Nel nome di Mario Adinolfi, Libero chiede che ai gay sia vietata la prima serata



È nel nome di Mario Adinolfi che le destre sono tornate ancora una volta ad attaccare la dignità umana dei gay per sostenere che le loro vite siano peccaminose, immeritevoli di esistere e intollerabili in televisione. Se i lettori de Il Giornale si sono dilettati a dire che i froci sono contro natura e che dare loro dignità sia un'offesa a chi adora la figa (venerata come un oggetto di culto sui giornali di destra), Libero si lancia nel sostenere che i gay non dovrebbero essere mostrati in prima serata. L'affondo è contenuto in un articolo dal titolo "Gay in prima serata: chi c'è dietro. Bignardi demolita, caos in Rai".

La premessa è che Mario Adinolfi debba poter andare in onda in prima serata e in fascia protetta per dire agli adolescenti gay che lui li reputa sbagliati e immeritevoli di vita. Lui deve poter dire loro che farà tutto ciò che potrà per cercare di impedire che qualcuno possa difenderli dal bullismo omofobico nelle  scuole, così come promuoverà una cultura in cui il solo fatto di esistere li possa esporre a rischi mortali. Non solo, dirà ai loro genitori che quei ragazzi devono essere rinchiusi in centri di tortura (anche a costo di spingerli al suicidio) e li minaccerà di cercare di indottrinare all'odio quanta più gente possibile per cercare di peggiorare la loro vita. Ad oggi gli studi scientifici mostrano che l'azione ideologica di Adinolfi e la violenza dei suoi seguaci tolgono circa 12 anni di vita ai gay in virtù dello stress che sono costretti a sopportare.
Tutto lecito secondo le destre e l'integralismo cattolico, ma se si racconterà la storia di amore tra due uomini, allora la loro ira inneggerà alla richiesta di censure e azioni violente che tolgano il diritto di espressione al prossimo prima che qualcuno possa mettere in discussione il loro pensiero unico.

L'articolo si premura infatti di parlare dell'opinione di Adinolfi come di una verità assoluta, spergiurando che i gay sono esseri inferiori e che sia giusto sostenere che non debbano avere pari diritti o un minimo di visibilità su quella televisione che anche loro pagano con le loro tasse:

Una "operazione televisiva di indottrinamento forzato che non ha precedenti nella storia della tv italiana". Mario Adinolfi, leader del Popolo della famiglia, attacca Daria Bignardi che da stasera 26 dicembre su Rai tre per cinque prime serate consecutive, conduce il programma Stato Civile, alle 20,05 anziché alle 23, ovvero "nell'orario di massimo ascolto", una trasmissione dedicata alle unioni gay in italia e alla "propaganda dell'omogenitorialità".
Adinolfi sottolinea come "nella storia del servizio pubblico radiotelevisivo pagato dai soldi di milioni di famiglie italiane, mai si era osato mandare per cinque prime serate consecutive in onda la stessa produzione esterna, prodotta dalla Panama Film di Francesco Siciliano, figlio dell'ex presidente della Rai e esponente del Pd, amico di Monica Cirinnà che già si è sbracciata per sostenere l'operazione voluta e pagata coi nostri soldi da Daria Bignardi". Il giornalista definisce la trasmissione una "vergogna di Stato". "Non si fa indottrinamento gender a spese delle famiglie italiane nei giorni delle festività natalizie per offendere in maniera così provocatoria radici e sentimenti del popolo italiano per compiacere una piccola lobby di potenti e di amici degli amici", affonda.
E lancia un appello: "Questa operazione senza precedenti deve essere immediatamente fermata e ci appelliamo al presidente della Rai Monica Maggioni quale garante del servizio pubblico radiotelevisivo e al consigliere del Cda Paolo Messa che se facesse ogni tanto sentire la sua voce potrebbe persino trovare un senso nella propria permanenza a viale Mazzini. Chiediamo inoltre trasparenza sui costi dell'operazione, visto che ci risulta che il minutaggio di Stato Civile sia stato pagato il triplo di minutaggi analoghi per progetti di seconda serata di Raitre.

Chissà, forse l'attacco alla Rai è uno stratagemma per promuovere l'omofobia di Salvini, ma innegabile è come nella storia sarà difficile non ricordare questo anni come un periodo in cui lo stato ha tollerato un nuovo nazismo solo perché qualche politico sperava di poter ottenere qualche voto sulla pelle di adolescenti innocenti che vengono ritenuti sacrificabili per il proprio tornaconto.
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