Malta ha vietato le cosiddette "terapie riparative" dell'omosessualità



Non si può "curare" ciò che non è una malattia, anche quando son i gruppi religiosi a cercare di patologizzare una naturale variante dell'orientamento sessuale umano al solo fine di alimentare il pregiudizio e trarre lauti profitti dal commercio di "terapie" inutili e spesso dannose.
A Malta tutto questo sarà solo storia: il Parlamento ha infatti approvato l'Affirmation of Sexual Orientation, Gender Identity, and Gender Expression Bill che prevede il divieto per i dottori di prescrivere le cosiddette "terapie di conversione". I trasgressori potranno essere condannati a 5 mesi di carcere e ad una multa che va dai 1.000 ai 5.000 euro.
Si tratta della prima nazione europea ad aver vietato per legge le cosiddette "terapie riparative" dell'omosessualità, ossia quelle barare pratiche che in Italia sono vietate dall'Ordine degli Psicologi ma che ancora vengono sponsorizzate e promosse da alcune realtà ultra-integraliste come La Nuova Bussola Quotidiana o l'associazione Provita Onlus.
Camera degli Psicologi maltese ha commentato: «Rifiutiamo apertamente ogni tipo di pratica di conversione, lesiva per le persone della nostra comunità. Non solo perché respinge un gruppo di persone sulla base di pregiudizi infondati e di una mancanza di tolleranza per la diversità, ma perché macchia il riconoscimento internazionale dei diritti LGBT. Come corpo di professionisti promuoviamo il rispetto e l’uguaglianza per tutte le persone, e siamo determinati a continuare a lavorare per assicurare ai nostri clienti terapie sicure».
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