Nella Verona di Gandolfini si va in piazza contro i gay, ma non contro i preti che abusavano di bambini sordomuti



Nell'esaltare i pochi partecipanti che hanno aderito alla sua manifestazione di Verona, Massimo Gandolfini parla di «famiglie cattoliche» intenzionate a «difendere i bambini» attraverso una serie di rivendicazioni politiche. Si va dal voler togliere dignità ad alcune famiglie, all'impedire che i minori bisognosi possano trovare amore in una famiglia omogenitoriale, ovviamente passando per il contrasto ad una sana educazione al rispetto e all'esigere che alcuni minori siano privati da ogni tutela giuridica perché al loro movimento non piacciono i loro genitori.
Ma in quella contraddizione continua, in cui a sostenere che la famiglia debba basarsi solo sulla procreazione c'è una persona che non può procreare e che ha adottato tutti i suoi figli, andrebbe notato che forse quei «cattolici» avrebbero potuto «difendere» maggiormente i bambini se solo si fossero preoccupati di ciò che avveniva nelle loro comunità. Ma purtroppo pare quasi una costante una certa omertà verso tutto ciò che contempla i preti, in una ostentata ossessione per ciò che gli altri fanno tra le lenzuola.
La cronaca ci racconta così di bambini sordomuti che venivano abusati da alcuni preti in quel di Verona: Padre Corradi , 82 anni, e padre Corbacho, 56, sono ora stati arrestati in Argentina pon l'accusa di aver abusato sessualmente di decine di bambini sordomuti di un istituto a Lujàn de Cuyo, nella diocesi di Mendoza. Ma Corradi  ha lavorato per anni anche all'Istituto Provolo di Verona ed è qui che negli anni '80 venne denunciato una prima volta per abusi sessuali. Un suo un ex allievo, oggi sessantenne, raccontò di essere «stato sodomizzato e costretto ad avere rapporti sessuali da almeno quindi preti e fratelli».
Si ipotizza che il sacerdote possa aver corrotto alcune delle sue vittime per riuscire a scappare in Argentina, dove la Chiesa Cattolica avrebbe deciso di metterlo nelle condizioni di mietere altre vittime nonostante le denunce e le testimonianza raccolte. E di vittime ce ne sono state: si ritiene che i due abbiano violentato decine di bambini diversamente abili di età compresa tra i 10 e i 12 anni tra il 2005 e il 2009.
Ma a Verona si preferisce scendere in piazza contro le famiglie nel nome di fantomatiche «minacce gender». Si usano i bambini come strumento di propaganda politica e si sostiene di volerli «difendere» da un mondo in cui ci sia una maggiore eguaglianza sociale. Il tutto mentre si è taciuto su atti che hanno realmente danneggiato dei bambini, così come tarda ad arrivare una qualunque presa di posizione su quel don Inzoli che abusava di minorenni nei confessionali e poi riceveva strette di mano dal presidente Roberto Maroni mentre partecipava ai convegni di Adinolfi in «difesa» dei bambini. Bambini che forse sarebbero stati davvero difesi se si fosse contrastata quell'omertà che circondava il sacerdote, dove tutti sapevano ma nessuno parlava.
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