fundamentalis Institutionis Sacerdotalis" che costituisce la nuova Magna Carta vaticana sulle vocazioni, Al numero 199 si ribadisce che non devono essere "ammessi al Seminario o agli ordini sacri" coloro che "presentano tendenze omosessuali profondamente radicate", "sostengono la cultura gay" o "praticano l'omosessualità". Si noti che per essere esclusi dal seminario bastano le "tendenze", anche in assenza di "pratica". Leggere per credere, scaricando al fondo della pagina: ma un documento così lungo chi lo legge?

Sottolineato come non creda che un omofobo abbia la capacità di leggere testi che superino le poche righe (forse svelandoci perché Amato prediliga l'uso di slide decontestualizzate che presentano concetti complessi con poche parole opportunamente manipolate), Introvigne si lancia nel sostenere che il Papa abbia legittimato la possibilità di condannare i gay per la loro natura e non per le loro azioni. E se si persevera nello spacciare un orientamento sessuale per una «tendenza» in totale negazione della realtà ed in base ad un pregiudizio che grida vendetta al cospetto di Dio, ora l'integralismo non si accontenta più di sostenere che un gay possa essere accettato dai sedicenti "cristiani" solo se rifiuta sé stesso e se si adopererà per creare morte fra i propri fratelli come un Giorgio Ponte, ma lo si dovrà condannare come l'errore di un Dio incapace che ha ingenuamente creato anche l'omosessualità contro l'opinione dell'integralismo. Un integralismo che giorno dopo giorni ostenta la sua ideologia volta a sostenere che i gay non meritano alcun rispetto e dignità, perché incompatibili con la loro teorizzazione del nuovo uomo ariano che vede la sua massima espressione in individui come Gianfranco Amato, Mario Adinolfi e Toni Brandi.
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