Provita sostiene che i gay non abbiano diritti umani



La progressiva intensificazione della campagna persecutoria messa in atto dall'associazione integralista Provita a danno di gay e lesbiche ci sta facendo prendere l'abitudine a subire la loro violenza, quasi come se fosse normale vivere in un mondo dove un gruppo che beneficia di un riconoscimento come "onlus" possa davvero avere il diritto di trascorrere le proprie giornate a insultare un gruppo sociale e ad alimentare odio verso di loro. Ogni singolo giorno dell'anno solo lì pronti a sostenere che l'Oms sia in errore perché il preferiscono credere al loro pregiudizio e ritenere i gay dei malati da "curare". Ci raccontano che fa bene Putin a far sentire soli ed emarginati i minorenni gay, sempre ammesso che non li si spinga all'autolesionismo attraverso i corsi di rieducazione che loro promuovono (e che spesso mietono vittime). Le loro pagine sono ricolme di articoli volti a sostenere che i gay debbano essere visti come una minaccia per la società, un pericolo per la salute pubblica ed un problema economico, così come spergiurano che la tolleranza debba essere disprezzata perché Brandi si dice certo che un bambino cresca bene solo se gli si dirà che i suoi genitori non lo ameranno mai se oserà essere diverso da come Brandi dice debba essere.

In tale scenario, la loro nuova frontiera è un attacco ai diritti umani, ossia a quell'ostacolo che si intrappolane tra il loro desiderio di potere politico e il diritto delle persone che potrebbero osare vivere secondo la legge di diritto e non secondo i loro diktat discriminatori. In più occasione l'organizzazione di Brandi ha già chiarito come la loro ideologia li pori a sostenere che la "libertà religiosa" non incachi il diritto a poter vivere la propria vita secondo le proprie convinzioni, ma debba essere un lasciapassare che permetta di imporre il proprio credo agli altri (e mai come nel loro caso, inneggiando anche a messaggi che paiono l'antitesi del cristianesimo). Ed è dunque nel tantativo di sostenere che i gay non debbano godere di diritti umani, un recente articolo afferma che:

A Paxton, in Illinois, la Gaystapo, cioè la Commissione per i diritti umani, ha ordinato a un imprenditore di pagare a due omosessuali 30.000 dollari di risarcimento danni per aver rifiutato di ospitare il loro “matrimonio” gay nella sua struttura recettiva. La Commissione ha rifiutato di esaminare il ricorso presentato da Jim Walder, proprietario del Timber Creek Bed and Breakfast.

La premessa è sempre la stessa: si dice che i diritti umani siano un fastidio per chi sostiene che alunne persone debbano essere ritenute superiori ad altre, così come non manca mai un uso delle virgolette atto a togliere dignità alle parole che si riferiscono alle loro vittime.
Si passa così a sostenere che chiunque citi Dio debba poter danneggiare in maniera materiale i gay (anche se, ovviamente, presuppongano che non debba assolutamente poter avvenire il contrario o inizierebbero a parlare di "eterofobia" o di "cristianofobia" così come sono soliti fare ogni qualvolta sostengono che un gay abbia leso il loro diritto all'odio) ed aggiungono:

Oltre ai 30,000 dollari per risarcire lo stress emotivo causato alla coppia, Walder dovrà pagarne più di 50.000 in spese legali. Del resto la Commissione è composta in maggioranza da attivisti gay (altrimenti non sarebbe Gaystapo…).
Il piccolo imprenditore ha dichiarato che presenterà ricorso all’autorità giudiziaria e che rivendica la sua libertà di esercitare la sua impresa con clienti che non mettono in crisi le sue convinzioni morali e il suo credo religioso. Egli crede fermamente che il matrimonio sia solo tra uomo e donna.

Interessante è osservare come Brandi cerchi di sostenere che la commissione sia composta da attivisti gay quasi a voler sostenere che solo un gay potrebbe ritenere le minoranze degne di diritti, dato che qualunque altra persona non potrebbe mai riconoscersi in un pensiero diverso da quello di Provita, certa nel sostenere che gli affetti dei gay non meritino la medesima dignità dei loro.
Si passa così a sostenere che i due matrimoni di Adinolfi siano un diritto di natura e che è la natura ad aver predisposto che lui possa godere della reversibilità per gustarsi i gay che muoiono di fame dopo aver provveduto a pagargli quel privilegio con il loro lavoro. Certo, sostenere che la reversibilità della pensione sia una caratteristica della natura è arduo e antistorico, eppure si sa che la propaganda non ama occuparsi di queste inezie. Anzi, pare non occuparsi neppure dell'evidenza di come i matrimoni fra persone dello stesso sesso siano stati riconosciuti per millenni (e celebrate attraverso riti religiosi anche dalle prima comunità cristiane) nel loro spergiurare che:

Walder ha aggiunto che un cittadino dovrebbe praticare la disobbedienza civile “solo in circostanze estreme”, e la sua situazione “è una circostanza estrema”: da centinaia di migliaia di anni il matrimonio è l’unione tra un uomo e una donna. Questo attiene al diritto naturale e , ammesso che si possa riconoscere un “diritto” di credere che ci si possa sposare con chiunque, questo attiene non alla realtà naturale delle cose, ma all‘ideologia.
Per equità, giustizia e non discriminazione, bisognerebbe anche riconoscere il diritto a non aderire a suddetta ideologia, il diritto di credere che il matrimonio debba essere solo quello naturale atto alla generazione.

Interessante è osservare come l'associazione di Brandi paia essersi dimenticata di quella casuccia chiamata "legge" che sancisce i diritti di tutti. Il tentativo di sostenere che basti attribuire l'etichetta di "ideologia" ad un qualcosa che esiste in natura da millenni non è certo ragione sufficiente per sostenere che si possa violare la legge perché ci si rifiuta di accettare la realtà dei fatti. Vien da sé che la teoria proposta dall'associazione integralista darebbe a chiunque la possibilità di fare qualunque cosa voglia... tanto basterebbe dire che le tasse sono un'ideologia e che Dio non le gradisce per sentirsi legittimati a non pagarle.

Ma dato che l'obiettivo è sempre e solo quello di creare odio verso un intero gruppo sociale, l'associazione di Toni Brandi conclude l'articolo con un agghiacciante:

Ma si sa che con la Gaystapo non si può ragionare e che la Gaystapo attua con tracotanza e prepotenza una discriminazione alla rovescia, palese, contro tutti quelli che non aderiscono all’ideologia omosessualista.

Insomma, i diritti civili sarebbero un'ideologia se si riferiscono ad altri dato che Brandi desidera che tutti i suoi seguaci possano sentirsi liberi di danneggiare il prossimo nel nome della sua ideologia. E per farlo non gli resta che sostener che i gay siano tutti prepotenti e tracotanti perché osano voler vivere anche se lui non è disposto lasciarli in pace in virtù di quanto lui si senta migliore di loro.
E sia mai che qualcuno possa contestare il fatto suo "diritto" di imporre con prepotenza e tracotanza (e tanti soldi) la sua propaganda nei cinema italiani: in tal caso basta esprimere contrarietà perché lui si metta a strillare in modo isterico e si dica pronto a chiamare in sua difesa i vescovi italiani in modo da rivendicare il suo diritto a poter imporre tutto ciò che vuole agli italiani sulla base dei soldi che ha invertito per raccogliere firme a sostegno delle sue proposte di legge attraverso un messaggio decontestualizzato che spaccia un caso molto particolare come se fosse la norma. Ma lui può, sono i gay che non devono poter parlare, respirare o vivere.
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