L'aggressione quotidiana dell'integralismo cattolico



L'aggressione quotidiana che i gay ricevono dall'integralismo cattolico, magari fomentato pure da patrocini comunali, sta raggiungendo livelli intollerabili. Sono ormai anni che personaggi come Brandi o Adinolfi stanno riportando l'Italia indietro di cinquant'anni, riaprendo assurdi discorsi sull'eventualità che l'omosessualità debba essere considerata una gravissima "malattia" mentale, così grave da allontanare alcune persone dalla perfezione "ariana" incarnata dai leader integralisti in virtù delle loro perversioni sessuali. Ma gli effetti di quella disinformazione ideologica si tramutano anche in una continua aggressione verso la dignità umana di migliaia di persone, spesso volentieri anche attraverso un blasfemo uso di simboli sacri di chi spera che basti citare il nome di Dio invano per ottenere impunità dinnanzi alla propria violenza.
Ed è così che in relazione ad un articolo in cui parlavamo si sedicenti "terapisti" che volevano "curare" l'omosessualità dei giovani di Hong Kong, tra i commenti troviamo chi viene a visitare un blog gay per scrivere:

Perché avete messo curare virgolettato? veramente credete che l'omosessualità non sia una malattia? si prega di non censurare altrimenti non ne nasce un confronto

E se il vittimismo adolfiniano si è diffuso come una virus tra persone che dicono di sentirsi discriminate se non si da voce al loro odio, ben presto questo signore ci spiega anche la "profondità" delle sua convinzioni:

Be ma se per te non è una turba psicologica quella di un uomo che ha un'erezione vedendo un culo peloso, quello da curare non sono certo io poi mi accusi di patologia omofoba quando la fobia cioè paura è un naturalissimo e normalissimo sentimento che provano tutti, ma proprio tutti, uomini ed animali a differenza dell'omosessualità che si riscontra in un ristrettissimo numero di individui, ciò a conferma che avanzare ipotesi di patologia mentale non significa essere in errore. E lo dico con grandissimo rispetto di chi soffre un disagio.

Insomma, ci troviamo sempre dinnanzi alla solita ossessione verso ciò che gli altri fanno nel proprio letto, con i soliti riferimenti al fatto che i gay sarebbero come degli animali solo perché non provano piacere sessuale dinnanzi ad una vagina.
Si osserva anche l'ignoranza di chi crede che l'omosessualità sia presente solo in poche persone, anche se la realtà è che l'omosessualità è da sempre stata presente in percentuali pressoché stabili e si riscontra anche in centinaia di specie diverse (contrariamente all'omofobia, presente solo nella razza umana). E se i numeri dovessero aver senso, allora anche noi dovremmo poter dire che lo 0,6% di voti raccolti da Adinolfi sia da ritenersi la priva di come la loro ideologia rappresenti una patologia? Certo, c'è chi dice che l'ossessione anti-gay di questa gente sia patologica, così come è stato rilevato come amino trarre piacere sessuale dei rapporti omosessuali, ma tutto questo si basa su assunti un po' più seri di una qualche statistica usata a proprio piacimento!
Interessante è anche osservare l'arroganza con cui gli integralisti amano posi agli altri, sempre e costantemente partendo dal presupposto che loro abbiano ragione a prescindere e che gli altri debbano portare loro delle prove sul perché abbiano diritto a vivere anche contro il loro volere. In uno stato che garantisce l'innocenza sino a prova contraria, appare una violenza anche giuridica il trovarsi dinnanzi a gente che usa il nome di Dio per sostenere che loro preferiscano sostenere che gli altri siano colpevoli sino a quando non li convinceranno del contrario. Peccato che non si capisce in che modo la loro opinione dovrebbe aver effetto sulla vita altrui, anche se purtroppo sappiamo bene quanto amino agitarsi e strillare per cercare di arrogarsi tale pretesa.

Ma è dinnanzi alle minacce di morte che l'integralismo ha volto contro Claudio Sona che un altro utente viene su un blog gay a lamentarsi ci come quei cattivoni dei i gay non permettano ai "cristiani" di poter sostenere che debbano essere trucidati in capi di sterminio. Scrive:

Vi scagliate contro chi disapprova l'oscena esibizione del vostro malessere illudendovi o cercando di illudervi che la causa della vostra infelicità provenga dall'esterno e non vi accorgete che la rabbia che vi divora è diretta conseguenza del male morale in cui vivete. Se "l'amore" che dite di voler vivere vi rendesse felici non schiumereste rabbia contro chi ricorda che non è lecito mettere sullo stesso piano il rapporto fra un uomo e una donna e altre forme di "espressione". Fatevene una ragione: il tarlo dell'insoddisfazione vi rode da dentro.

Chissà, forse si tratta di un errore di battitura e si stava parlando della gente che si è radunata al Family day per schiumare rabbia contro quelle famiglie verso cui provano così tanta invidia da non tollerare possano avere il loro stesso nome, probabilmente considerando una "minaccia" alla loro insoddisfazione e alla loro mediocrità l'ipotesi che due persone possano assumersi impegni di vita in base all'amore e non ad una convenienza o ad un passo che si è compito solo perché c'era gente che diceva che una zitella non avrebbe più potuto trovare marito se non si fosse accontentata dal primo che passa.
Eppure anche qui è difficile non osservare come si stiano vendendo le teorie di Toni Brandi, volte a sostenere che tutti i gay siano infelici e che è per il loro bene che lui e Adinofli dicono che non devono avere diritti e che non deve essere permesso loro di poter vivere liberamente la loro vita. Peccato che si torni sempre alla violenza di chi vuole imporre qualcosa alla vita altrui, in quella costante aggressione guidata e pilotata sempre dai soliti personaggi legati alle lobby internazionali dell'integralismo organizzato.
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