Costanza Miriano: «Quelle che protestano contro Trump sono donne bruttissime che non vogliono fare le mamme»



A Costanza Miriano piace Donald Trump. Gli piace come tratta male le donne, gli piace come voglia costruire nutri, gli piace come voglia discriminare i gay. E se la vaticanista ama citare il papa ogni qualvolta possa tornare utile a legittimare i suoi pregiudizi, questa volta pare voler ignorare i suoi moniti contro il populismo del suo beniamino.
Attaccando frontalmente la partecipatissima protesta delle donne contro la misoginia di Trump, la Miriano scrive:

Sono una di quei miliardi di donne che non hanno marciato contro Trump. Sono una sola e non so quante donne potrei rappresentare, di sicuro so che le marciatrici con simboli di genitali femminili in testa non rappresentano me, e credo che facciano una gran male alla vera causa delle donne. E vorrei sapere a che titolo si sono autonominate esponenti e difensori dei valori femminili.

E se parole simili appaiono tragicomiche se pronunciata da una tizia che fa male alle famiglie italiane e che va in giro a dire di parlare a nome delle famiglie, l'articolo degenera ulteriormente quando la donna afferma:

Ma prima ancora, sinceramente, vorrei scoprire per quale motivo abbiano manifestato. Davvero non l’ho capito. Lo volevo sapere così tanto che mi sono costretta a leggere gli articoli sulla manifestazione, infiorettati di luoghi comuni, tutti pieni di noicheinquantodonne e patriarcato (dov’è?) e diritti minacciati dai maschi cattivi. Quali diritti, e da cosa li difenderebbero queste signore? Qual è il capo d’accusa contro Trump? Pare che abbia definito oca una giornalista. Non so, magari è solo un maleducato. Magari la signora è oca davvero. Ma, sinceramente, è una cosa da provocare una marcia? Non ci sarà un uomo che è stato trattato poco gentilmente da un politico? Oppure un uomo si può trattare male, mentre una donna, un omosessuale e un nero sono intelligenti a prescindere?

E se purtroppo si sa che alla Miriano piace l'idea di una donna che deve essere sottomessa all'uomo e che deve guardare alla violenza maschile come ad un pregio (lesi stessa dichiara di educare all'aggressività i duoi figli), impressionante è come dica di non aver capito che alcune donne siano state offese da un presidente che va in giro a dire che le donne devono essere trattate «come cagne» e di «di merda». Siamo dinnanzi ad uomo che ha azzerato qualunque politica contro il femminicidio sin dal suo primo giorno di insediamento, ma che la Miriano difende a spada tratta dicendo che magari quella giornalista era un'oca e si meritava quell'insulto.
Pare strano anche che la Miriano voglia fingere di non sapere che la misoginia di Trumo è nota. Nel 1991 dichiarò che «fintanto che avete con voi una giovane e splendida gnocca, non ha importanza quello che scriveranno i media». Nel 1990 fu la volta del «non comprerei mai ad Ivana gioielli decenti o quadri. Perché darle beni trasferibili? Concedere a vostra moglie beni materiali ed eccessiva sicurezza economica è un terribile errore». Nel 1997, parlando di Lady D, affermò: «Mi inviò la più bella e calorosa lettera mai ricevuta, dopo che le feci un favore, e io le inviai dei fiori. Penso di sì, avrei potuto possederla». Ed ancora: «Non c'è nulla che ami più delle donne. Ma sono di gran lunga peggio degli uomini, molto più aggressive, e possono essere anche intelligenti!». Più recentemente, nel 2005, asserì: «Il pezzo che preferisco di Pulp Fiction è quando Sam tira fuori la pistola a cena e intima alla fidanzata di stare zitta. Dire a quella zoccola di stare calma: "Puttana, datti una calmata!". Amo queste frasi». E l'elenco sarebbe ancora lungo...
E che dire di quella Silvana de Mari che si è subito affrettata a sottoscrivere le parole della Miriano? Lei, quella che va in giro a dire che i gay sono una minaccia perché li reputa la causa dell'Hiv, ma che poi non ha problemi nell'adorare un presidente populista, xenofobo e razzista che dichiarò: «Vedevo ovunque top model che scopavano, top model famose, su delle sedie in mezzo alla stanza. C’erano sette di loro e ognuna veniva scopata da un ragazzo diverso. [Andavo a letto con così tante donne in quegli anni che il pericolo di contrarre malattie sessuali] era il mio Vietnam personale».

Nel suo articolo la Miriano sostiene anche che:

L’altro capo di imputazione è che una volta in un parcheggio hanno registrato di nascosto un video in cui Trump diceva a un amico, più o meno, che se hai i soldi le donne ti vengono dietro. Ora, non è una bella immagine, ma non si può negare che sia vero. Non è neanche una bella cosa, io per esempio non ho mai usato questo criterio con gli uomini, ma tante donne sì. Sono libere di farlo. Se lo fanno non è perché gli uomini sono cattivi, ma perché pensano che a loro convenga. E non posso neanche dire che non le stimo per questo, perché credo sia scritto nel profondo di una donna il desiderio di sentirsi protetta da un uomo forte, e a volte la ricchezza può rappresentare la protezione che qualche donna cerca. Se poi c’è qualche arrampicatrice sociale che vuole usare gli uomini per convenienza, ripeto, non è una cosa bella, ma casomai a comportarsi male è lei, o è un mutuo scambio tra due adulti consenzienti. Insomma, qualcosa che non ha niente a che vedere con il maltrattamento delle donne.

Ed immancabile è la volontà di fare vittimismo attraverso l'uso della religione, sostenendo che non si debba pretendere il rispetto dei propri diritti se al mondo ce chi sta peggio e che bisogna pensare prima ai cristiani che ai diritti degli altri:

Sarebbe stato bello vederle sfilare in Arabia Saudita o in Pakistan, lì sì che le donne non sono libere. Una bella marcia per Asia Bibi strappata ai suoi figli e in carcere dal 2009? Siccome non è in carcere per motivi di sesso sfrenato ma per la sua fede è meno donna?

Passando poi agli insulti diretti verso i manifestanti, da lei ritenute colpevoli di avere un'identità e di non accontentarsi di reputarsi un mero oggetto di sostegno dell'uomo, aggiunge:

A me le marciatrici facevano tenerezza, per lo più. A vedere le foto di signore molto brutte, i loro cartelli “not my pussy” decisamente superflui (nessuno la vuole, quella pussy), per me balzava agli occhi con grande evidenza che la vera bellezza e la grandezza di una donna è nella sua capacità di offrire sostegno e aiuto, e se la donna diventa rivendicativa è una caricatura di se stessa, diventa insopportabile.

Ed è nella conclusione che si arriva alla stoccata finale, ossia al suo sostenere che una donna è donna solo se apre le gambe e si fa ingravidare:

Siamo infelici perché la nostra gioia e il talento più grande è nel dare la vita, e nel sostenerla e appoggiarla e aiutarla, e abbiamo smesso di farlo. E la colpa è solo nostra, non di Trump.

L'articolo è stato confezionato per essere proposto ai lettori del quotidiano di Belpietro. Ed è da quelle colonne che la Miriano dice che lei, da donna, vuole essere trattata come «una cagna» perché l'uomo è uomo solo se aggressivo e offensivo verso donne, così come spergiura che le donne non debbano rivendicare nulla e si debbano occupare solo di far figli e di offrirsi come supporto all'uomo.
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