Amato difenderà la De Mari o la sua ideologia sulla razza?



Gianfranco Amato sarà l'avvocato difensore di Silvana De Mari, la ultra-integralista che da giorni sta incessantemente insultando e denigrando un'intera comunità in base all'orientamento sessuale. E se la volgarità, la ferocia e l'arroganza di quegli attacchi è quantomeno fastidioso, la buona notizia è come l'integralismo cattolico abbia deciso di fare quadrato attorno a lei per nominarla emblema della loro ideologia. Si tratta forse di un passo falso, dato che quelle posizioni appaiono intollerabili per chiunque abbi un minimo di etica, così come mostrano con fin troppa chiarezza la matrice ideologica della loro lobby.

Ma veniamo ai fatti. Gianfranco Amato sostiene che le affermazioni della signora De Mari debbano rientrare nel concetto di "libertà di parola", sostenendo che lei debba avere pieno diritto di andare in giro a dire che i gay sono anormali, che si scaglino addosso escrementi o che siano dei malati mentali pericolosi per la società. Sostiene anche che debba poter usare i suoi titolo accademici per sostenere che le sue parole abbiano valore "scientifico", nonostante siano in completa antitesi della scienza ufficiale e nonostante non ne stia dibattendo in ambiti accademici ma in ambiti in cui gli interlocutori non hanno le competenze per poterne capire tutte le implicazioni.
La lista delle rivendicazioni non si ferma qui, dato che Amato dovrà difendere anche quella che la signora definisce il suo «diritto all'omofobia», così come dovrà dire che la signora abbia il pieno diritto di attribuire false affermazioni persino a Gesù Cristo (che peraltro non ha mai detto ciò che lei gli mette in bocca pur di sostenere che sia Dio stesso ad odiare i gay e a legittimare qualunque forma di violenza e discriminazione contro di loro).
Il sostenere che la libertà di parola debba essere intesa come una libertà assoluta che non ha limiti neppure quando si tratta di attribuire false affermazioni ad altre o quando promuove l'intolleranza sulla base di affermazioni palesemente falsa è pericolosa. Perché se una regola può essere ritenuta tale solo se è sempre valida, allora dovremmo presumere che chiunque debba poter andare in giro a dire che le persone di colore sono inferiori a quelle bianche. In fondo non sarebbe difficile dimostralo se si usano le medesime generalizzazioni a cui ricorre la De Mari: basterebbe prendere le statistiche sulla mortalità in Africa, far finta di non sapere che ci sia povertà e malnutrizione, e sentenziare che i dati indicano che se muoiono più di noi noi è perché sono inferiori a noi. Peccato che quello sarebbe razzismo, giustamente vietato dalla legge dato e condannato da chiunque creda nella dignità umana.

Ma se la possibilità di diramare informazioni "scientifiche" fasulle e discriminatorie verso un'intera comunità fosse una libertà da tutelare così come sostiene Amato, allora perché mai non dovremmo sostenere che in nazismo fosse lecito? In fondo anche loro si basavano sulle teorie "scientifiche" di Haider, così come le sue affermazioni volte a sostenere la pericolosità delle minoranze fu la scintilla che permise di "giustificare" il massacro di migliaia di persone.
Se la De mari deve poter dire tutto ciò che vuole senza curarsi della verità o delle conseguenze, perché mai Haider non avrebbe dovuto poter fare altrettanto? E perché i nazisti non avrebbero dovuto potersi "difendere" da qual fantomatico pericolo con la forza? Sia la De mari che Mario Adinolfi dichiarano di essere pronti ad uccidere se si sentono minacciati, quindi perché i nazisti non avrebbero potuto fare altrettanto?

Quale sarebbe dunque la differenza fra il nazismo e le rivendicazioni della De Mari? A prima vista pare che l'unica discriminante è la sua convinzione nell'essere nel giusto... ma anche alcuni nazisti erano convinti di essere nel giusto. Quindi quale sarebbe questa discriminate?
La domanda non è di poco conto, dato che l'assenza di una reale risposta dovrebbe portaci a domandarci se Gianfranco Amato stia difendendo la signora De Mari o se stia difendendo l'ideologia stessa del nazismo, con la differenza che questa volta quai prelati che lo stanno promuovendo non potranno dire di non aver capito.
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