La rivista russa Katehon consacra il contributo di Adinolfi alle mire politiche delle lobby neofasciste



Mario Adinolfi è al fianco delle lobby internazionali dell'odio in una strenua promozione dell'agenda geopolotica di Putin. Lo di evince chiaramente nel constatare come la rivista geopolitica russa Katehon, curata da Alex Komov per conto del magnate russo che finanziò l'invasione dell'Ucraina, lo citi nel pubblicare un articolo dal titolo "Al via da stasera su Rai Tre una spregiudicata operazione di indottrinamento gender. Adinolfi: È una vergogna di stato".
In quel quadro in cui la promozione dell'omofobia è lo strumento scelto dal Cremlino come strumento di promozione dei gruppi neofascisti europei, è rispondendo alle logiche di quell'ideologia che Adinolfi promuove l'idea che i gay non debbano poter avere rappresentanza mediatica a fronte di chi cita Dio per legittimare una violenta persecuzione ai loro danni.
Interessante è anche osservare come la rivista di Komov usi le testuali parole de Il Giornale quale firma di promozione dell'odio omofobico:

Le lobby gay non si fermano neanche a Natale. Da stasera, per cinque giorni consecutivi, Raitre trasmetterà il programma 'Stato Civile', condotto da Daria Bignardi alle 20,05 invece che al consueto orario delle 23.

E poi, dopo aver osannato l'ariano Adinolfi, si spingono a sostenere che l'amore dei gay sia un inulto ai distinguo promossi dall'ultra-integralista:

Adinolfi definisce tutto questo una "vergogna di Stato" e denuncia: "Non si fa indottrinamento gender a spese delle famiglie italiane nei giorni delle festività natalizie per offendere in maniera così provocatoria radici e sentimenti del popolo italiano per compiacere una piccola lobby di potenti e di amici degli amici".

Naturalmente pare che nella ricostruzione fornita nessuno osservi come Adinolfi abbia monopolizzato per mesi la televisione pubblica con la sua propaganda d'odio. Ma evidentemente Adinolfi si crede più meritevole non solo di diritti civili ma anche di visibilità mediatica, in quella sua crociata contro Dio e contro quei luridi gay che un Dio idiota ha sbagliato a creare contro il suo superiore pregiudizio. E se lui non li tollera, pare ovvio che quegli schifosi debbano essere privati dei loro diritti civili pur di compiacere il suo odio e il suo fatturato. Il tutto per il bene di PutinPutin e del conto corrente di un "uomo" che farebbe di tutto per cinque minuti di visibilità mediatico.
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