È lotta di potere nell'integralismo cattolico. Gandolfini scarica Adinolfi, ma lui ribatte: «Sei un cameriere di partito»



Specchio specchio delle mie brame, chi è il più omofobo del reame? Probabilmente è quanto si domanda Mario Adinolfi nella sua smania di poter tradurre in profitto tutto l'odio che che ha creato negli anni. In fondo la sua ambizione di poter giocare a fare il politico è miseramente fallita quando fondò un suo partito chiamato Democrazia Diretta (respinto alle urne con lo 0,1% di preferenze), quando giocò a fare il comunista e si candidò con il Pd e non pare ottenere grandi risultati neppure oggi con il suo partitino che l'ha visto in prima fila insieme a Gianfranco Amato nel chiedere voti in cambio di discriminazione (salvo poi essere respinto con un misero 0,6% di voti alle urne).
Eppure appare evidente che lui vuole ottenere vantaggi dall'odio e non tollera che Gandolfini possa proclamarsi leader di un gruppo che lui vorrebbe poter usare per sé. In quella faida interna orientata all'ottenimento del potere, Adinolfi scrive su Facebook:

Ho seguito il discorso di Massimo Gandolfini, con un pizzico di speranza, alla chiusura del comitato Dnf. Capisco lo scoramento per trovarsi di fronte a meno di settanta persone dopo tutto lo sforzo di mobilitazione per la due giorni, ma davvero le parole sprezzanti con cui è stato addirittura detto che Nicola Di Matteo ha lasciato il Popolo della Famiglia (nessuno più di lui lavora alla riuscita della mobilitazione di sabato al Teatro Eliseo) dopo aver disegnato una linea politica collaborazionista a caccia di poltrone nei soliti partiti, lascia interdetti. Quando poi si racconta: "Io manco sapevo chi fosse Mario Adinolfi, quando a marzo 2015 ci ritrovammo insieme a un tavolo notai questo signore voluminoso e mia moglie mi disse che era Mario Adinolfi e seppi che aveva scritto un volumetto, Voglio La Mamma". Caro Massimo, un anno prima nella tua Brescia avevi presentato Voglio La Mamma con me, fianco a fianco. Era il settembre 2014, questo è il video, dura due ore e mezzo, usalo come promemoria la prossima volta che vuoi inventare una fandonia. E no, a fare i camerieri nei partiti a cui ci vuoi consegnare noi non ci andiamo. A schiena dritta, con il Popolo della Famiglia soggetto politico autonomo, senza dover inventare bugie per screditarti. Bastano i fatti.

Insomma, è guerra di potere in quella crociata omofoba in cui tutti i partecipanti paiono poco disposti a non trarre il maggior profitto politico possibile. In fondo perché mai si sarebbe dovuta aizzare una parte della popolazione contro u gruppo sociale se poi non la si può usare per ottenere potere senza passare da inutili elezioni che potrebbero evidenziare come si sia dinnanzi ad una minoranza?
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